Tecnica

Notti fredde d'inverno

Di di Franz Eschberger (Team Nash) con la supervisione di Matteo Marmocchi pubblicato il 20/12/12

Celebrare l’Anno Nuovo non è di mia abitudine. Preferisco sempre trascorrere le vacanze di Capodanno provando a catturare la prima carpa dell’Inverno – spesso anche in condizioni davvero difficili. Quest’anno abbiamo deciso di tentare la nostra fortuna all’estero, in condizioni climatiche diverse, con temperature che di solito si presentavano anche più basse di 16 °C, ovviamente con la neve. Condizioni del genere fanno scoraggiare molti pescatori che sono soliti a scegliere invece di trascorrere le proprie sessioni in periodi miti, quando splende brillantemente il sole, ma sono attratto dal freddo, dal silenzio, dall’incertezza, dalla gara e dai sentimenti di libertà che possono trovarsi in ogni luogo indisturbato, negli abissi dell’inverno. E se si riuscisse anche ad avere tra le proprie mani un bel pesce, beh, che cosa si può desiderare di più..

Lasciatemi per prima cosa dare un senso al lago in cui stavo pescando. Una cava di ghiaia intorno a venti ettari vicino ad un paese, tutto questo è crudele, un lago nel quale èestremamente difficile pescare – questo lo so a causa delle mie esperienze, tante volte sono rimasto a mani vuote dopo tante occasioni.

Non ci sono scuse; ho già passato numerose sessioni qua, lo scorso anno, e non ci sono stati segni di carpe. Questa fantastica cava di ghiaia è profonda 25m, ed è casa di una numerosa gamma di spots, tra i quali vi sono rive ghiaiose, altipiani, terreni erbosi, ed una grande quantità di altri terreni, dalla ghaia, ai ciottoli, alle grandi rocce. Quasi l’intero perimetro del lago è coperto da pezzi di boscaglia, come grandi tronchi d’albero, che creano spots estremamente interessanti per la pesca invernale.

Ho scoperto che la chiave per scegliere un buono spot nelle cave di ghiaia, sono la profondità e le condizioni del terreno. Ma ne parlerò dettagliatamente più avanti..

Nella prima mattinata del primo Gennaio del 2012, io e due miei amici abbiamo iniziato un viaggio verso l’ignoto. Dopo avere guidato per un’eternità – e dopo molto tempo – attraverso ostacoli di neve e strade ghiacciate, abbiamo finalmente raggiunto la nostra meta nella nostra cava di ghiaia, verso mezzogiorno. Questi due nostri grandi amici che mi hanno accompagnato in questa esperienza, naturalmente avevano il mio stesso obiettivo – catturare almeno una carpa in inverno.

Al momento del nostro arrivo la temperatura era, come ci aspettavamo, costantemente sotto zero, ed una neve così fitta che continuava a cadere abbondantemente. Un grande amico dell’area ci ha ringraziato per essere venuti a pescare qua, e ci ha portati a vivere uno degli sport più eccitanti che si potessero praticare intorno al lago. Dopo questa discussione con l’amico locale, ognuno di noi ha scelto la sua postazione. Ho scelto un’area posteriore al lago, adatto per mettere in gioco le mie tattiche, dato che durante l’estate avevo notato che questa è una parte del lago nella quale le carpe possono trovarsi. Uno dei miei amici ha scelto una postazione alla mia destra, vicino ad un albero che si rispecchiava sull’acqua, e l’altro ha scelto una parte meno profonda del lago, dato che lui stesso sospettava che le carpe sono solite a mangiare in quel punto.
Il crepuscolo d’approccio ed il freddo intenso significavano che dovevamo iniziare a tirare fuori la nostra attrezzatura velocemente, nella prima notte senza avere neanche il tempo per cercare attentamente una postazione ideale, confrontandole tra di loro. 
Le nostre canne erano pronte ed erano già in acqua dalle cinque. Sapevamo che la prima notte non era adatta per ricavare risultati, come dicono.

Come ci aspettavamo, la prima notte fu calma, senza partenze, e così il giorno dopo, subito dopo colazione, ci siamo imbarcati all’importante ricerca per lo spot perfetto. Ho girato tutto il lago parecchie volte, con il mio echo sounder, ho scelto uno spot particolare, il quale ho esaminato attentamente con il mio Nash Prodding Stick. La visibilità fu molto buona, così potei vedere in modo chiaro il fondo. Era una riva poco profonda, che ho perlustrato forse di 10-15 metri. La superficie del letto, che era coperta da piante ed alghe, non era in se stessa così interessante, ma i lati della riva erano una questione diversa. Ho scelto di pescare in un punto profondo 5-11 metri, dove le piante si spostavano verso un lato più difficile da raggiungere. Dopo avere individuato il punto, ho pasturato con mezzo kilogrammo di boilies Monster Squid da 15mm, ed un kilogrammo di Pellets Monster Carp, oltre l’area intera.

Dato che il giorno e la notte rimasero quiete, ho lasciato gli spot indisturbati, distribuendo in quantità non troppo abbondanti le boilies, ed i pellets. Usare troppe esche è un errore comune che si commette in inverno, specialmente quando la temperatura è molto alta. Ed in questo caso, la temperatura dell’acqua è tra i 4 ed i 5 °C.

Le prime due notti ero intenzionato a pescare usando delle pop-ups di colori diversi. Dato che questa tattica non ebbe successo, ho montato l’esca in due delle mie canne con delle Boilies Monster Squid da 15mm.

Per quanto riguarda gli accessori, ho scelto, come in tante mie sessioni di pesca, un Limpit Leader con un Run Rig come montatura, insieme al 4oz Flat Pear. Per il rig ho usato il mio preferito, il quale non mi ha mai dato delusioni. Quest’ultimo consiste in un Fang Uni Size 4 con un nodo da 8-giri. Ho fissato il filo con un tubo di silicone, con una lunghezza di approssimativamente 5mm, fissata precisamente nel fondo dell’amo. Il leader in se stesso era un Missing Link da 25lb, con una lunghezza di circa 20cm.
Ho dato tutta la mia fiducia a questo rig, dato che non mi ha mai dato delusioni nelle sessioni precedenti, l’ho sempre legato perfettamente all’amo nel labbro inferiore.
Fidarsi di se stessi è molto importante durante queste dure notti invernali!!

Alle otto, dopo avere finito di cenare, il mio Siren ha lasciato andare alcuni bip, è come se si stesse attivando qualcosa. Pochi minuti dopo, stavo mettendo a posto il mio guadino, e con grande piacere, ho guadinato la mia prima carpa del 2012. Allora, dopo che sembrava fossi stato fuori al freddo per un’eternità, mi si stavano perfino gelando le dita.. ho appoggiato la mia canna nel suo spot di successo, e mi sono messo a dormire di nuovo nella mia calda Titan. Prima di addormentarmi, ho promesso a me stesso che da adesso in avanti niente potrà andare storto – la mia missione fu compiuta..
Verso mezzanotte la stessa canna prese vita, - e presto riuscii a guadinare la mia seconda carpa. Preparare la canna per la terza volta, fu estremamente difficile, ero ostacolato da meno quindici gradi, le mie dita stavano gelando e si stavano perfino attaccando alla superficie della canna..

Nella prima luce del giorno dopo, fui svegliato dal mio bite alarm per la terza volta, e presto fui in grado di guadinare la mia prossima carpa invernale – incredibile. L’amo si era conficcato nuovamente nel labbro inferiore – proprio come doveva fare. Abbiamo fotografato la carpa prontamente – che non è facile in temperatura del genere, ma il nostro piacere superava questi problemi, e ci siamo seduti per fare sì che le fotografie venissero perfette. La mia strategia sembrava avere funzionato perfettamente, in conseguenza proprio di non averla mai cambiata per le altre sessioni. Dato che la notte stava per arrivare, ho pasturato con un altro mezzo kilogrammo di Monster Squid, nello spot scelto da me, ed ho iniziato a posizionare la mia attrezzatura precisamente nello stesso modo.

Il primo pesce dell’ultima notte non ci ha messo tanto a farsi sentire, nel senso che lo catturai intorno alle nove: fui così in grado di guadinare anche la mia quarta carpa del viaggio.

Dato che non volevo disturbare ancora il mio spot, ho deciso di non riposizionarci la canna fortunata. Dato che fui svegliato un’altra volta dal bite alarm, alle cinque non potevo credere alle mie orecchie – pochi minuti dopo riuscii a catturare la mia quinta ed ultima carpa di questa mia dura sessione. Quindi, la mattina presto del nostro giorno di partenza, fui in grado di portarmi a casa un’altra foto di questa sessione eccitante di pesca. Ma lasciate che vi dia un consiglio: con delle temperature così fredde, state attenti con il pesce ed usate molta acqua per evitare il rischio di danneggiare il muco. E’ preferibile in questi casi fare meno fotografie e fare sì che il pesce possa tornare il più presto possibile nell’acqua..

Più tardi, quella stessa mattina, io ed il mio amico Christian abbiamo raccolto i nostri accessori ed abbiamo lasciato là l’altro nostro compagno che ha voluto trascorrere altri giorni invernali nel lago.
E così, con una straordinaria esperienza, con un grandissimo inizio dell’anno 2012 e la mia memory card piena di foto fantastiche, ci siamo messi in viaggio per ritornare a casa. Buon Divertimento!!


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