Tecnica

Winter Carp

Di Maurizio Cavallotti pubblicato il 25/02/15



Nel  periodo invernale, quando la temperatura dell’acqua ( misurata correttamente sul fondo) si abbassa notevolmente arrivando ai  fatidici 4°C, la probabilità di effettuare qualche cattura si abbassa notevolmente.

Le carpe sono  totalmente apatiche e vista la limpidezza dell’acqua,  tipica di questo periodo dell’anno,  con l’aiuto di una barca e un buon paio di occhiali polarizzati, si può anche avere la fortuna di individuarle a vista.

Sicuramente stazioneranno negli angoli più tranquilli e riparati del nostro lago, non necessariamente i più profondi,  anzi, molto spesso  le vedremo entro due o tre metri d’acqua, totalmente immobili  in prossimità o all’interno di intricati labirinti di tronchi sommersi formati dagli alberi caduti in acqua,  oppure all’interno di fitti canneti,  immobili …. quasi fossero delle perfette riproduzioni  dei nostri amati ciprinidi.

Avvicinandosi  in barca, con estrema cautela, senza fare la minima ombra o increspatura dell’acqua,  si riesce ad avvicinarsi tanto da dare l’impressione di poterle toccare con mano, ed è in queste estreme condizioni  che possiamo parlare di vera pesca invernale .

 In queste condizioni climatiche, le carpe hanno uno o al massimo due  brevissimi  periodi  alimentari  nell’arco delle 24 ore, di norma  coincidenti con le ore centrali della giornata o con il tramonto.

Come già ampiamente dimostrato da migliaia di carpisti europei,  utilizzando le giuste esche ed un approccio corretto, si può avere la chance di effettuare qualche bella  cattura, anche con il lago parzialmente ghiacciato.

In questo difficile periodo, la mia strategia di pesca si basa su una meticolosa ricerca delle carpe con tutti i mezza a mia diposizione, che comprendono:   un binocolo, occhiali polarizzati, una barca dotata di ecoscandaglio e tanta pazienza ….

La prima fase della ricerca di una “zona giusta” in cui calare le nostre esche, consiste nell’individuazione delle zone  “tranquille” del nostro lago, queste zone sono facilmente individuabili utilizzando un binocolo per perlustrare la superficie del lago alla ricerca della fauna acquatica, normalmente composta da cigni, anatre, folaghe, svassi, etc ., infatti la loro concentrazione, di norma, coincide con le zone del lago meno utilizzate da pescatori, cacciatori o semplici escursionisti  a causa della difficile accessibilità dovuta a rovi, rami, proprietà inaccessibili che confinano con il lago e quant’altro le renda isolate e quindi idonee allo stazionamento del volatili.  A mio avviso, più sono inaccessibili da terra più sono utili per la localizzazione delle carpe.

La seconda fase della ricerca consiste  nell’attenta osservazione del comportamento  della fauna acquatica, ed in particolare ….. se vedremo le anatre o le folaghe  tuffarsi  in acqua ed emergere con dei  pezzetti di alga nel becco avremo la sicurezza che nei paraggi è ancora presente un erbaio che ha resistito all’abbassamento delle temperature, il che ci può fare pensare alla presenza di acque sorgive o alla morfologia della zona che ha consentito la realizzazione di un microclima acquatico con temperature dell’acqua leggermente più alte rispetto a quelle circostanti … il che ci induce ad una seconda riflessione ….. se sono presenti gli erbai, la zona può tranquillamente  contenere delle carpe.  Analogamente se vedremo gli svassi o i cormorani immergersi e riemergere poco dopo con piccoli pesci o gamberi nel becco, avremo la certezza che la zona è adatta al contenimento di  pesci o altri crostacei del fondo … il che ci induce ad un’altra riflessione …. se va bene per gamberi e piccoli pesci, anche questa zona può tranquillamente contenere  delle carpe ….

E se la superficie del  lago è ricoperta da un sottile strato di ghiaccio ?? …. niente paura, le anatre e i cigni fanno al caso nostro, con l’ausilio di una fionda, basterà distribuire sulla superficie del ghiaccio qualche manciata di granaglie e sfruttando la loro famigliarità con l’uomo, si precipiteranno in “massa” per approfittare di un facile banchetto  rompendo il ghiaccio per noi, e nel trambusto faranno affondare tutte le particles non mangiate pasturando per noi.

Insomma, dobbiamo imparare ad utilizzare qualsiasi informazione a nostro vantaggio  anche la fauna acquatica per la localizzazione degli hot spot,  come se fosse il nostro ornito-sounder personalizzato.

La terza parte della ricerca consiste nella localizzazione di una variazione della profondità  in prossimità dei punti individuati precedentemente, in quanto in inverno, le carpe preferiscono stazionare o seguire la parte bassa del gradino utilizzandola come rotta di avvicinamento alle zone di alimentazione o di contenimento.

La quarta ed ultima parte della ricerca consiste nell’utilizzo degli occhiali polarizzati per l’individuazione di tronchi sommersi, legnaie, o aree più chiare del fondale in prossimità dei punti individuati precedentemente , punti che indicano chiaramente che il fondale è stato indagato  da un pesce in fase di alimentazione o da qualche uccello acquatico interessato a ciò che era celato nel substrato del fondale ad ulteriore conferma che il punto, può contenere delle carpe in fase di alimentazione.

In queste estreme condizioni, la mia azione di pesca si basa sull’utilizzo di esche dalla comprovata efficacia nel periodo invernale, in fatti, le esche che funzionano nel periodo invernale,  funzionano sicuramente bene anche nel periodo estivo, ma non è detto il contrario, ossia,  esche tipicamente estive possono non essere particolarmente adatte al periodo invernale.

Personalmente  mi affido con fiducia alle esche della casa inglese CCMoore le quali mi hanno sempre regalato eccezionali catture e particolarmente in inverno,  adoro utilizzare un self made di Live System mix per dare origine a boiles con un elevato contenuto di derivati del latte ed estratti solubili della fermentazione del grano (C.S.L puro) che, in combinazione con i Corn Step Liquor Pellet, (pellet ad elevata solubilità e alta dispersione) si sono rivelati estremamente validi nel mantenere attivo il pesce anche nel più rigido degli inverni.

Viste le basse temperature e la scarsa attività alimentare del pesce bianco, imposto la campagna di pasturazione a giorni alterni , su una zona precisa molto ristretta utilizzando i seguenti prodotti e quantità: 1 kg di Corn Steep Liquor pellet  bagnati leggermente con  il CSL liquid , due scatolette di mais dolce e 500 gr di boiles Live System  di piccolo diametro intere  ed  alcune sminuzzate,  sicuro di creare sul fondo una zona ad alta attrazione senza il rischio di saturare eventuali pesci in alimentazione.

L’azione di pesca si basa una  pasturazione estremamente ridotta rinchiusa all’interno di un sacchetto in Meltex, il super PVA di Kryston, perché mi garantisce una perfetta presentazione molto concentrata e un totale scioglimento senza residui  anche con acque gelide.

All’interno del sacchetto in Meltex, di norma inserisco l’innesco, una decina di boiles di piccolo diametro,  10 mm o meno, un cucchiaio o due di boiles  ” grindate”  macinate e ridotte in piccoli pezzi  e qualche CSL pellet.

Come innesco preferisco optare per  una singola Northern Special pop up di piccole dimensioni,  diametro 12 o al massimo 14 mm di colore rosso bagnata ripetutamente con il suo liquido dedicato, in quanto, con temperature dell’acqua “ polari”  ha sempre dato ottimi risultati.

Qui di seguito la ricetta completa  che utilizzo abitualmente con temperature dell’acqua inferiori ai 10 gradi .

1 kg di live System Mix

20 ml hemp oil

Rollate nei diametri misti 10 e 15 mm

 + pasturazione con

Corn Steep Liquor pellet  leggermente  inumiditi  con  una miscela di CSL liquido

boiles tagliate in piccoli pezzi

Durante le mie sessioni invernali, non mi faccio certo intimidire dalle giornate di totale inattività, perché so di aver fatto tutto al meglio delle mie possibilità. Questa convinzione personale, associata alla fiducia riposta nelle mie esche  mi ha sempre ripagato dei sacrifici effettuati  regalandomi  questa serie di splendide catture

Tips

Appena scongelate,  inserite 1 kg di boiles in un sacchetto con chiusura ermetica, versateci  sopra una decina di millilitri di Corn Steep Liquor liquid e date una bella scekerata …. successivamente quando partite da casa per raggiungere il luogo di pesca, ponete il sacchetto sigillato sotto la ventola del riscaldamento dell’abitacolo dell’automobile, l’innalzamento della temperatura, farà partire la fermentazione dando Vita “Live” alle nostre esche aumentandone enormemente l’attrattività ….

PS.

Rammento ancora una volta l’utilizzo di disinfettanti specifici come il Kryston Klin-ik per “ curare” le ferite causate dall’amo ed altre eventualmente riscontrare sul corpo della carpa, ricordando che è punto di orgoglio per il Carpista moderno rilasciare  le nostre catture nelle migliori condizioni possibili.

By Maurizio Cavallotti


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