Tecnica

Pesca a lancio a lunga distanza

Di Antonio Monaldi-Team Carp Factor pubblicato il 04/01/19

 

Il carpfishig nasce con l'intento di insidiare grandi carpe. Fino poco tempo fa si pensava che tutta l'attrezzatura dovesse essere rapportata in base alle dimensioni del pesce. Difatti, non è sbagliata come logica, ma in questo articolo andremo ad analizzare nello specifico le varie tecniche e attrezzature per affrontare sessioni a lancio a lunga distanza. Scopriremo come insidiare grandi carpe con fili molto sottili, che ci permetteranno di raggiungere spot veramente lontani da riva e che vanno contro ogni logica del classico carpfishing. Questa affascinante tecnica di pesca nasce principalmente dai garisti, in quanto, nelle competizioni, riuscire a rimanere bene in pesca più lunghi rispetto ai concorrenti vicini potrebbe rivelarsi vincente. 

Purtroppo la pesca a lancio a lunga distanza non ha vie di mezzo, o si ama o si odia. Tanti pescatori vedono il carpfishing come una pesca rilassante… ecco, dimenticate questa parola, visto che dovremo creare il nostro spot di pesca tutto da riva, dovendo gettare in acqua chili di pastura con cobra, spomb, e catapulta. Ciò sarà anche faticoso, ma vi assicuro che otterrete grandi soddisfazioni.  Oggi giorno ci sono numerosi laghi che permettono di approcciarsi a questa tecnica. Tanto per fare un esempio, il bacino di Pietrafitta (Pg) potrebbe essere l'ABC della pesca a lancio a lunga distanza. In questo tipo di laghi sicuramente dovremo scegliere spot puliti e privi di ostacoli, visto che i nostri mulinelli saranno caricati con fili di dimensioni ridotte rispetto allo standard, che poi approfondiremo. 

Arrivati a questo punto, cominciamo a capire come scegliere il posto giusto dove lanciare i nostri inneschi. Dovremo essere attenti a percepire tutto ciò che la superficie dell'acqua ci permette di captare ad occhio nudo. Salti, bollate, grufolate, saranno questi i segnali che dovremo cogliere al volo; non avremo nessuno strumento elettronico che ci permetterà una chiara lettura del fondale o la misurazione della distanza dove posare i nostri inneschi. Dovremo fare affidamento sul nostro intuito e sicuramente l'ausilio del nostro amato marker potrà rivelarsi un preziosissimo alleato. Con un po' di pratica, attraverso il marker riusciremo a capire in maniera chiara e semplice in quanti metri di profondità saranno lanciati i nostri inneschi, aspetto fondamentale in molte sessioni. Tramite le vibrazioni della vetta della canna potremmo capire anche la conformazione del fondale, se sarà più o meno duro e privo di ostacoli. 

Siccome gli argomenti da trattare sono davvero molti, anziché racchiudere tutto in un unico articolo, che potrebbe risultare lungo e addirittura noioso da leggere, suddividerò i temi in due articoli distinti, che verranno pubblicati in sucessione.

Iniziamo dunque parlando di attrezzatura, dell’uso di marker e spod e dei metodi di pasturazione.

 

 

Attrezzature per la lunga distanza

Per questo tipo di pesca non dovremmo lasciare nulla al caso. L'attrezzatura è fondamentale per poter lanciare molto distanti e non dovremo risparmiarci in nulla in termini di potenza.

Fortunatamente oggi il mercato propone una vastissima gamma di attrezzi molto validi a prezzo accessibili a tutti. Le canne che dovremo utilizzare dovranno essere minimo 3,5 libbre, per cui non abbiate paura di aumentare libraggio! Una buona tecnica di lancio e una buona dose di forza giocheranno solo a vostro favore, in quanto dovremo spingere pesi molto importanti (foto 1). 

La lunghezza della canna andrà in base alla scelta del pescatore. Sicuramente una canna da 13 piedi sarebbe l'ideale, poi, in base alla nostra esperienza e tecnica, dovremmo scegliere ciò che fa al caso nostro. Anche il mulinello sarà fondamentale… non è importante che abbia molta capacità di tenere filo, bensì che abbia una bobina grande e conica che permetta in fase di lancio una fuoriuscita rapida e fluida della lenza. Più la nostra attrezzatura sarà leggera in termini di peso, più ci permetterà di spingere e di guadagnare metri. 

 

Marker & Spod

Anche per il marker e lo spod dovremo utilizzare attrezzi analoghi a quelli descritti precedentemente. Consiglio dunque una canna da spod da almeno 4 lb (foto 2), in quanto dovremo spingere pasturatori carichi che sfiorano anche i 300 grammi.  

Come accennato precedentemente, l'uso del marker è fondamentale perché ci permetterà di avere un riferimento fisso dove gettare la nostra pastura ed essere più precisi possibile. Sento spesso persone dire “io pesco a 150 metri senza problemi in pastura” senza averne la benché minima certezza. Ma come facciamo a capire realmente a quanti metri stiamo pescando? La cosa da fare è molto semplice. In commercio si trovano della bacchette di varie marche e prezzi, che vanno da una lunghezza di 50 fino a 80 cm. Dovremo posizionare le bacchette (foto 3 e 4) ad una distanza ben precisa tra di loro, solitamente dai 3 ai 4 metri. Fatto ciò, appoggeremo il nostro piombo all'estremità di una delle due bacchette e con un movimento orizzontale creeremo un otto tra le due aste per poi bloccare la lenza nella clip della bobina del nostro mulinello in corrispondenza della distanza desiderata. La clip ci farà da battuta in fase di lancio e andrà tolta per ripetere l'operazione ogni volta che rilanceremo il nostro innesco. In base al numero di “bacchettate” moltiplicate per la lunghezza che intercorre tra le due bacchette, sapremo con esattezza la distanza dove peschiamo. Ad esempio, se le bacchette sono a 4 metri l’una dall’altra ed il numero delle bacchettate è 30, sapremo di pescare ad una distanza di circa 120 metri. La stessa cosa andrà fatta sia per il marker, che posizioneremo in questo caso a 120 metri, sia per la canna da spod che servirà poi per pasturare alla distanza stabilita.  Saremo ora pronti a lanciare i nostri inneschi e la precisione sarà fondamentale per portare le nostre baffone nell'area stabilita. Quindi, in base alle nostre capacità, sceglieremo bene la distanza dove improntare la nostra pescata. 

Non bisogna sottovalutare che se la sessione durerà alcuni giorni, lanciare molto lontani e precisi nello stesso posto diventerà sempre più difficile a causa della stanchezza, quindi dovremo essere sicuri di ciò che faremo; meglio dunque qualche metro in meno, che ci permetta di essere tranquilli e sempre bene in pesca. Altra cosa da non sottovalutare saranno gli agenti atmosferici, soprattutto il vento. Se questo fosse a nostro favore, nessun problema, ma attenzione a non esagerare, perché una volta cessato non avremmo più "l'aiutino" per raggiungere una distanza che magari senza vento sarebbe fuori dalla nostra portata. Con il vento in faccia, ci limiteremo a fare il possibile, perché purtroppo complicherà molto la nostra azione di lancio, ma potremo essere ugualmente precisi sia nel lancio che nella pasturazione. Con vento traverso, sarà nostra cura capire il limite massimo di pesca senza cercare chissà cosa, limitiamoci a creare uno spot comodo e facilmente raggiungibile, in quanto anche la pasturazione si complicherà molto.  

 

Metodi e tecniche di pasturazione

Per quanto riguarda la pasturazione, possiamo usare il classico cobra, che può essere di vari diametri lunghezze e materiali: plastica, alluminio, oppure carbonio (cobra super leggeri nati soprattutto per le competizioni, con i quali si possono raggiungere distanze anche di 100 metri, ovviamente con tanto allenamento e tecnica di lancio). Un buon lancio con un cobra "standard" ci consente comunque di raggiungere e superare gli 80 metri con una boilies da 20 mm e sarà ottimo per rinfrescare la pastura senza fare troppo rumore in prossimità delle canne più vicine. 

Un attrezzo che ci permetterà di raggiungere distante eccezionali rispetto al classico cobra è lo spomb (o spider, ultimo uscito). Sono andati a sostituire completamente il vecchio bait roket, simile ad un razzo, e si caricano molto facilmente perché di si dividono in due e possiamo mettere di tutto all'interno: boilies, pellets e granaglie (foto 5 e 6). Con l'aiuto di una canna molto potente ed un filo sottile, nell'ordine dello 0.22/0.25, riusciremo a lanciare questo pasturatore a distanze estreme, anche oltre i 140 metri. All'impatto con l'acqua, questo tenderà ad aprirsi lasciando ciò con cui è stato caricato.  Spesso le misure di lancio standard variano dai 100 ai 120 metri dove, più o meno tutti, con un minimo di pratica, riescono ad arrivare. Questa tecnica di pasturazione ci consente di lanciare alcuni etti di pastura intorno all'innesco ogni volta che lo spomb cade in acqua e quest'operazione dovrà essere ripetuta molte volte per creare una zona ben pasturata. E’ una tecnica di pasturazione abbastanza faticosa ma estremamente efficace, che porterà sicuramente risultati. 

Ma quali sono i pro e i contro dello spomb? Sicuramente è molto rumoroso all'impatto con l'acqua e in posti dove i pesci sono sospettosi è meglio creare prima una zona pasturata e solo dopo alcune ore rinfrescare un po' la pastura. In alcuni casi, però, questa tecnica funge da vero e proprio richiamo per i pesci. Infatti, non capita di rado che mentre stiamo pasturando intensamente parta la canna poiché il pesce, essendo abituato, associa lo "splash" al cibo. Ecco perché a volte si usa dire "è partita la canna sulla spombata".  

Parliamo ora della catapulta da canna (foto 7 e 8), che non è altro che un semplice cestino di plastica che ci aiuterà a lanciare molto lontano le bait balls, ovvero palle di pastura. Verrà collegata all'estremità della canna da spod per poter essere lanciata come se dovessimo lanciare un piombo, ma il lancio dovrà essere secco e deciso. La catapulta può essere di vari diametri in base alla grandezza della palla. Solitamente si possono trovare da 40 mm a 60 mm. E' una tecnica di pasturazione molto veloce che permette di lanciare chili di bait balls in pochissimo tempo ed essere abbastanza precisi. In questo caso, più che mai, il marker ci darà una grossa mano, in quanto, dopo il lancio, la palla uscirà dal cestello a pochi metri da riva per poi arrivare nel punto stabilito, e non avremo quindi nessuna clip che stopperà il nostro lancio. Dovremo quindi dosare bene la forza per cercare di far cadere le bait balls nella zona limitrofa al marker.  

 

Conclusione

Con la catapulta e le tecniche di pasturazione più in generale, si chiude questo primo articolo sulla pesca a lancio a grandi distanze. Con la speranza che i consigli e le spiegazioni date possano esservi utili, vi do appuntamento al prossimo articolo, con il quale affronteremo argomenti molto importanti, quali le lenze, gli shock leader, le esche e i terminali, in modo da completare il panorama di questa magnifica tecnica di pesca.

 

 

 

 


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