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Piccoli e Selvaggi

di Thomas Santandrea pubblicato il 30/11/16



Il fascino che ci trasmette un grande specchio d’acqua, come può essere un fiume, un lago, oppure un canale, è sicuramente unico ed inimitabile. Affrontandolo la nostra immaginazione ci porta a pensare a quante meravigliose carpe vi possano nuotare, e soprattutto a quante big carp potremmo catturare pescandoci. Questo è anche conseguenza del fatto che la nostra tecnica di pesca oramai ci sta abituando a pescare in imponenti specchi d’acqua, dove però tutt’ora la pressione di pesca è andata alle stelle, e dove per questo motivo bisogna applicarsi con dedizione ed impegno per avere qualche risultato. A volte però non serve farsi centinaia di Km alla ricerca di uno specchio d’acqua degno di nota per ricercare la carpa dei sogni, perché magari vicino a casa nostra scorre un piccolo corso d’acqua che può nascondere delle grandi sorprese. Non dobbiamo assolutamente trascurare i piccoli canali o i piccoli fiumi, perché rappresentano prima di tutto una palestra per i neofiti che devono fare dell’esperienza, e per i carpisti più esperti rappresentano in ogni caso una buon’alternativa e un luogo in cui crescere tecnicamente. Non è sempre detto che in un grande specchio d’acqua ci siano carpe grosse e in un piccolo corso no, anzi molte volte è capitato che fiumi o canali, a cui nessuno avrebbe scommesso neanche una lira, regalassero carpe da record.
Una delle cose fondamentali nell’affrontare  un piccolo corso d’acqua, è la ricerca accurata del posto di pesca. Stiamo parlando, di canali o fiumi, di bassa portata con una larghezza media di 20-30 metri ed aventi una profondità che difficilmente supera i 3 metri. Quindi, è indispensabile considerare questi fattori nella nostra ricerca.
Quando ci accingiamo a pescare in un fiume, sicuramente gli spot migliori sono quelli in cui abbiamo un leggero dislivello del fondale, e soprattutto una zona ricca di ostacoli, come alberi, rami o rovi. Da non trascurare anche piccole anse, dove è proprio in queste zone che le carpe vengono ad alimentarsi più facilmente, in quanto il cibo naturale è più diffuso. I piccoli fiumi sono pieni di zone di interesse per la nostra tecnica, ma dobbiamo fare molta attenzione ad affrontarli, in quanto le carpe selvagge presenti sono molto difficili da catturare e sono diffidenti alle nostre esche. Questo è dovuto anche alla presenza di molto cibo naturale, come piccoli molluschi, gamberi e cozze, inoltre avremo diverse difficoltà nel recuperare la nostra preda, in quanto la presenza di molti ostacoli sia in superficie che nel fondale, ci complicherà la fase del recupero. Quindi massima attenzione, e dobbiamo conoscere nel minimo dettaglio lo spot che andremo ad affrontare. I fiumi, soprattutto di bassa portata e di piccole dimensioni possono variare la loro morfologia di anno in anno, questo è conseguenza delle numerose piene stagionali che avvengono, quindi dobbiamo mantenere controllata la nostra zona di interesse, in modo da non avere delle sorprese in fase di pesca.  Nell’affrontare un piccolo fiume un accorgimento molto importante da tenere in considerazione è il silenzio. Dobbiamo cercare di fare meno rumore possibile, camminando sulle piume, e non calpestando rami o detriti secchi, questo è di vitale importanza in quanto le carpe sono molto diffidenti ai suoni e ai rumori che avvengono sulle rive. Molte volte trascuriamo questo fattore, ma è sicuramente causa di qualche pescata finita con un cappotto. Se invece ci prestiamo ad affrontare un piccolo canale di bonifica, le zone di interesse non sono difficili da ricercare, ma non dobbiamo sottovalutare nulla e osservare con attenzione quegli spot in cui potrebbero alimentarsi le nostre amiche. In questi ambienti non abbiamo una gran presenza di ostacoli come nel fiume, perché l’habitat e la vegetazione sono molto differenti, e la presenza di alberi o rovi in acqua non è sempre possibile averli. Le zone calde per la nostra tecnica sono comunque numerose e di facile interpretazione. Innanzitutto dobbiamo essere bravi a sondare il fondale, utilizzando il sistema chiamato “plumbing”, che consiste nell’utilizzo di un piombo, che oltre a dirci se il fondale è ricco di ostacoli, oppure se presenta molto fango o limo, ci consente tramite un galleggiante di sapere la profondità del canale. Ma la cosa più importante in questi ambienti è ricercare con il piombo le zone di fondale duro, cioè in cui vi sia una scarsa presenza di fanghiglia. È proprio in questi punti che le nostre amiche amano alimentarsi, e dove trovano più facilmente cibo naturale. Questi spot si trovano generalmente nel sottosponda, dove avremo anche una minore profondità, ma riamane sempre una delle zone migliori in cui pescare nei canali. In alcuni corsi d’acqua possiamo poi avere la presenza di fiori di loto in superficie oppure di qualche altra pianta acquatica, e per questo motivo rappresenta un ottima zona di alimentazione per le nostre amiche; dove vi è vegetazione loro sicuramente passano ad alimentarsi o a stazionare. Quindi è di vitale importanza osservare il corso molto attentamente e ricercare qualsiasi punto che può risultare ottimo al nostro fine. La ricerca del settore di pesca, rappresenta un momento difficile ed impegnativo, ma di sicuro se fatta nel modo accurato ci porterà ad avere numerosi risultati in termini di cattura, quindi non è importante il tempo impiegato nella scelta ma ciò che conta è farlo con molta attenzione, e saremo ripagati.Una volta effettuata la ricerca dello spot , sarà indispensabile preparare un’accurata e mirata pasturazione preventiva. Questa, veste un ruolo molto importante, per cui dovremmo studiare bene a tavolino sul da farsi.
La prima cosa da tenere in considerazione, è la presenza solitamente di pesci di varie specie, come carassi, scardole, cavedani ecc…; quindi sarà buona norma cercare di saziarli il prima possibile per evitare che ci creino dei problemi in pesca.
Andremo quindi a preparare 5-6 kg di granaglie miste, comprese canapa e tiger che andremo a distribuire  nella prima settimana. Nelle settimane successive, inizieremo ad integrare alle granaglie anche le boiles in modo da abituare le nostre amiche, in quanto non essendoci una grande pressione di pesca potrebbero essere inizialmente diffidenti alle palline. Cominceremo, quindi con circa 1 kg di boiles in principio, per poi gradualmente aumentare il quantitativo nelle settimane seguenti. I mix che andremo ad utilizzare saranno semplici e di facile digeribilità, come birdfood o fish meal.  Un fattore molto importante nella nostra pasturazione è  quello di considerare la stagione in cui andremo ad effettuarla, perché a seconda di questa, dovremmo più o meno dosare il quantitativo. La stagione migliore  per affrontare una pasturazione in piccoli corsi d’acqua è sicuramente la primavera, perché con il primo sole stagionale, l’acqua si scalda rapidamente e mette in movimento le carpe. Se per motivi di tempo dovuto al lavoro o alla famiglia, non riusciamo ad effettuare una buona pasturazione preventiva, possiamo ugualmente affrontare un piccolo corso d’acqua, sarà sicuramente più complicato ma potrebbe darci comunque qualche soddisfazione. Se optiamo per questa scelta, allora dovremmo costruire delle esche molto veloci e che abbiano un attrattività immediata, in modo da richiamare il pesce immediatamente in pastura. È poi consigliato utilizzare delle boiles di piccolo diametro come 16 o 18 mm. L’azione di pesca in questi corsi, di modesta portata, non richiede un attrezzatura esagerata e complessa, ma sicuramente non dovremmo altresì sottovalutarla.
Le canne che andremmo ad utilizzare saranno delle 21/2 lb o 2 3/4  con azione parabolica, le quali ci permettano di combattere il pesce, qualora si dovesse direzionare in prossimità di ostacoli sommersi. Sicuramente è importante considerare questo ultimo fattore, in quanto pescando in prossimità di alberi o rovi, sarà molto facile trovarsi in situazioni non troppo tranquille. Per affrontare questi corsi d'acqua si possono adattare molto bene anche le canne da 10 ft, corte e di facile utilizzo, soprattutto poco ingombranti.
Come mulinelli possiamo utilizzare dei semplici 8000, per il semplice fatto che non dobbiamo esercitare un lungo lancio, riempiti con un buon filo dello 0.35, che abbia una buona resistenza allo strappo.
Nel terminale, invece, si possono montare dei tracciati, rivestiti, da 25-30 lb al massimo, oppure in alternativa anche un buon nylon o un buon  fluorocarbon, preceduti da 1 metro almeno di leadcore, che dovranno garantirci un’ottima resistenza all’abrasione.
A seconda del diametro della boiles che andremo ad utilizzare, monteremo poi di conseguenza gli ami che saranno principalmente del 2 o del 4.
I piombi che andremo ad utilizzare saranno principalmente dai 90 ai 110 gr, facendo però attenzione, soprattutto nei canali ad uso irriguo perché verso la fine della primavera la corrente aumenta sensibilmente. Questo è dovuto al fatto che, gli agricoltori verso la fine di aprile ed inizio di maggio cominciano ad irrigare i campi e questo crea un notevole aumento della corrente, quindi andremo, in questi casi, ad utilizzare piombi dai 120 ai 135 gr principalmente a pera schiacciata.
Detto ciò possiamo presentarci nel nostro posto di pesca, dove andremo finalmente a lanciare i nostri terminali. Una cosa molto importante da fare, quando ci presenteremo sul fiume o canale, è assoluto silenzio e camminare il meno possibile sulla sponda in quanto le nostre amiche potrebbero insospettirsi.
L’azione di pesca, inizierà con la preparazione di uno stringer, o sacchetto in pva  che verrà riempito con boiles intere e spezzettate, dopodiché con molta accuratezza e precisione andremo  a lanciare qualche pallina in qua e in là a ridosso dell’innesco.
Possiamo utilizzare sia un innesco affondante che bilanciato, a seconda del tipo di fondale che ci troveremo di fronte.

Conclusioni

Affrontare un piccolo corso d’acqua, può sembrare all’apparenza facile, ma non lo è assolutamente. In questi ambienti di modeste dimensioni, non è scontato catturare carpe e soprattutto è difficile portare a guadino pesci degni di nota.
È quindi fondamentale mettere in preventivo una serie di problemi che ci troveremo ad affrontare, ma convinti di una buona riuscita finale.
È molto importante non sottovalutare ogni azione di pesca, partire sempre da casa con la convinzione di trarre il massimo anche da una pescata, che magari non volge per il verso giusto, e ricordandoci sempre che questi piccoli ambienti sanno regalare delle grandi emozioni.

Thomas Santandrea






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