Tecnica

Nel fango

Di Thomas Santandrea pubblicato il 02/12/17

Molte volte mi è capitato di associare ad un grande corso d'acqua con buone profondità la presenza di grosse carpe, facendo la proporzione tanta è l'acqua tanto sono grandi i pesci. Non c'è niente di più sbagliato…

La profondità incide relativamente sulla crescita dei pesci, ma ciò che più importa è la presenza di alimento naturale che soddisfi in modo significativo la popolazione ittica. Quando parecchi anni fa mi sono avvicinato alla pesca alla carpa avevo delle convinzioni totalmente sbagliate sulla crescita dei ciprinidi e mi facevo strane idee su come e quanto potessero crescere in pochissima profondità.

Col passare degli anni e con il crescere della mia esperienza personale ho riscontrato che in certe condizioni si possono trovare numerose carpe di rilevante mole anche in pochi centimetri di acqua. Sicuramente affrontare un corso d'acqua di questo genere non porta ad emozionarci come pescare in un immenso e maestoso lago, ma in ogni caso riserva sempre dei grandi misteri tutti da scoprire e, perché no, da farci venire i brividi.

Affrontare specchi d'acqua con poca profondità non è assolutamente cosa facile, non dobbiamo lasciare nulla al caso e ottimizzare al meglio la nostra sessione di pesca. Stiamo parlando di luoghi con massimo settanta ottanta centimetri di profondità, i quali vengono utilizzati prevalentemente per la caccia. Solitamente ci troviamo di fronte a delle superfici immense, ettari di acqua in cui lo sguardo si perde e a volte non si riesce ad osservare la sponda opposta.

Decidere dove calare gli inneschi non sarà cosa semplice e sarà di grande importanza scandagliare bene il fondale per trovare le zone migliori dove ricercare le nostre amiche. Se abbiamo la possibilità di utilizzare la barca allora tutto sarà più semplice, muniamoci di ecoscandaglio e di un palo che ci possa far sentire la consistenza del fondale.

Ricercare le zone con fondale duro e argilloso in mezzo ad un mare di limo e melma potrebbe risultare fondamentale ai termini della nostra pescata. Sicuramente in questi ambienti la prevalenza di limo e fondale morbido la fa da padrona, ci sono zone in cui si sprofonda anche per centimetri nel sottofondo. Le carpe amano questo genere di fondale, sono animali che si adattano ad ogni tipo di ambiente e di conseguenza non hanno difficoltà ad ambientarsi in luoghi paludosi dove tuttavia la presenza di cibo naturale è davvero alta.

Quest'ultimo ne garantisce una giusta alimentazione, gamberi, cozze e piccoli molluschi di acqua dolce prediligono questi luoghi e le nostre amiche vanno a nozze.

Proprio la presenza di cibo naturale consente una crescita rigogliosa e sana delle carpe presenti, che riescono a raggiungere pesi notevoli. Anche la carpa erbivora, amur, predilige i bassi fondali dove nei mesi primaverili ed estivi ama alimentarsi del fitto canneto che caratterizza questi luoghi. È facile nei periodi caldi osservare nel sottoriva l'eventuale presenza degli erbivori che con energia e ferocia mordono e rompono il canneto. 

Questi sono ambienti a volte ricchi di amur che i contadini hanno immesso proprio per contrastare la crescita rigogliosa del canneto, parliamo di luoghi che possono avere tranquillamente trenta, quarant'anni di vita e di conseguenza potremmo trovare davvero belle sorprese in termine di peso. Affrontare una “palude” richiede anche una scelta accurata dei terminali, se non riusciamo a trovare delle zone con fondale duro dovremmo cercare di utilizzare accortezze in modo da non far sprofondare il nostro terminale nel fango.

Alcuni video subacquei testimoniano il fatto che le nostre amiche riescono a ricercare il nostro innesco anche sotto una fitta coltre di melma , ma fargli trovare la boiles ben visibile non è assolutamente male, anzi fanno aumentare la possibilità di cattura. In caso dovessimo affrontare un fondale completamente melmoso dovremmo cercare di utilizzare terminali lunghi, circa quaranta, cinquanta centimetri in modo da evitare che il piombo si tiri sotto anche l'amo con l'esca.

Utilizziamo inneschi pop up staccati anche cinque sei centimetri, oppure omini di neve in modo da avere un esca leggera che rimanga il più possibile sopra al fondale melmoso.

In fase di pasturazione sarà molto importante spezzettare le boiles per allegerirle, utilizziamo sfarinati come method o ancora meglio fioccati di mais o di orzo, sono tutti elementi leggeri che rimangono in sospensione nei fondali ricchi di limo e fango, creare una ampia macchia con questi prodotti ne garantisce un elevata attrazione per le nostre amiche, un ricco e prelibato piatto a cui non sapranno resistere. 

Se ci troviamo di fronte ad un ambiente ricco di ostacoli sommersi, come rovi, alberi o arbusti vari sarà di buona norma utilizzare piombi o sassi a perdere, in caso contrario potremmo anche pescare tranquillamente con piombi inline. Quest'ultima soluzione è la mia preferita, l'utilizzo in parecchie mie sessioni di pesca ove la presenza di ostacoli è minima o nulla. 


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