Tecnica

Nella notte del carpista...

Di Alessandro Amarante pubblicato il 16/01/13

Queste giornate tipicamente invernali vedono le ore di luce ridotte vertiginosamente, regalandoci prematuri tramonti,
dove il sole scende pian piano fino a nascondersi tra gli alberi, e la luna, inesorabilmente prende il suo posto per assistere alle nostre sconfitte ma soprattutto ai nostri trionfi. Per fortuna, la nostra disciplina a differenza di altre, non vede la notte come la fine della sessione, bensì come l’ inizio di un momento estremamente interessante, fatto di silenzio, riposo, ma soprattutto di tante emozioni.

Prima che il buio ci circondi, notiamo il paesaggio cambiare gradualmente, fino ad arrivare al momento in cui riusciamo solamente a intravedere, quello che prima era chiaro, evidente, scontato, ed é proprio in questi momenti che l’ immaginazione di ogni carpista prende il sopravvento, portandolo in un  mondo surreale, fatto di silenzio  e quiete, momenti in cui anch’io amo restare seduto sul ciglio della tenda per osservare le deboli luci dei segnalatori ed aspettare che un salto o magari una partenza rompi  il silenzio della notte, per incorniciare quei momenti magici,  sono lì e non vorrei essere in nessun altro posto al mondo. Inoltre, va ricordato che seppur vero che di notte, soprattutto il talune situazioni, la nostra disciplina viene esaltata dall' aumento delle partenze e dell' attività dei ciprinidi intorno alle nostre canne, non dobbiamo dimenticare che tecnica, discrezione, e sicurezza sono le armi vincenti per affrontare la notte,  soprattutto se la nostra sessione si svolge su degli spot che non sono nostri abituè, visto che conoscere bene le sponde ma soprattutto l'ambiente acquatico che ci circonda facilita notevolmente il nostro operato.

 

SICUREZZA INNANZITUTTO

Prima di ritrovarci in pieno buio, dobbiamo sistemare il campo senza lasciare niente a caso, visto che se di giorno possiamo permetterci qualche dimenticanza, di notte invece anche qualche piccolo imprevisto può diventare un grosso problema, se non abbiamo preventivato bene tutte le piccole accortezze che la pesca notturna obbliga. Quando si parla di sicurezza dobbiamo per forza maggiore mettere in cima alla lista i natanti che spesso sono i protagonisti degli incidenti con le conseguenze peggiori. Per considerare sicuro il nostro gommone o la nostra barca, dobbiamo indossare un giubbotto omologato e assicurarci che a bordo ci sia il minor ingombro possibile, ed è per questo che soprattutto di notte dobbiamo limitare maggiormente tutti quegli accessori che a conti fatti, sono veramente inutili o magari poco adatti alla situazione.

Molto spesso, le partenze si registrano nel pieno della notte, e quindi veniamo svegliati di colpo, proprio nelle ore di sonno profondo, e noi carpisti, anche se ci troviamo in uno stato non proprio lucido, vediamo come unico obbiettivo, quello di riuscire a ferrare quanto prima il pesce per evitare che si slami o riesca a trovare rifugio tra uno dei tanti ostacoli che trova durante la fuga. In questi casi, risulta essenziale conoscere il percorso da fare per raggiungere le canne, evitando di girovagare nel buio, e magari cadere rovinosamente in terra a causa del fango, dell’ erba umida o di qualche piccolo ostacolo che non avevamo considerato nella nostra corsa. Il tratto che divide la nostra tenda dalle canne, deve essere “per quanto possibile” sgombro da ogni nostro accessorio, come borsoni,secchi, o sedie che potrebbero compromettere la nostra incolumità, ed è per questo che ogni qual volta ci troviamo ad essere svegliati da una ben voluta partenza, dobbiamo ricordarci di uscire dalla tenda cercando di mantenere la calma, e recarci in direzione delle canne, cercando di seguire sempre lo stesso tragitto. Anche l’ ormeggio dell’ imbarcazione può essere ottimizzato, adottando un semplice ma funzionale sistema, che riesce sicuramente a farci guadagnare del tempo, infatti possiamo assicurare il nostro gommone tramite un piccolo bastone che pianteremo nel terreno, alla quale faremo passare tramite un cappio la corda della nostra imbarcazione. In caso di partenza quindi ci basterà solamente estrarre il bastone per poter liberare la nostra imbarcazione, evitando così di perdere del tempo prezioso a scogliere nodi o ad aprire dei moschettoni. Inoltre per evitare qualsiasi tipo di impedimento e preferibile  ormeggiare la nostra imbarcazione con la prua rivolta verso riva, ricordandoci preventivamente di mettere i remi all’ interno del natante, e alzare il motore portandolo a pelo d’ acqua, ma soprattutto di salire a bordo una lampada e ovviamente il nostro guadino. Seguendo questi piccoli ma essenziali procedimenti possiamo assicurarci davvero di aver minimizzato alcuni degli incidenti più comuni che si registrano, durante le sessioni notturne. 

 

SPOT AD ALTA PRESSIONE DI PESCA

Ormai riuscire a trovare spot del tutto vergini alla pesca, ma in particolar modo al carpfishing è un qualcosa di veramente raro, infatti col passar degli anni, stiamo avanzando sempre di più nella creazione di nuovi terminali, nuovi monofili che risultano essere del tutto o quasi invisibili in acqua, ma soprattutto sviluppiamo e adoperiamo inneschi che spesso vanno oltre alle semplici boilies, sto parlando di inneschi naturali come tigernuts, mais, bigattini, ceci e legumi in genere. Anche nel campo delle boilies possiamo notare senza alcun problema che si cerca sempre di sfruttare al massimo nuove forme e colorazioni maggiormente visibili, infatti tanti marchi da anni sviluppano e mettono sul mercato intere linee di boilies fluo, alla quale viene assicurata una visibilità maggiore e sicuramente una presentazione "diversa" a gli occhi delle carpe. Anche riguardo alle dimensioni stiamo vedendo che il nostro made in italy che vedeva appunto grandi inneschi in alcuni casi anche triple da 22 mm., viene man mano boicottato portandoci verso un carpfishing sicuramente non nostro, molto simile a quello inglese, che vede impiegati inneschi di diametri molto piccoli, parliamo infatti di boilies da innesco che vanno dai 15 a un massimo di 20 mm. A questo punto mi sembra doveroso fare le relative eccezioni che riguardano sicuramente  fiumi e canali, dove almeno per il momento non abbiamo e non dobbiamo avere nessuna paura di eccedere nei diametri, inoltre ci sono altre situazioni che non pongono problemi riguardo il diametro degli inneschi e sono tutti quegli spot con poca pressione di pesca o magari ambienti nella quale pur avendo una notevole pressione di pesca non vi è nessun impiego di boilies. Ovviamente tali considerazioni sono del tutto personali e quindi discutibili, ma vi posso assicurare che grazie alle differenti collaborazioni con marchi inglese, con la quale collaboro tutt' ora, mi portando ad innescare boilies che hanno un diametro che non supera i 20 mm. Ovviamente e sembra scontato dirlo che, adottando piccoli inneschi porteremo comunque a riva pesci di piccole dimensioni, ma questo fa parte del gioco, infatti ci sono casi in cui, pur facendo delle presentazioni generose, portiamo comunque a riva pesci di  taglia piccola, quindi non vi è alcuna limitazione che possa indurre a impiegare boilies di piccoli diametri, sicuri nel fatto che non andremo comunque a limitare la taglia delle nostre catture. Se con i grossi inneschi si catturassero solamente pesci di taglia, come alcuni sostengono, penso che avremmo risolto veramente uno dei problemi del carpfishing, ovvero riuscire a selezionare "esclusivamente" un determinato target di taglia.

In molti spot con alta pressione di pesca, possiamo notare come le carpe, siano condizionate a non alimentarsi nelle ore diurne a causa  dell' affluenza di appassionati sulle sponde, 

che in massa esercitano la sessione di pesca,  pasturando, lanciando piombi, e magari girovagando in lungo e in largo a bordo dei natanti alla ricerca dello spot perfetto, portando nel tempo i pesci ad essere apatici in determinate ore e periodi dell' anno, ma soprattutto, sviluppando una diffidenza maggiore nei riguardi di tutto quello che per loro rappresenta un pericolo.  Penso che oggi queste situazioni siano comuni a tutti, ed è per questo che in molti ambienti, le carpe mostrano il massimo delle loro potenzialità nelle ore notturne, iniziando nuovamente ad alimentarsi e a spostarsi alla ricerca di cibo, fino a raggiungere le acque basse, sempre ricche molluschi e quindi alimento. Per sfruttare al massimo questi spot ad alta pressione penso che sia vitale pasturare poco ma con esche di grande qualità, in alcuni casi, e questo lo posso confermare personalmente, servono anche 10 boilies nei paraggi del nostro innesco per garantirci la produttività del settore. Anche il discorso riguardo ai rumori e alla sistemazione del campo non deve essere lasciata al caso, infatti nella scelta della sponda dove accamparsi, cerchiamo di prediligere ove possibile le sponde con alta vegetazione, per sfruttare al massimo il mimetismo nei confronti di mal intenzioni, ma soprattutto dei pesci, che durante il passaggio marginale noteranno con difficoltà la nostra presenza. Riguardo alle luci e ai rumori, penso che quando esercitiamo la nostra sessione di pesca in dei bacini con alta pressione piscatoria, dobbiamo limitare soprattutto di tenere accese luci per tanto tempo, come potrebbero essere quelle delle lampade, ma anche quella del fuoco che spesso accendiamo per fare quattro chicchiare insieme ad altri appassionati e riscaldarci dal freddo invernale.   Parliamo adesso di rumori, dove ogni appassionato tiene la propria teoria,  iniziamo col dire che  scientificamente, i rumori in "aria" come parlare o ascoltare musica non penetrano in acqua, quindi almeno in teoria non dovrebbero essere avvertiti in nessun modo dai pesci, al contrario invece i rumori prodotti in terra, come il passaggio di una macchina, il picchettare della tenda e addirittura camminare vicino alle sponde, crea una serie di vibrazioni di diverse intensità che si propagano in acqua e vengono avvertite subito dai  pesci.  Personalmente  senza nulla togliere al campo scientifico, durante le mie sessioni evito comunque di iniziare dibattiti con amici o ascoltare musica nelle prossimità  della riva, ma soprattutto cerco di limitare l' accensione delle lampade che in tutti i casi, soprattutto se costante, infastidisce e mette in allarme i pesci, soprattutto se stazionano marginalmente. Queste sono alcune delle attenzione da avere per cercare di sfruttare al massimo gli spot ad alta pressione di pesca, visto che anche un piccolo errore potrebbe compromettere parte della nostra sessione su quello spot, dato che la nostra azione è rivolta a pesci molto sospettosi a causa della massiccia presenza di carpisti lungo le sponde, e sopratutto in questi casi vi consiglio di differenziare  i vostri inneschi, non dimentichiamo affatto che le carpe sono molto curiose, e quindi rimangono attratte da tutte quelle presentazioni diverse, preferendole sicuramente alle tipologie di innesco che sono abituate a vedere spesso,e che per loro rappresentano un pericolo.

 

CONCLUSIONI

Il carpfishing notturno svolto in qualsiasi ambiente, è capace di creare un' atmosfera magica, dove ogni carpiata resta nell ' intimità della propria tenda a sognare catture over, o magari a ripensare ai proprio successi e anche alle proprie sconfitte. E' proprio nella tenda, nel nostro rifugio che  troviamo il nostro essere, ed è proprio lì che in tante occasioni abbiamo pensato alle strategie da usare, quando una sessione non andava nel verso giusto. Ed è proprio nella tenda che il nostro essere carpisti, ci ricorda che la nostra disciplina è diversa da tutte le altre tecniche di pesca, infatti non a caso molti di noi dedicano alla pesca parte della loro vita, impegnandosi con tanta passione per raggiungere gli obbiettivi  prefissati, ricordando però di mantenere sempre i piedi ben saldi a terra; comprendo il nostro essere di umiltà perché ogni carpista sà  per certo che nonostante il proprio bagaglio tecnico, deve sempre affidarsi al buon senso delle carpe, che per fortuna, nonostante tanto sia stato scritto, in determinate situazioni mostrano tutta la loro natura selvatica, e ci ricordano che il nostro bagaglio tecnico non deve mai farci dare per scontato alcuni comportamenti. Cari amici a questo punto non mi resta che concludere, sperando che nelle prossime sessioni notturne, possiate finalmente abbracciare il pesce dei vostri sogni, immersi nel pieno della magia che solo la notte sa regalare, per ricordarci che nonostante il freddo e il gelo, noi siamo carpisti e sceglieremo sempre il freddo della nostra tenda, per vivere in piena libertà la nostra passione.


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Commenti

Alessandro Amarante il 06/02/13
Ciao Marco nessun problema, puoi contattarmi su facebook o twitter, sicuro nel fatto che quando mi troverai on line, sarò ben felice di chiacchierare con te e darti qualche consiglio.


Marco vella il 23/01/13
Alessandro amarante mi piacerebbe parlare con te in pvt per darmi due dritte su uno spot che ho preparato e pescato da 6 mesi a sta parte, non son del Tutto neofita ma magari un esperto come te da darmi qualche accorgimento che a me manca un saluto attendò tue notizie


Alessandro Amarante il 21/01/13
Grazie Dino, vedo con enorme piacere che quest' articolo ha raccolto tanti consensi sia in forma pubblica che privata. Tutto ciò non può che essere gratificante per chi come me... scrive e racconta tutto ciò che ha dentro, sperando di riuscire a trasmettere gran parte del proprio sapere e delle proprie emozioni...


Dino Baldassarri il 21/01/13
Complimenti Alessandro un bellissimo articolo pieno di ottimi consigli e di tanta passione continua sempre così


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