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Operazione siluro nel Polesine

Di Redazione pubblicato il 13/09/17

Scattano gli avvisi orali per i pescatori professionisti dediti, secondo le contestazioni, ad attività illecite nel loro settore professionale. Queste le misure di prevenzione emesse dalla Questura di Rovigo, sulla base del lavoro della Guardia di finanza della tenenza di Adria, guidata dal tenente Stefano Altferi. Al centro dell'operazione delle Fiamme gialle, il rispetto delle zone di pesca interdette, ossia nelle quali non è possibile pescare. O, anche, l'utilizzo di materiale non a norma per la pesca. Comportamenti reiterati dalle stesse persone.

Per esempio, lo stesso pescatore che, secondo le contestazioni, usava una rete non consentita, era lo stesso, a quanto accertato dalla Finanza, lo stesso che qualche tempo prima era stato fermato mentre, con altre due persone, stava trasportando un carico di pesce avariato. Atteggiamenti, quindi, che hanno anche un riscontro sul fronte della salute pubblica, oltre che sul rispetto della legalità.

Da qui l'idea della questura di affiancare la finanza, emanando gli avvisi orali, ossia atti che invitano la persona destinataria ad osservare un comportamento maggiormente rispettoso della legge. Dopo le prime notifiche, è emersa la necessità di allargare ancora la portata degli accertamenti. E' così che è nata la gigantesca operazione "siluro", che ha visto controlli a tappeto in tutto il Basso Polesine e in tutto il Polesine, con anche l'impiego dell'elicottero 

Il tutto operando in un contesto non facile: in una occasione i pescatori di frodo, per sottrarsi al controllo, hanno anche speronato la motovedetta della finanza.

I controlli della Finanza sono stati davvero a 360 gradi: dalla normativa igienico sanitaria, all'esame di eventuali reati, alle verifiche tributarie, che sono ancora in corso. Allarmante il quadro emerso, con numerosi casi di ritrovamento di pesce in cattivo stato di conservazione, che presumibilmente sarebbe stato comunque avviato alla commercializzazione, pure in mancanza di autorizzazione allo stoccagio. Probabilmente perché, rimanendo sconosciuti, avrebbero avuto la garanzia di non venire sottoposti a controlli.

Il tutto per tacere delle conseguenze che determinate tipologie di pesca hanno sull'ecosistema, con lo svuotamento di corsi d'acqua e canali provocati dalle incursioni del pescatori di frodo. Sono otto in tutto gli avvisi orali emessi, a carico di sette persone romene, tutte residenti o domiciliate in Polesine, e un italiano. Tra di loro ci sono sia persone che hanno avuto già problemi con la giustizia e le forze dell'ordine che altre che, per quanto incensurate e senza contestazioni a carico, sono state spesso viste in compagnie non propriamente raccomandabili.


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