News

Maffei- Parliamo di Rascino

Di Pino Maffei pubblicato il 17/10/12

Partiamo dal presupposto che il lago di Rascino è uno degli ambienti più belli e particolari d’Italia, paese che di ambienti belli ne vanta parecchi.

Non è né uno stagno né un “laghetto” , è un raro fenomeno carsico  di circa 18/20 ettari con sponde frastagliate e con altezza delle acque variabile dai 3 metri  al metro di profondità. Sito a circa 1200 mt di altezza il lago di Rascino è incastonato in un altopiano selvaggio e inospitale (niente telefoni, niente tv e poca radio).

Sono sicuro che se un bacino del genere si fosse trovato all’estero sarebbe sicuramente più stimato e valorizzato dai molti carpisti italiani che a forza di stare con il collo allungato a guardare oltre le alpi non si accorgono che proprio sotto il loro sedere ci sono luoghi di maggior spettacolarità e potenzialità.

Per  rispondere a chi riduce il lago di Rascino ad una pozza d’acqua un tempo popolata da quattro tinchette, posso sperare che il ragazzo non abbia più di venticinque anni, altrimenti evitate di chiedergli consigli a riguardo delle potenzialità di alcuni bacini perché potreste ricevere notizie errate, e di molto.

Le carpe nel lago di Rascino ci sono sempre state ed anche di taglia ragguardevole, posso produrre molte foto di quando avevo i capelli lunghi ed il codino (qualcuno dirà preistoria!!...No, erano solo fine anni novanta!) ed insieme a Coroi e Di Cesare ci dilettavamo a pescare in quello che molti autori, me in primis, hanno sempre definito come “l’ultimo dei Paradisi”. 

 A conferma di Inserisco un un mio vecchio articolo di giugno 2000 che conferma quanto detto.

La storia di Rascino è una storia fatta di tragedie, di dolori e di grandi sacrifici, quindi sminuirla è quantomeno ridicolo!

Il lago, proprio per la sua natura selvaggia ed isolata, per molti anni è stato alla mercé di bracconieri e gente senza scrupoli in grado di infierire duri colpi alla popolazione ittica in pochi anni, popolazione ricca soprattutto di lucci autocntoni di taglia notevolissima e carpe di tutto rispetto!

Grazie all’intervento di persone che invece di riempirsi la bocca di belle parole si sono rimboccate le maniche, ad oggi Rascino è un lago gestito di tutto punto.

L’associazione Castello di Rascino, nata per valorizzare la caccia nel territorio, fortunatamente sta gestendo anche le acque del nostro bacino, altrimenti oggi staremmo a parlare di “un fenomeno carsico dove un tempo lontano vivevano lucci, carpe e non solo!!”. È un lago gestito in piena ottica europea, con regole e tariffe che consentono non solo di mantenere in vita un’organizzazione di tutela del territorio, ma anche di intervenire per la gestione del pesce.

E qui veniamo al succo della questione!

Perché molti carpisti rigettano l’idea di andare a pesca a Rascino?

Qualche anno fa, precisamente nell’inverno 2004/2005, probabilmente a causa della forte siccità autunnale (c’è chi parla addirittura dell’apertura accidentale di una dolina), succeduto da una gelata intensa in cui  uno spesso strato di ghiaccio ha coperto il lago per almeno tre mesi, ci fu una totale moria di pesce a causa di una brusca carenza di ossigeno che impresse sul bacino la vera e propria parola “fine”!

Solo grazie alla tenacia ed al sacrificio (anche economico) di un gruppo di persone, si poté far rinascere il lago di Rascino sotto il profilo alieutico.

Purtroppo questo gruppo di persone non era composto da illustri carpisti o da professori in campo ambientale, bensì da cacciatori e gente del posto che in totale buona fede e con il nobile intento di ripristinare la fauna  si sono affidati a poco onorevoli “aggiusta faccende professionisti locali” che effettuarono “una regolare immissione di carpe” con tanto di certificati di provenienza! La totale buona fede di tale operazione è dimostrata dal fatto che furono pubblicate le foto di alcune carpe durante l’immissione, alcune delle quali erano facilmente riconoscibili dai carpisti che avevano avuto il piacere di imbracciare quegli esemplari in altri bacini della stessa provincia.

Apriamo una parentesi !

Ormai si può dire con fierezza che il popolo dei carpisti si sta evolvendo in Italia! Si, si sta passando dalla Preistoria al Medio Evo, dalla clava ai tempi delle inquisizioni e della caccia alle streghe al grido di “al rogo, al rogo!!”

Tutti sono puritani e tutti amanti incondizionati della natura, tutti ripugnano foto che valorizzano il pesce e poi tutti si sbattono (non solo loro, ma anche le carpe) per centellinare il grammo che li può far salire sul gradini dell’Olimpo! -

Poi quando succedono fatti gravi, anzi gravissimi come quello di Rascino, gli inquisitori spariscono ed a rimboccarsi le maniche ci sono cacciatori e paesani che per amore vero del territorio commettono qualche errore di valutazione e si affidano al “Gatto e la Volpe” per la gestione delle immissioni!

Saltando di palo in frasca mi vengono in mente le fantomatiche carpe dell’Eur a Roma. Qualche anno orsono tutti denunciarono alcuni carpisti romani (anche conosciuti) per aver asportato molti pesci ed averli gettati in una cava privata nei pressi di Monterotondo. Quella cava ora è completamente recintata ed il proprietario oltre a non fare entrare nessuno nella sua tenuta, non è minimamente interessato alla pesca. Sapere che molte carpe dell’Eur possono considerarsi “salve” perché non sono cadute in mano di extracomunitari e bracconieri senza scrupoli (che ogni notte fanno razzia nel bacino dell’Eur per rivendere il pesce al mercato di piazza Vittorio) mi fa eleggere ad eroi quei carpisti che qualche anno fa additavo come sciagurati !

 A Rascino le carpe sono lì da qualche anno, io le ho catturate ed ho potuto costatare che godono di ottima salute anche perché vivono in un ambiente meraviglioso. Le carpe in bassi ifondali ricchissimi di vegetazio ne vivono alla grande, forse meglio che in luoghi dove le profondità e la mancanza di vegetazione sono predominanti. E poi non dimentichiamoci che nel lago da cui si dice provengano i pesci in questione (molti di voi sanno di che lago si tratta) ad oggi mi risulta che è ridotto a poco più di un piccolissimo bacino dove i carpisti continuano imperterriti a pescare noncuranti delle condizioni catastrofiche in cui versa.

Lì il rispetto non conta, ma altrove si!

Dobbiamo tutti essere vigili che tutte queste faccende non si ripetano, bisogna diffondere senza tregua una cultura che aborri certi comportamenti, ma nel contempo dobbiamo cercare di valorizzare al massimo gli errori compiuti, soprattutto quando ci rendiamo conto che non esiste mala fede!

E questo vale per le immissioni errate, per i siluri, per gli aspi, e per tutto ciò che ci ritroviamo a competere il giorno d’oggi. Cerchiamo di essere realisti e positivi, non gettiamo al rogo quello che un giorno potremmo valorizzare come risorsa.

Io tornerò a pescare sull’altopiano di Rascino, e lo farò sempre con maggiore frequenza perché personalmente non riesco a fare a meno di tornare nell’unico sito in cui mi sento veramente libero e parte integrante con quello che vorrei fosse un giorno il mio Paradiso.

 


FacebookTwitterGoogle+Invia per email

Collabora


Ti potrebbero interessare anche:








Commenti

andrea il 20/07/16
Un altro consiglio che do ai gestori di questo sogno. E che in 3 giorni di mia permanenza sul lago ho notato circa 40 spinnisti forse anche più che non anno preso niente !!!! Facendo due conti a 20 euro a persona più i miei 120 euro lasciò a voi il calcolo ! Dopo non metto in dubbio che sia così dispendioso fare controllare da una persona un lago del genere ma secondo me qualche soldino potrebbe anche avanzare per delle vere immissioni di carpe stavolta prese in un allevamento certificate anche non di taglie da rivista ho da sogno !!!! tipo dai 2 ai 6 kg ma no 2 o 3 pesci come o visto in un video che chissa !!!! per ricreare una fauna ittica degnia di nota immettere anche dei amur che in un ecosistema del genere crescerebbero a vista docchio. Della loro esistensa nel lago e scritto nel tesserino da loro rilasciato ma che secondo me rimane solo una scritta in un foglio. E senno scrivere la realtà che le uniche carpe che sono li dentro sono quella decina forse trafugate in un altro luogo. Mi sono permesso di scrivere questo perché chi vuole andare in questo luogo deve sentire anche altre opinioni vere da chi ce stato. Non discussioni di carpe volanti e tante belle parole che sono solo vento.


andrea il 19/07/16
Il consiglio che do io per chi voglia provare questo posto e che le recensioni lo ingrandiscono un Po troppo e dalla esperienza che ho fatto io in questo luogo. E Che 60 euro per 2 notti spesi per potere andare ad insidiare delle carpe che puoi chiamare per nome secondo me sono un Po troppe. E dire che nel lago la colonia di carpe sia numerosa e ridicolo secondo me ! Poi premetto io non sono un angler ! Chiudo con il dire che il paesaggio e mozzafiato e molto bello in tutte le sfumature e quindi invito chiunque ad andare a rascino per fare una gita delle belle passeggiate mangiare molto bene nel agriturismo li presente ma non certo a fare carpfishing . Visto e considerato che al ritorno da lì vi troverete ad incrociare lo sguardo con il lago del salto poco più in la turano e tanti altri posti che conosco sempre in quella zona che ha parer mio valgono molto di più per la nostra pesca. Premetto che questo è il mio modesto parere.


Pino Maffei il 19/10/12
a volte basta poco per chiarire Lorenzo, abbiamo quasi tutti i punti che convergono, tranne il fatto che considei Rascino un lago privato. Rascino è un lago gestito, ma ancora selvaggio!! altro che lago privato!Un giorno ti invito a farci una pescata insieme e al ritorno ti lascerò esprimere le tue sensazioni a riguardo! A prescindere dalle carpe! Un saluto


Lorenzo il 19/10/12
Vorrei chiarire alcune cose: non ho assolutamente inquisito nessuno tantomeno additato qualcuno come "marchettaro" anzi ti ho chiamato Pescatore con la "P" maiuscola perchè conosco la tua lunga storia di carpista (basta leggere quello che ho scritto qualche riga sotto). Per il fatto della bellezza e particolarità di quel lago concordo con te, ci sono stato a vederlo un paio di volte ma non ci ho mai pescato per motivi di cui sopra e ci credo che riesci a dimenticare lo stress e ritrovi la pace in te stesso, sembra di stare in paradiso. Per quello che riguarda gli schifi nei laghi pubblici è una cosa che tutti possiamo osservare (vedi Salto o Turano che conosco molto bene) ed è questa la cosa alla quale bisogna trovare una soluzione: la soluzione alle carpe volanti è personale ed ognuno di noi può scegliere se frequentare questi posti oppure no; lo schifo fatto nelle acque libere invece, è lo stesso schifo che si incontra per strada ed in città e quindi non legato esclusivamente a quello che si trova sulle rive dei nostri laghi e non è possibile combatterlo singolarmente in quanto anche in gruppo (vedi ultima manifestazione di giugno al Turano) si è incapaci: è necessario un intervento della pubblica sicurezza che in assenza di volontà politica rimane solo un sogno. Questo è il problema e DEVE essere risolto non solo per il Rascino ma per tutte le acque del territorio italiano: non credo che rifugiarsi in laghi privati sia la soluzione ai mille rumeni e zingari che depredano le nostre acque. Questo è il mio punto di vista poi ognuno fa come crede.


roberto il 18/10/12
Come non essere TOTALMENTE solidale con Pino. Di Rascino si parla estremamente a sproposito probabilmente senza mai esserci stati oppure, per sentito dire. 10 anni fa è stata scelta una strada affidandosi a chi, come professionista (...), mette le reti e fa quel che gli pare. Ben diverso sareebbe stato l'affidarsi a qualche carpista che in cambio di un sacchetto di boilies avrebbe portato le carpe (evito le decine di casi anche a pochi chilometri di distanza...). La cooperativa si è affidata a chi avrebbe risolto i problema; chi è stato incaricato, in modo probabilmente truffaldino , ha preso e carpe da un lago e messe in un altro. Probabilmente, l'alternativa per quete carpe sarebbe stata qualche laghetto a pagamento oppure il bancone di un mercato ittico o peggio, diventare farina per mangimi. Chiacchiere e ipocrisa galoppante non servono a nulla. Non salvano le carpe dalle padelle o dalle reti.E non avrebbero salvato Rascino.


Pino Maffei il 18/10/12
Mi dispiace sentire nominare la parola pubblicità sui miei scritti. Pubblicità è sinonimo di lucro, ed io non ho mai confuso la mia passione con il lucro. MAI! Neanche quando gli sponsor mi offivano tutto gratuitamente mi sono piegato a scrivere marchette! Quello che ho scritto è quello che penso,metendoci la faccia in prima persona. Se a qualcuno interessa, ogni volta che sono andato a Rascino ho pagato regolarmente e tranquillamente il mio permesso, niente sconti e niente guadagni. Lo faccio e lo farò sempre, perchè quello è l'unico lago dove io dimentico lo stress e ritrovo la pace con me stesso, lontano da tutti gli schifi che nei laghi gestiti dalle pubbliche istituzioni ogni giorno posso osservare. Adesso, caro Lorenzo , dopo aver fatto l'inquisitore ed avermi additato come "marchettaro", scrivici come risolveresti il problema delle immissioni fatte circa dieci anni orsono (ribadisco in buona fede) e che ad oggi dacci una soluzione. Prosciughiamo il lago? Oppure lo boicottiamo non andandoci più, così l'associazioe che lo gestisce lo abbandona e tutti possiamo andarci tranquilli e contenti e, sopratutto gratisss... Io, te.... e mille rumeni, zingari e padellari che dopo aver bruciato copertoni e mangiato tutto il pesce brinderanno alla nostra salute! oppure ci sarai tu a fare il controllore? facci sapere che noi siamo trepidanti!!


Lorenzo il 18/10/12
Un racconto degli avvenimenti accaduti che sminuisce la gravità dell'accaduto: i fatti sono che il lago è pieno di carpe (e non solo) volanti provenienti da acque pubbliche e finite in acque a pagamento. Leggere queste parole, prettamente pubblicitarie, da un Pescatore come Maffei sembra ancor più grave. Questa è la mia idea poi ognuno è libero di fare come vuole....


Inserisci un commento

(La pubblicazione è soggetta ad approvazione da parte della redazione.)