Tecnica

Pasturazioni; intercettiamo i branchi!

Di Alberto Caligari pubblicato il 23/08/15

Molto spesso mi capita di vedere carpisti alle prime armi cimentarsi in sessioni nei grandi bacini naturali senza avere una precisa strategia di pesca. In questo articolo voglio dare qualche suggerimento utile al fine di aiutare i giovani angler a massimizzare i loro risultati in queste situazioni.
In anni di esperienza  nei grandi laghi mi sono fatto un'idea ben precisa su quale strategia di pasturazione impostare per raccogliere il massimo dalle mie sessioni.
Premetto che la scelta dello spot è importante, ma lo è altrettanto la modalità con cui si pastura e che esche si utilizzano... infatti queste ultime due variabili saranno determinanti per il raggiungimento del nostro scopo... avere più partenze possibili nel minor lasso di tempo!
Nei grandi bacini ci troviamo ad affrontare branchi di carpe selvatiche che si muovono in costante ricerca di cibo ed è importante intercettarli per indurli a nutrirsi delle nostre esche e, cosa fondamentale, far si che questi branchi rimangano il più a lungo possibile all'interno dei nostri spot.
Ricordiamoci sempre che, quando sentiamo una partenza in un grande lago come ad esempio Pusiano, è estremamente improbabile che quell'esemplare sia sola... con tutta probabilità fa parte di un branco e il motivo per cui è caduta per prima sul nostro innesco potrebbe essere un fatto casuale come no... infatti non tutte le carpe di un branco sono attive allo stesso modo mentre ricercano cibo, potrebbe essere che la nostra sia cattura sia semplicemente caduta per prima sul nostro rig poiché in uno stato di attività alimentare più energico delle altre sue compagne.
In questo caso dobbiamo esserci prevenuti con una modalità di pasturazione che consenta anche alle carpe più svogliate di questi branchi di continuare a nutrirsi all'interno dei nostri spot.
Qualche accorgimento come utilizzare all'interno del secchiello da pastura boilies con diametri, gusti, colori e velocità di lavorazioni diverse al fine di stimolare le carpe il più possibile e pasturare largo e sparpagliato (anche 25 /30 metri di diametro del nostro raggio di pasturazione) evitando accumuli di pastura intorno all'innesco che possono essere profondamente negativi in quanto attirano maggiormente il pesce di disturbo e, nel caso avessimo una partenza, correre il rischio che  il branco si sposti perchè ha già finito di banchettare con le nostre esche.
Utilizzando una pasturazione ampia e più distribuita possibile (tiriamo anche una boiles alla volta se necessario...) siamo in grado di stimolare i ciprinidi a ricercare li cibo sul fondale, incrementando in molti casi anche il fenomeno della competizione alimentare e, una volta avuta la prima partenza, abbiamo grandi probabilità di ritrovare il branco nel nostro spot una volta che ci torniamo per ricalare la canna.
In poche parole sono più produttive 2 kg di palline pasturate bene per canna che 10 kg pasturate male!
In un lago come Pusiano consiglio sempre di tenere due canne in due spot differenti, magari anche con profondità diverse,  ma non distanti non più di 50/60 metri l'una dall'altra in modo tale da mantenere un range di pasturazione ampio e posizionare i nostri inneschi alle estremità della suddetta zona: in questo modo pescheremo agli estremi della nostra area pasturata e oltre che avere più chanches di partenze continue, aumenteremo anche le probabilità di insidiare qualche big. (vedi disegno).
Negli ultimi anni la pressione di pesca di pesca si fa sentire anche nei grandi bacini e nell'ultimo periodo ho notato una maggior efficienza della mia strategia pasturando solamente al “largo” dei miei inneschi, ovvero mi preparo una zona pasturata larga facendo attenzione a posare il mio terminale al limite corto dell'area designata.
In questo modo non avrò fili che andranno ad appoggiare all'interno dello spot e la mia zona di pasturazione risulterà pulita e priva di elementi che potrebbero insospettire le carpe, compromettendone irrimediabilmente l'attività alimentare.
Un altro importante accorgimento da tenere, qualora avessimo una partenza, è quello di combattere il pesce più lontano possibile dal nostro spot, in modo tale da non permettere alle altre di accorgersi dell'accaduto (e fidatevi... cominciano a capirlo molto bene!) e intuire il pericolo che si cela nascosto sotto quel tappeto di pastura; un ottimo modo è quello di pompare un po il pesce da riva prima di salire in barca al fine di spostarlo più velocemente possibile dal resto del branco.
Questo articolo nasce dalle numerose domande e richieste di spiegazione che mi pervengono dai giovani pescatori che vogliono approcciarsi alla pesca nei grandi laghi. Sono convinto che seguendo questi piccoli ma preziosi consigli i neofiti del carpfishing riescano a togliersi grandi soddisfazioni in breve tempo... intanto non mi resta che augurarvi... in bocca alla Big!


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