Tecnica

Perché gli ami si spuntano o si aprono?

Di Matteo Marmocchi pubblicato il 21/05/14

Capita quando catturiamo o quando si slamano i nostri pesci. A cosa imputiamo l’apertura di un amo? Alla sua forma? Alla sua grandezza? Alla sua resistenza? E come possiamo prevenire che si spuntino?

Queste domande trovano risposte.

Sconsiglio la lettura agli amanti degli ami grossi, perché potrebbero risentirsene.

Durante le mie conversazioni con alcuni tester europei, specialmente inglesi, mi sono accorto che molto spesso noi italiani ci fossilizziamo molto su concetti innati e maturati in alcuni ambienti di pesca, quando invece soltanto cambiando leggermente le nostre idee possiamo risolvere quei piccoli problemi che si verificano in pesca.

L’amo è quel particolare oggetto che varia a seconda dei gusti personali, infatti ne esistono a decine, se esisterebbe un amo universale e sempre micidiale, si venderebbe solo quello, ma invece, le diverse presentazioni, i diversi tipi di ambiente ed ovviamente la soggettività, rendono vasto ed a volte complesso il mondo della scelta dell’amo.

Quando si slamano carpe, anche sottoriva, una percentuale di colpa è dell’amo, di una mancanza a livello di tipo o di non curanza dell’aspetto perforante, tralasciando altri eventi che possono causare la slamata. Uno dei problemi è l’apertura dell’amo!

Quando parlai con Ronny de Groote, di sviluppare ami che non si aprissero, lui mi rispose che già ci sono, basta usare ami più piccoli. Tale discussione venne a galla durante un video dove io e lui eravamo stati invitati a partecipare, ed appunto durante una dimostrazione tecnica, lui voleva cambiare il mio terminale con un amo molto più piccolo, dicendomi se con quell’amo del 1 volessi pescare degli squali. Lui ha catturato carpe sopra i 20kg ed una se non erro di circa 30kg, con ami molto piccoli se non sbaglio del 6 o 8.

Andiamo con ordine seguendo un filo logico, cercherò di riassumere il più possibile questi concetti, altrimenti troppe pagine lunghe si dimenticano molto velocemente, su argomenti abbastanza delicati per la scelta dell’amo.

Come tutti sappiamo, le labbra delle carpe sono molto spesse, in particolar modo quelle carpe che abitano dove ci sono grosse distese di rocce. Ed è da qui che parte il discorso di Ronny, che alla fine mi ha convinto! Un amo grosso potrà mai infilarsi perfettamente dentro a labbra spesse?

Il motivo principale degli ami aperti è quello che tali ami non si piantano del tutto e si piantano solo superficialmente, con possibile perdita della carpa ed apertura dell’amo. Infatti se noi pensiamo alla fisica, prendiamo l’amo, tentiamo di sforzarlo dalla sua punta, l’amo si aprirà molto più facilmente al contrario se lo sforziamo dalla sua curvatura. Più un amo è piantato, meno sono le probabilità che un amo si apra. Un amo grande si pianta molto meno di un amo piccolo, in moltissime occasioni di abboccata.

Prendete il vostro dito indice e formate un uncino: tentate di aprirlo prendendo il polpastrello, ed ora provate ad aprirlo partendo dalla parte più vicino alle nocche.

Questo è il motivo principale degli ami aperti, nel 90% dei casi, in quest’occasione se veniva usato un amo più piccolo, le probabilità di apertura di un amo sarebbero state nettamente inferiori.

Il restante 10% è causato da un uso costante di una tipologia di ami per tutte le sessioni di pesca in ambienti differenti. Ogni ambiente ha il suo amo! Almeno per come la vedo io!

Per esempio, se noi peschiamo in un grosso fiume come il Po, servono indubbiamente ami resistenti, perché le carpe hanno una forza maggiore rispetto a carpe da lago, derivato anche dalla corrente che aiuta le nostre amiche. Qui l’amo ideale è uno con una lunga curvatura (attenzione ho detto lunga curvatura non ampia curvatura!), dove lo sforzo dell’amo è ripartito lungo tutto l’asse curvato, e sconsiglio fortemente ami squadrati o ami dal gambo dritto oppure ami dalla curvatura ampia (a patto che non abbiano il gambo corto), dove lo sforzo maggiore è nell’angolo più acuto.

In laghi liberi, l’utilizzo di ami squadrati lo ritengo più idoneo, però non utilizzando ami di grosse dimensioni, ma andando dal n4-6 in giù, questo appunto per prevenire le aperture degli ami.

Gli ami squadrati li ritengo molto più “cattivi” nell’allamatura ed hanno doti di perforazioni superiori ad ami più curvati.

Il tutto dipende poi dalla vegetazione presente, se il fondale è morbido, senza pietre, le carpe hanno una bocca più “morbida” e quindi l’amo grosso penetra tutto, al contrario di una bocca molto callosa, dove l’amo grosso fa più fatica.

Il tutto deve essere poi paragonato alla forza delle carpe, io non mi sognerei mai di usare ami piccoli sul Po, dove le carpe hanno molta forza e l’amo piccolo tende a lacerare e a forare molto di più, con conseguente slamata, ma appunto ami dalla lunga curvatura. Al contrario nelle cave, dove le carpe non hanno la solita potenza, l’amo piccolo ha molto più successo.

Quindi fate i vostri esperimenti e se vi capita di avere un amo aperto, sappiate che i fattori sono due, o l’amo era troppo grande, oppure la forma non era consona alla battuta di pesca, e l’amo doveva avere una forma con curvatura più lunga, mi ripeto, non ampia!.

Molti associano la grandezza dell’amo alla grandezza dell’esca. Questo è sbagliatissimo!

Si possono usare ami del 6 con boilie del 24, l’importante è la lunghezza del capello che dovrà essere lunga abbastanza per non creare il cosiddetto effetto ombra, quindi fare capelli anche di 2-3 cm ha perfettamente senso se si pesca con amo piccolo e boilies grande.

Un’altra importante associazione è quella amo piombo. Un amo grande deve avere un piombo altrettanto grande per poter essere piantato del tutto dentro le labbra.

Provate in questo modo: prendete il vostro terminale e metteteci un piombo come in una normale montatura, ora prendete la punta dell’amo e mettetela nel vostro polpastrello, ora sollevate il terminale ed il piombo, se riuscite a sollevare il piombo senza che la punta dell’amo non vi faccia male oppure non inizi a perforarvi il polpastrello, allora i motivi sono due, o l’amo è troppo grande o il piombo è troppo leggero.

Ovviamente il tutto deve essere paragonato alla distanza di pesca, chi pesca a long range con un piombo da 100 grammi, avrà brutte sorprese in caso di vento o per un qualsiasi motivo il filo si sposta, comunque un amo del 4 o del 2 con un piombo da 120 grammi è il giusto punto di partenza per fare questo esperimento “italiano”, sempre efficace!

Ricordate che un amo piccolo può catturare benissimo carpe molto grosse, noi italiani facciamo sempre i paragoni di misure, siamo convinti che un amo grosso catturi sempre una carpa grossa, o che una boilies grossa catturi sempre una carpa grossa, sono concezioni primitive e che non hanno mai trovato consenso!

Un altro problema che noi pescatori possiamo riscontrare è l’amo spuntato. Questo può verificarsi se gli ami sono riposti non correttamente dentro alle confezioni e non con piastrine in plastiche che dividono gli ami, oppure dentro alla cassettine porta piombi tutti mischiati, in modo che durante il trasporto sbattono l’uno contro l’altro, molto spesso spuntandosi. Un altro motivo del perché si spuntano è il fondale, quando si lancia l’esca l’amo può imbattersi in rocce oppure ostacoli sommersi. Per prevenire questo è necessario usare o i foam in PVA o un nastro sempre in PVA che si sciolgono, oppure, secondo me la soluzione migliore, utilizzare dei pellet inseriti nella punta dell’amo, questi sciogliendosi, ricoprono anche l’amo (ovviamente se non si pesca popup) mimetizzandolo alla vista della carpa. Sono tutte soluzioni ideali per avere una presentazione sempre perfetta, perché basta un piccolo sfregamento per far spuntare l’amo!

Ognuno di noi ha il proprio amo preferito, e di certo non posso essere io a sostituirmi alla vostra esperienza, ma posso dirvi con quali ami pesco.

Uso ami dalla lunga curvatura in ambienti dove le carpe sono particolarmente combattive o in fiumi, ed uso ami dalla forma squadrata perché li reputo molto più allamanti, in laghi, dove la maggior parte delle carpe sono meno potenti che in fiume, ovviamente in grandi laghi sta alla nostra esperienza quale amo scegliere, ed in piccole cave o “laghi a pagamento” ami piccoli sono più che sufficienti, anzi indispensabili, pescare con ami grossi in questi ultimi ambienti, mi sembra davvero eccesivo e troppo controproducente.

 

Eccomi alla fine di questo articolo, molto diretto, ho voluto scrivere queste righe, dopo aver parlato a lungo con Ronny de Groote sull’utilizzo degli ami. Pescare all’inglese nelle nostre acque, cioè in modo “fino”, non lo reputo adatto in alcune situazioni, ma utilizzare ami piccoli il più delle volte risolve molti dei problemi che provocano una slamata.

Fate le vostre prove, solo quando catturate e vi mettete davanti alla vostra macchina fotografica con continuità, potete dire di aver fatto le cose per bene!

Detto ciò vi saluto…alla prossima…no Flying carp e…in bocca alla carpa!


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Commenti

Andrea Schiarea il 03/06/14
ahahahah Paolo ci pesca veramente dove sono le anaconde


Matteo Marmocchi il 22/05/14
ahahah dove peschi te, in mezzo alle anaconda sicuramente!!!


Paolo Marcucci il 22/05/14
W gli 1/0 e i 2/0.


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