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Omicidio colposo per l'amico del'annegato.

Di Redazione pubblicato il 16/10/18

Omicidio colposo, omissione di soccorso, pesca di frodo. Sono queste le tre denunce toccate ad A.P. , 37 anni di Bovolone, il pescatore rumeno che lunedì sera era sulle acque del Fratta con Gheorghe Balan, 31 anni, sbalzato giù dal gommone e morto tra le acque del canale. E che ora lascia una moglie e una bimba di un anno e mezzo: «Eravamo consapevoli che quell’attività era illegale, ma serviva a far sopravvivere la nostra famiglia», spiega la compagna Anna Maria. 

Lunedì sera su quel gommone c’erano Gheorghe Balan e A. P. , amici di sempre e già in altre occasioni impegnati in battute illecite di pesca. Al connazionale di 37 anni, che da due settimane viveva in casa dell’amico, viene contestata l’omissione di soccorso in quanto la richiesta di aiuto è arrivata parecchie ore dopo l’incidente, tanto che il cadavere di Balan è stato ritrovato solamente martedì alle 11 a quattro chilometri dal gommone.

Il ritardo può essere stato letale, da qui la denuncia per omicidio colposo. La presenza di un elettrostorditore per intontire i pesci e l’utilizzo di un gommone hanno invece confermato la pesca di frodo e la conseguente terza denuncia.

«I due erano grandi amici», racconta Anna Maria, compagna di Balan, «sin dai tempi del loro arrivo in Italia, ormai dodici anni fa. Non era la prima volta che pescavano assieme. Sul Fratta, invece, forse non ci erano mai stati».

Quando Balan è finito in acqua, l’amico ha tentato di soccorrerlo, ma poi ha dovuto salvare la propria pelle, perdendo di vista il compagno: «Si è messo in salvo e quando si è ripreso dallo shock è andato in cerca dell’auto di Gheorghe», continua la compagna. «Erano infatti arrivati a Merlara con due vetture. Disorientato, non è riuscito a trovare l’auto di Gheorghe, ha pensato che si fosse messo in salvo e fosse tornato a casa». Ritornato a Bovolone e appurato che Balan non era rincasato, A.P. è partito nuovamente per Merlara e ha chiesto l’aiuto dei soccorsi.

«Era agitatissimo e ovviamente a complicare le cose c’era la consapevolezza che quello che stavano facendo era illegale. Ora è disperato, pieno di rimorsi. È andato a vivere da uno zio, sempre qui a Bovolone, e non si dà pace». Sulla salma di Balan è stata già effettuata l’autopsia: l’esito, non ancora noto, potrebbe compromettere o alleggerire la posizione del connazionale. 

Gheorghe Balan era nativo di Rimnicu Valcea ed è lì che sarà sepolto quando arriverà il nulla osta dell’autorità giudiziaria. «Sapevo che andava a pescare senza le autorizzazioni ma lo faceva saltuariamente e solo per arrotondare» spiega la compagna 


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