Tecnica

Old Style

Di Thomas Santandrea pubblicato il 05/09/16

E' un po’ di tempo che pensavo di scrivere un articolo nel quale poter esprimere i miei pensieri personali e quello che provo tutt’oggi nel praticare questo magnifico hobby.  Sono cambiate molte cose da quando pratico la pesca sportiva, sono passati parecchi anni e con loro sono cambiate le mode e il modo di affrontare la nostra tecnica. Ho imparato molte cose nella mia vita di pescatore ma la cosa fondamentale che mi porto ancora dietro fin da bambino è il rispetto. Rispetto verso la natura che ci circonda e accompagna nelle nostre battute di pesca e che ci permette di vivere dei momenti magici e reali sulle rive dei fiumi. Rispetto per il pesce catturato, che ci fa vivere delle emozioni continue e che rappresenta l’unico e vero scopo della nostra disciplina. Non ho mai sentito il bisogno di uccidere un carassio, una scardola e tanto meno una carpa per mangiarmeli o solo per portarli a casa e mostrarli ad un amico vantandomi  di ciò che avevo catturato. Non ho mai sentito il bisogno di maltrattare la preda che rappresentava l’unica mia fonte di gioia in quel momento; vedere il galleggiante affondare, ferrare e capire quanta passione mi trasmetteva quel pesce che avevo al di là della lenza, emozioni uniche nel sentire il segnalatore suonare e portare a guadino una carpa selvaggia e libera.Queste sono le cose che mi porto dietro  fin da ragazzino, da quando con una semplice canna in fenolico mi recavo al fiume per pescare qualche cavedano o barbo selvatico. Semplicità e amore per una disciplina che ultimamente  sta degenerando e si sta spostando in una direzione sbagliata, forse sono cambiati i tempi e le mode, eppure non si parla di tanto tempo fa ma di circa dodici anni, o forse è cambiato il modo di trasmettere questa passione ai più giovani, o semplicemente la società globale sta portando anche nel carpfishing gli effetti di troppo egocentrismo e soprattutto di poco rispetto verso il prossimo. Mi sono avvicinato al carpfishing in modo casuale ed è stato amore a prima vista e tutt'ora credo che sia la tecnica più emozionante che nasconde dietro una sorte di mistero e curiosità che non ha eguali. Rispetto e amore sono alla base di questo hobby che mi ha insegnato tanto e che ancora oggi  mi fa emozionare quando lo pratico; Ho iniziato senza sapere troppe cose, leggendo articoli sulle riviste e documentandomi con persone che già da qualche anno praticavano il carpfishing, sono partito con umiltà ascoltando consigli che potevano essere più o meno giusti ma che venivano da persone con più esperienza di me e andavano comunque rispettati.  Quando partivo da casa la prima cosa che mi passava per la testa era catturare una sola carpa, non mi importava la misura o il peso ma ciò che importava era catturarla. Il contorno e l'ambiente circostante, incontaminato e selvaggio rendevano quelle giornate splendide, se poi c'erano gli amici di sempre e le persone care allora era ancora più  straordinario. Scambiarsi opinioni sulla nostra passione, scambiarsi consigli e tattiche da adottare in una successiva pescata. Erano altri tempi, tempi in cui nei canali e nei fiumi vi era pesce a volontà, dai carassi che tutt'oggi sono spariti, alle scardole fino alle nostre amate carpe. Ora rimane solo un ricordo di un tempo non molto lontano ma che a oggi sembra lontanissimo.  Purtroppo ora il carpfishing è diverso, sono cambiati i tempi e anche la percentuale dei carpisti è aumentata a dismisura e sicuramente questo è un pregio perché vuol dire che i “vecchi” promotori di questa tecnica hanno fatto avvicinare molti giovani al carpfishing.  Ma ciò che è cambiato, a mio avviso, è il rispetto verso gli stessi appassionati, oggi non esiste buon senso e tanto meno comprensione, oggi si cerca di essere più bravi degli altri.  Si va a pesca per catturare una carpa per poi mostrarla col cappellino della propria azienda per farsi pubblicità e non si apprezza più il vero valore di questo sport. Oggi non importa rilassarsi e distrarsi dalla routine quotidiana del lavoro ma ciò che importa è catturare, catturare e ancora catturare per farsi notare. Vedo ragazzini che pescano da poco tempo rodersi il fegato per cercare un'azienda che li “sponsorizzi” per diventare tester e vantarsi di questo. Non gli importa come catturare, se in riserva, fuori regola oppure con qualche altro sistema ma ciò che importa per loro è avere una carpa in mano per farsi fotografare e metterla sui social. Poi non si accontentano di un carpa di piccola media taglia ma vogliono la big. Questa ricerca ossessionante alla over sta portando molti giovani su strade sbagliate, non apprezzano più la vera essenza di questa disciplina che è alla base della pesca in generale. Ci sono persone che pescano da anni e che senza tanti fronzoli e tag di foto su facebook catturano carpe  in ogni posto e in qualsiasi situazione ,senza bisogno di farsi tanta pubblicità e mostrarsi al mondo virtuale con un pesce tra le braccia. Ne conosco tante di queste persone che all'oscuro di tutti e di tutto continuano a praticare questa meravigliosa tecnica catturando sempre e comunque e in ogni situazione.  Oggi basta poco per farsi notare, non conta quello che si fa, se è giusto o sbagliato ma conta farsi notare, foto di cinque o più carpe in un materassino e due o tre in mano per mostrare a tutti quanto si è bravi, ma non è così che lo si dimostra. Inoltre si è diventati tutti dei moralisti e si criticano a volte anche pesantemente alcune foto di ragazzini che si sono appena avvicinati a questa tecnica perché postano delle foto di catture senza un apposito materassino. Ma io dico, invece di commentare in maniera educata e pacata insegnandoli cosa sia più giusto e il perché, si cerca sempre di farsi distinguere dal gruppo gettando critiche pesanti a questi neofiti. Chiunque di noi non è nato carpista e anche io a tredici anni quando catturavo una carpa in carpodromo non utilizzavo il materassino, ma cercavo di appoggiarla sull'erba. Poi col tempo ho imparato come tutti a utilizzare i vari metodi per garantire sicurezza alla preda.  Per essere bravi ci vuole umiltà e rispetto verso chi pratica la nostra stessa disciplina, e il carpfishing non ci ha insegnato questo che tutt'oggi è rappresentato da certa gente.  La corsa esagerata a prenotare una postazione in un lago con dentro big provenienti da chissà quale posto libero, ma tanto non conta, conta solo la foto e il video da mettere su youtube per mostrare che si è fenomeni. Non affronto l'argomento fly carp perché non è il luogo giusto per farlo e se ne parla già troppo, ma l'unico pensiero è ai “miei” canali e piccoli paradisi che tutti i giorni vengono sottoposti a bracconaggio per alimentare questo mercato “schifoso”, gente dell'est e non solo, purtroppo,  che seleziona i pesci di taglia per rivenderli a certi laghi.  Tempo fa mi arrivò un messaggio da un ragazzino che mi diceva testuali parole: “ ho appena catturato una carpa di circa venti chili, ora posso essere preso da un'azienda come tester?”. Ci pensai un attimo, rilessi per bene il messaggio e gli risposi con parole pacate cercando di spiegargli che non si diventava “tester” catturando una carpa over e tanto meno dopo un anno o poco più che si pescava, ma d'altronde è anche difficile spiegare certe cose, perché le aziende non vedono l'ora di trovare ragazzi giovani per prenderli come pseudo collaboratori offrendogli sconti sui prodotti in cambio di qualche foto con il proprio marchio. In questo caso loro diventano i primi clienti dell'azienda che oltre al guadagno diretto ne giovano anche di pubblicità gratuita. Ma a volte questa pubblicità diventa deleteria perché certi personaggi oltre a non saper pescare creano discussioni accese sui social e per catturare una carpa di mole sarebbero pronti a tutto. Non si rappresenta un'azienda se non si è a conoscenza dei loro prodotti e  di ciò che portiamo in giro, non basta un cappellino o una maglietta per dire che si è tester. Ci vuole la testa prima di tutto per dimostrare che non si diventa “qualcuno” nella pesca senza un briciolo di esperienza. Inoltre tutt'oggi i veri tester si contano sulle dita di una mano, quelli che realmente provano e consigliano prodotti alle aziende che poi successivamente andranno sul mercato,  oggi si è quasi tutti dei collaboratori o promoter che fanno pubblicità e promuovono il marchio agli appassionati.  Io premetto non mi ritengo un fenomeno, ma una persona fortunata  e orgogliosa di rappresentare un marchio importante che ha creduto in me come persona e pescatore e di questo ne sono molto felice. Non sono il tipo che vuole insegnare i segreti ,che a mio avviso non ce ne sono in questa disciplina, ma che vuole solo portare la propria esperienza personale di alcuni anni di pesca. Qualcuno dirà che alla fine anche io mi mostro con foto, video e altro ma  rispondo con molta tranquillità dicendo che fa parte del mio carattere socievole e solare. Il voler condividere con amici e conoscenti le proprie esperienze di pesca fa parte della mia personalità e con molta onestà non ho problemi ad indicare il modo con cui ho catturato quella carpa, non cerco sicuramente notorietà e gloria perché di quella me ne faccio ben poco, e nella vita di tutti i giorni conta ben altro.  Tempo fa mi vidi accusare di aver divulgato troppo spudoratamente un luogo tra l'altro molto famoso di pesca. Accuse infondate e senza alcun senso, gente che si crede di pescare a casa propria quando la natura è libera e di tutti. Io non ho problemi a dire dove pesco e con chi pesco, se ci sono carpe grosse o piccole ma ciò che mi importa è trasmettere la passione che ho dentro ai ragazzi più giovani che si avvicinano a questa tecnica.  Dei segreti non ce ne facciamo nulla, possiamo solo tenerli dentro di noi per un motivo di orgoglio che non ha senso, a volte l'orgoglio è meglio lasciarlo da parte e aiutare ad apprendere persone che da poco si sono avvicinate al carpfishing.  Chi mi conosce sa come sono fatto e credo mi apprezzi per quel che sono, io a pesca vado per divertirmi e rilassarmi, stare in compagnia e passare un week end in allegria lontano dalla routine di tutti i giorni. Mi piacerebbe tornare ai tempi che furono, quando l'invidia e la mania di grandezza non appartenevano ai carpisti, loro pensavano solo ad esprimere al meglio la propria passione, lontano da tutti e da tutto, disposti ad insegnarti e a dimostrarti che basta davvero poco per catturare una carpa.  Ora come ora c'è bisogno di tutti e di tutto per salvaguardare i proprio paradisi terrestri che piano piano vengono bracconati da gente senza senso e senza scrupoli.  Ho deciso di scrivere questo articolo con opinioni del tutto personali perché mi sentivo di farlo e avevo voglia di far capire soprattutto ai giovani che si avvicinano a questa tecnica che il carpfishing è rispetto e soprattutto è una bella e sana passione che però deve rimanere tale e non deve diventare un ossessione e un bene primario, perchè nella vita ci sono valori molto più importanti che devono venire prima di un semplice hobby. Sono cambiate molte cose da quando pratico la pesca sportiva, sono passati parecchi anni e con loro sono cambiate le mode e il modo di affrontare la nostra tecnica. Ho imparato molte cose nella mia vita di pescatore ma la cosa fondamentale che mi porto ancora dietro fin da bambino è il rispetto. Rispetto verso la natura che ci circonda e accompagna nelle nostre battute di pesca e che ci permette di vivere dei momenti magici e reali sulle rive dei fiumi. Rispetto per il pesce catturato, che ci fa vivere delle emozioni continue e che rappresenta l’unico e vero scopo della nostra disciplina....lasciamo invidie e rancori altrove perché non appartengono a questa meravigliosa passione!!!


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