Tecnica

Pellets!

Di Agostino Zurma pubblicato il 03/03/17

Mi piacciono quelle colorate confezioni, che ho preparato con attenzione, colme di pellets e pezzetti di boilies, che si alternano con altre  nelle quali,  ai solubili cilindretti ho accoppiato delle tiger sbriciolate. In mezzo a queste attiranti prelibatezze si nascondono, pronti ad agire inneschi di varia presentazione con diverse esche, tutte di piccole dimensioni; ecco allora una bilanciata boilies, un chicco di mais finto, una piccola nocciolina tigrata. Sono leggere, facili da aspirare anche dalle carpe più sospettose e smaliziate una garanzia che in quest’occasione ho ricercato, e voluto più di tante altre volte.   

Le pellets sono dei cilindretti di dimensioni varie, nati per un utilizzo rivolto alla alimentazione dei pesci di allevamento, (trote, salmoni, sogliole, carpe etc.), proprie di una caratteristica per cui, una volta a contatto con l’acqua si disgregano più o meno velocemente in dipendenza delle  loro dimensioni  e del loro amalgama.

Questo ordine di tempo può essere circoscritto tra una manciata di minuti sino ad alcune ore.

Sciogliendosi le pellets creano sul fondo un’insieme di piccole particelle di nutrimento che agiscono nel liquido diffondendo all’intorno segnali di richiamo grazie ai componenti odorosi che le compongono. A dispetto della moltitudine di corpuscoli che si generano in sospensione, grazie anche ai movimenti dei pesci, che non riescono a soddisfare le loro esigenze alimentari, concentrandosi così, successivamente, nelle maggiormente sostanziose esche che addobbano i nostri terminali.

Generalmente vengono realizzate con farine di prima qualità, di grossa granulometria, addizionandovi aminoacidi e/o aromatizzazioni specifiche. Ai giorni nostri tantissime ditte specializzate hanno realizzato delle pellets adeguate, adatte all’alimentazione dei ciprinidi, che nella maggioranza dei casi, diversamente da quelle in precedenza presenti sul mercato contengono in percentuale maggiore più proteine che olio.

Sono altamente migliorate anche nella composizione primaria, risultando perfettamente bilanciate,  questo ne  assicura una più idonea digestione  da parte dei pesci.  Una immissione di prodotti nel mercato, capace, con la vasta gamma proposta , di soddisfare tutte le più svariate esigenze. 

 Importanti anche le diverse grandezze e forme in cui vengono prodotti questi grani biodegradabili. Nel primo caso, le misure che vanno da pochi mm a un paio di cm,  ne consentono un efficace, sotto il profilo del richiamo, diverso tempo di scioglimento. Questo avviene in tempi più o meno rapidi grazie al particolare processo di lavorazione dell’impasto che lo priva di buona parte dell’umidità.

La seconda caratteristica  che le presenta in svariate forme, dalla cilindrica alla rotonda, quest’ultima consente di poterle lanciare agevolmente a buone distanze con l’uso del cobra, sino ad arrivare a quelle forate che possono essere inserite lungo lo stesso finale vicinissime all’esca. Le caratteristiche cambiano ulteriormente, quando ci si debba garantire dal pellets una dissoluzione ancora più rapida, appositamente studiate per le competizioni.

Esistono due metodi di produzione per pellett,  soggetti ad estrusione a caldo e  a freddo

Per realizzare i prodotti estrusi a freddo, il processo di creazione consiste nel mettere il mix di farine selezionato all’interno di una trafila che, pressando e girando velocemente produrrà i pellett. 

I pellett estrusi a freddo possiedono una proprietà importante, sono infatti molto più veloci ad entrare in pesca. Questo grazie al processo di lavorazione effettuato che sfrutta la linea  produttiva tramite l’intervento di una pressione meccanica capace di  scaldare gli amidi contenuti negli ingredienti. Il fenomeno permetterà all’estruso di solidificare una volta raffreddato, nel proseguo  i pellets vengono poi essiccati e confezionati in sacchetti. Come detto sono quindi  più indicati per un attrazione molto veloce nei pressi della nostra esca . 

Gli estrusi a caldo invece sono il frutto di  un vero e proprio impasto trattato con acqua e vapore ad alta temperatura. Vengono fatti passare per un estrusore  e tagliati a cubetti, delle dimensioni volute,
 questi risultano essere molto più lenti nello scioglimento che può variare molto dalla temperatura dell’acqua dove andremo ad utilizzarli ,ma risulteranno molto più proteici mantenendo alta la qualità degli ingredienti utilizzati per un tempo maggiore.

I più convinti self maker possono anche ricercare la produzione casalinga del pellets, che avrà, in questo caso, le medesime caratteristiche delle boilies utilizzate in pesca. Occorre una attenta valutazione sul dosaggio delle uova, che dovrà essere stabilito a seconda della rapidità di scioglimento che vogliamo dare al prodotto.

Il restante componente liquido sarà della semplice acqua e una volta confezionate, cilindriche, rotonde o a cubetti le lasceremo asciugare e seccare al sole, senza la preventiva cottura. Dopo essiccate, si dovranno necessariamente conservare in un luogo ben asciutto.  

Le acque correnti contribuiranno ad accelerare il fenomeno dello scioglimento,come le acque estive maggiormente calde. Facciamo delle prove, per verificare il giusto tempo di durata controllando con diverse frequenze le nostre leggere esche. A proposito di leggerezza, questa caratteristica risulta importantissima nel caso in cui fossimo nella necessità di pasturare in fondali molli o prettamente melmosi. Ricordiamo pure di utilizzare contemporaneamente pellets di dimensioni diverse, questo ci consentirà di trattenere maggiormente le carpe nel luogo voluto visti i diversi tempi di disfacimento che creeranno un vero e proprio tappeto di particelle attrattive. 

 

Certamente un prodotto per tutte le stagioni, in inverno riesce ad avere un impatto positivo riguardo la risoluzione dei problemi legati alla pasturazione risultando, come abbiamo detto, un qualcosa che attira ma non sazia. Ricapitolando in questa semplice parola condensiamo: digeribilità, prodotto  biodegradabile, mancanza di conservanti, composizione con elementi propri all’alimentazione, facilità e molteplicità nell’uso, facile conservazione, grande varietà in aromi tipologie e dimensioni.

C'è da tenere presente l’attitudine di alcuni di voler utilizzare quantitativi esagerati di pellets cercando anche il risparmio economico. Questo è il motivo che li induce a cercare   vari prodotti  di mangimi per animali. Consideriamo che  la carpa, non essendo provvista di apparato digerente fatica o addirittura può non riuscire ad assimilare i vari mangimi che vengono somministrati ad animali da stalla o altro, visto la loro composizione. Cerchiamo quindi di porre attenzione ai prodotti che utilizzeremo, rivolgendoci a quelli specifici proposti da ditte qualificate, opportunamente  testati.    

Tante forme, varie dimensioni, innumerevoli composizioni non potevano altro che portare i nostri pellets a modalità d’uso più disparate, a partire dall’innesco sino alla semplice pasturazione. L’innesco è semplice, l’esca è nella maggioranza dei casi forata, questa mancanza può essere risolta praticando in piccolo foro mediante l’uso di un trapanino. Per fissarla al capello esistono degli specifici stop che entrano all’interno della pellets bloccando in sicurezza il rig. Naturalmente è consigliato l’uso di ami piccoli e molto leggeri. Diversamente ci si può indirizzare all’uso di un piccolo elastico, infilato all’interno del foro a sostituire in parte il capello, che garantirà la tensione anche durante lo scioglimento della pellet.

Per quanto riguarda la pasturazione possono essere adoperati tutti gli strumenti che solitamente usiamo, fionda, cucchiaione, cobra o le stesse mani, questi determinano un efficace spandimento del prodotto nell’area scelta. Se vogliamo la massima precisione o praticare una pasturazione ridotta ma concentrata intervengono in nostro aiuto i sacchetti in PVA o le retine dello stesso materiale solubile. Inseriremo al loro interno tutto il nostro terminale, piombo compreso con la dose stabilita di pellets e lanceremo nel punto prescelto.

Un sacchettino in PVA ben riempito e compresso, in combinazione con una bobina riempita di nailon con diametro 0,28-0,30 ci consentirà di effettuare lunghe gittate, potendo così utilizzate il forte richiamo di questi piccoli grani da pochi mm, anche a distanze importanti. All’interno dei sacchetti, per aumentare il potere attrattivo potremmo inserire degli attrattivi liquidi dello stesso aroma dell’esca. 

 


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