Tecnica

Pescate 'Mordi e Fuggi'

Di Enrico Gentilini pubblicato il 18/08/16

Molte volte capita di non poter dedicare tutto il tempo desiderato alla nostra passione, ma se vogliamo pescare e sopratutto catturare, ci dobbiamo ritagliare quelle poche ore tra un impegno e l’altro per insidiare qualche carpa. Questo ci obbliga ad adottare accorgimenti particolari per sfruttare al meglio i brevi periodi di tempo lungo uno specchio d’acqua lontani da ogni pensiero.

Per quanto mi riguarda le pescate veloci variano da poche ore fino a un massimo di una giornata/nottata in pesca, tutte svolte in luoghi relativamente vicini a casa, in modo che possa organizzarmi anche per pasturazioni preventive (ottime in caso di condizionamento alimentare dei pesci agli orari della nostra entrata in pesca).

L’obiettivo di queste uscite è riuscire a catturare qualche esemplare nel poco tempo a disposizione e la ricerca della taglia passa in secondo piano, ma vediamo passo dopo passo come sfruttare al meglio queste situazioni.

SPOT GIUSTO AL MOMENTO GIUSTO

Come già anticipato, il poco tempo a disposizione ci impone di scegliere quei posti raggiungibili in breve tempo da casa, questo ci permette di sfruttare tutto il tempo a disposizione pescando e di poter effettuare ricognizioni preventive per valutare eventuali movimenti del pesce durante la giornata e pasturare la zona scelta preventivamente. Ciò non significa che dobbiamo buttarci sul primo posto vicino a casa, infatti ogni specchio d’acqua può essere più o meno proficuo durante le varie fasi della giornata e della stagione in corso. Personalmente scelgo lo spot in funzione del periodo della giornata in cui riuscirò a pescarci, della stagionalità e, di conseguenza, della temperatura dell’acqua e quindi saranno queste variabili a indirizzarmi su dove calare gli inneschi. Questi gli ambienti che sfrutto per le mie pescate veloci:

  • CANALI DI BONIFICA: corsi d’acqua caratterizzati da basso fondale melmoso e da sponde ricche di canneti, qui troviamo alimento naturale a volontà caratterizzato da cozze d’acqua dolce e gamberi rossi. Poco proficui durante la stagione invernale, sono da sfruttare al massimo durante la primavera e l’autunno. La pasturazione preventiva non è fondamentale, ma se viene effettuata non deve essere eccessiva nella quantità ma costante nel tempo. Buona soluzione è quella di utilizzare solo boilies per evitare di richiamare innumerevoli di breme nella nostra zona. Spesso i canali in questione hanno larghezze ridotte e per evitare di insospettire i pesci con inevitabili rumori della nostra presenza si tende a pescare a ridosso della sponda opposta alla ricerca di fondali più duri possibile, anche se una canna sottoriva, magari portata distante qualche decina di metri dalla nostra sistemazione può rivelarsi vincente. Non è raro trovare i nostri hot-spot a ridosso di grossi arbusti cresciuti a ridosso dell’argine, alberi caduti in acqua o palizzate in legno a sostegno della sponda. In questi canali concentro le mie pescate notturne, in quanto al calar del sole questi piccoli corsi d’acqua prendono letteralmente vita e non è raro sobbalzare dal proprio lettino a seguito dei forti ciocchi delle carpe che vengono alla ricerca di alimento a ridosso del canneto. In pesca non eccedo mai con la pasturazione, le carpe devono trovare il prima possibile il mio innesco, quindi mi affido ad un innesco a omino di neve lanciato in acqua con un sacchettino pva pieno di pellet e boilies sbriciolate e contorno il tutto con non più di 10-15 boilies vicino all’innesco. Rinfresco poi la zona dopo ogni cattura. Verosimilmente vedremo le prime partenze dopo qualche ora dal calar del sole, anche in funzione della popolazione di carpe presente nel nostro tratto di canale. Se la taglia è nella media, non è raro effettuare molteplici catture, mentre se la taglia è decisamente superiore alla media, spesso e volentieri le catture si conteranno sulle dita di una mano, considerando anche il fatto che, nonostante le cose vengano fatte con tutti i crismi del caso, il cappotto è sempre dietro l’angolo.

  • CANALI DI IRRIGAZIONE: al contrario dei primi in questi corsi d’acqua possiamo trovare alcune zone, o addirittura nella totalità delle sponde, dove il classico canneto lascia spazio a lastre in cemento o a grosse sassaie. La vegetazione qui non è tanta, ma l’alimento non manca e le carpe raggiungono dimensioni considerevoli. Al contrario dei classici canali di bonifica qui possiamo trovare profondità anche di 3-3,5 metri e possono essere affrontati in giornata, soprattutto nei primi giorni di sole dopo l’inverno dove il cemento e i sassi scaldano velocemente l’acqua, ed è proprio qui che andremo a insidiare le carpe. Poche ore mattutine o serali possono bastare per catturare numerosi esemplari anche di buone dimensioni. Effettuare qualche pasturata preventiva allo stesso orario in cui presumiamo di entrare in pesca ci aiuterà sicuramente ad incrementare il numero delle catture. Attenzione ai pesci di disturbo, qui oltre alle classiche breme si trovano in abbondanza pesci gatto nostrani e non che raggiungono pesi importanti e che una volta passati sulla pasturazione lasciano assolutamente poco per le carpe. Questi canali sono destinati all’irrigazione dei campi nella stagione estiva e subiscono brusche variazioni del livello dell’acqua, quindi è buona cosa tenere sempre monitorato il tratto in questione. Troveremo in queste situazioni fondali tendenzialmente molto duri e sarà sufficiente un semplice innesco affondante contornato di uno stringer di boilies o stick mix per avere buoni risultati, sempre affiancati da una manciata di boilies vicino all’innesco. Un suggerimento che mi sento di dare è quello di utilizzare ami veramente affilati e robusti, oltre a terminali inguainati o di grosso fluorocarbon, qui le carpe sono abituate ad alimentarsi sul cemento o in mezzo ai sassi e hanno bocche piuttosto dure e callose e non è raro trovarsi in mano un amo piegato, spezzato o al terminale tranciato a seguito di una violenta partenza.

  • FIUME PO: qui la corrente fa da padrona, l’alimento alimentare abbonda a volontà ed è presente un’ alta varietà di specie ittiche. Gli spot non mancano: sassaie, lingue di sabbia o di terra, lanche, ostacoli sommersi o a ridosso delle sponde, pontili, erbai, ecc. Alcuni di questi sono redditizi in tutte le stagioni, altri solo in alcuni, quindi sta a noi decidere dove calare gli inneschi in funzione della stagione. Al contrario dei canali il fiume è buono, con le sue dovute variabili, pressochè in tutte le stagioni dell’anno, evitando i periodi di piena in cui a causa della forte corrente e dei numerosi detriti che l’acqua si trascina diventa molto difficile calare i nostri inneschi, se non in diramazioni più protette. Anche in inverno il fiume è un’ ottima alternativa grazie alle buone profondità che possiamo trovare in certi punti e alla corrente che mantiene la temperatura dell’acqua di qualche grado superiore alla media e che costringe le carpe a mantenere attivo il proprio metabolismo, costringendole quindi a una seppur minima attività alimentare. Personalmente prediligo le sassaie in cui l’alimento naturale abbonda e i pesci transitano costantemente in queste zone dove le profondità sono piuttosto sostenute, ma non disdegno i bassi fondali di sabbia o terra nella stagione primaverile dove le carpe amano “pascolare” in cerca di zone più calde e ambienti ideali per la riproduzione. La pesca in fiume è più “rustica” rispetto ai canali prima trattati, terminali robusti, ami grossi e affilati e boilies di generose dimensioni sono all’ordine del giorno, ma cosa più importante è la grossa quantità di pastura necessaria che ci servirà sia per sfamare i molti pesci di disturbo, sia le carpe. Non servono necessariamente pasturazioni continuative, anche perché una piena fuori programma o uno stop di 4-5 giorni della frequenza di pasturazione potrebbero vanificare e rendere nulli tutti i nostri sforzi. Ecco perché per pescate in giornata ho deciso di scaricare in acqua una buona quantità di pastura tra granaglie e boilies (miste tra 20 e 24mm) il giorno antecedente, per poi pescare il giorno successivo utilizzando solo ed esclusivamente boilies (o palle di method con all’interno qualche granaglia e pellet, ma solo nella stagione invernale o primaverile).

 

ATTREZZATURA ADEGUATA

L’attrezzatura dedicata a pescate di qualche ora deve a mio modo di vedere essere ridotta al minimo indispensabile. Canne e pod (meglio picchetti dove è possibile utilizzarli) e uno zaino con la minuteria ci permetteranno di entrare in pesca velocemente, insieme al necessario per la cura del pesce: guadino e materassino. Nello zaino possiamo inserire anche una piccola bilancia, qualcosa da mangiare, una pila da testa per affrontare le ore notturne e una reflex per immortalare i nostri trofei.

Al giorno d’oggi molte aziende del settore ci aiutano con attrezzature dedicate allo scopo, e quindi alleggerire e ridurre la nostra attrezzatura sarà più semplice.

Se decidiamo di affrontare la notte possiamo optare per una piccolo oval se la stagione lo permette, altrimenti un semplice bivy e un lettino saranno necessari per trascorrere nel migliore dei modi le ore più umide.


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