Tecnica

My Winter Carp 2

Di Maurizio Cavallotti pubblicato il 21/03/19

My Winter Carp 2

Intro

Durante le mie sessioni invernali, non mi faccio certo intimidire dalle giornate di totale inattività,

perché so di aver fatto tutto al meglio delle mie possibilità”.

Con questa convinzione personale, associata alla fiducia riposta nelle esche di casa CCMoore , i sacrifici effettuati   sono sempre stati ricompensati con delle splendide catture .

Nel  periodo invernale, quando la temperatura dell’acqua si abbassa notevolmente arrivando ai  fatidici 4°C (misurati correttamente sul fondo), la probabilità di effettuare qualche cattura si abbassa notevolmente, se non si fanno le opportune considerazioni.

Le carpe sono totalmente apatiche e vista la limpidezza dell’acqua,  tipica di questo periodo dell’anno,  con l’aiuto di una barca e un buon paio di occhiali polarizzati, si può anche avere la fortuna di individuarle a vista.

Sicuramente stazioneranno negli angoli più tranquilli e riparati del nostro lago, non necessariamente i più profondi,  anzi, molto spesso  le vedremo a mezz’acqua o alla profondità di due o tre metri, totalmente immobili all’interno di intricati labirinti di tronchi sommersi formati dagli alberi caduti in acqua,  oppure all’interno di fitti canneti,  immobili …. quasi fossero delle perfette riproduzioni  dei nostri amati ciprinidi.

Avvicinandosi  in barca, con estrema cautela, senza fare la minima ombra o increspatura dell’acqua,  si riesce ad avvicinarsi così tanto da dare l’impressione di poterle toccare con mano, ed è in queste estreme condizioni  che possiamo parlare di vera pesca invernale.

In queste condizioni climatiche, le carpe hanno uno o al massimo due brevissimi  periodi  alimentari  nell’arco delle 24 ore, di norma  coincidenti con le ore centrali della giornata o con il tramonto.

Come già ampiamente dimostrato da migliaia di carpisti europei,  utilizzando le giuste esche ed un approccio corretto, si può avere la chance di effettuare qualche bella  cattura, anche con il lago parzialmente ghiacciato.

In questo difficile periodo, la mia strategia di pesca si basa su una meticolosa ricerca delle carpe con tutti i mezzi  a mia diposizione, che comprendono:   un binocolo, occhiali polarizzati, una barca dotata di ecoscandaglio e tanta pazienza ….

La prima fase della ricerca di una “zona giusta” in cui calare le nostre esche, consiste nell’individuazione delle zone “tranquille” del nostro lago, queste zone sono facilmente individuabili utilizzando un binocolo per perlustrare la superficie del lago alla ricerca della fauna acquatica, normalmente composta da cigni, anatre, folaghe, svassi, etc., infatti la loro concentrazione, di solito, coincide con le zone del lago meno utilizzate da pescatori, cacciatori o semplici escursionisti  a causa della difficile accessibilità dovuta a rovi, rami, proprietà inaccessibili che confinano con il lago e quant’altro le renda isolate e quindi idonee allo stazionamento del volatili.  A mio avviso, più sono inaccessibili da terra più sono utili per la localizzazione delle carpe.

La seconda fase della ricerca consiste nell’attenta osservazione del comportamento della fauna acquatica, ed in particolare….. se vedremo le anatre o le folaghe tuffarsi  in acqua ed emergere con dei pezzetti di alga nel becco avremo la sicurezza che nei paraggi è ancora presente un erbaio che ha resistito all’abbassamento delle temperature, il che ci può fare pensare alla presenza di acque sorgive con temperature  superiori  a quelle circostanti o alla morfologia della zona che ha consentito la realizzazione di un microclima acquatico con temperature dell’acqua leggermente più alte rispetto alle circostanti … il che ci induce ad una seconda riflessione ….. se sono presenti gli erbai, la zona può tranquillamente  contenere delle carpe. 

Analogamente se vedremo gli svassi o i cormorani immergersi e riemergere poco dopo con piccoli pesci o gamberi nel becco, avremo la certezza che la zona è adatta al contenimento di  pesci o crostacei del fondo… il che ci induce ad un’altra riflessione, se va bene per i gamberi e i piccoli pesci, anche questa zona può tranquillamente contenere  delle carpe ….

E se la superficie del  lago è ricoperta da un sottile strato di ghiaccio ? …. niente paura, le anatre e i cigni fanno al caso nostro, con l’ausilio di una fionda, basterà distribuire sulla superficie del ghiaccio qualche manciata di granaglie,  sfruttando la loro famigliarità con l’uomo, si precipiteranno in “massa” per approfittare di un facile banchetto rompendo il ghiaccio per noi e nel trambusto faranno affondare tutte le particles non mangiate pasturando per noi.

Insomma, dobbiamo imparare ad utilizzare qualsiasi informazione a nostro vantaggio,  anche la fauna acquatica è un’ottima fonte di informazioni per la localizzazione degli hot spot,  come se fosse il nostro ecoscandaglio personalizzato.

La terza parte della ricerca consiste nella localizzazione di una variazione della profondità  in prossimità dei punti individuati precedentemente, in quanto in inverno, le carpe preferiscono stazionare o seguire la parte bassa del gradino utilizzandola come rotta di avvicinamento alle zone di alimentazione o di contenimento.

La quarta ed ultima parte della ricerca consiste nell’utilizzo degli occhiali polarizzati per l’individuazione di tronchi sommersi, legnaie o aree più chiare del fondale in prossimità dei punti individuati precedentemente,  punti che indicano chiaramente che il fondale è stato indagato da un pesce in fase di alimentazione o da qualche uccello acquatico interessato a ciò che era celato nel substrato del fondale ad ulteriore conferma che il punto, può contenere delle carpe.

In queste estreme condizioni, la mia azione di pesca si basa sull’utilizzo di esche dalla comprovata efficacia nel periodo invernale, in fatti, le esche che funzionano bene nel periodo invernale,  funzionano sicuramente bene anche nel periodo estivo, ma non è detto il contrario, ossia,  esche tipicamente estive possono non essere  adatte al periodo invernale.

Quando le temperature dell’acqua sono davvero basse e i pesci di disturbo quasi inesistenti, anche l’attività delle carpe è molto limitata, per tanto imposto la mia campagna di pasturazione su una zona di pesca molto ristretta pasturando per qualche giorno;  Di solito utilizzo 1 kg di pellet  bagnati esternamente  con  un liquido nutrizionale, un paio di scatolette di mais dolce e 500-600 gr di boillies di piccolo diametro 10 / 15 mm intere  ed  alcune sminuzzate,  sicuro di creare sul fondo una zona ad alta attrazione senza il rischio di saturare eventuali pesci in alimentazione.

E quando i pesci proprio non ne vogliono sapere utilizzo un vecchio trucco per aumentare in modo esponenziale l’attrattività della nostra pasturazione, basta aggiungere 100 gr uova di lompo (falso caviale facilmente reperibile nei banchi frigo di tutti i supermercati )  a circa 500 gr di bag mix o boillies macinate  avendo l’accortezza di miscelarli delicatamente e in modo uniforme.  Così facendo otterremo una miscela super attrattiva che potrà essere utilizzata efficacemente nelle retine o nei sacchetti in PVA  e che difficilmente verrà ignorata dalle carpe.

Ricordiamo sempre che, quando le temperature dell’acqua sono veramente basse, la probabilità di effettuare qualche cattura si abbassa notevolmente, pertanto consiglio di curare nei minimi dettagli la nostra presentazione utilizzando terminali ben fatti e di basare l’azione di pesca  su una  pasturazione minima ed estremamente concentrata  fino a quando non abbiamo la certezza di come rispondono le nostre amiche baffute.

Di norma in queste condizioni si va per un pesce alla volta, scordiamoci le catture multiple del periodo estivo,  pertanto nell’azione di pesca  preferisco utilizzare un piccolo stick o un sacchetto in PVA , perché mi garantiscono una perfetta presentazione molto concentrata.

Quando preparo i miei terminali, non lascio nulla al caso, se calo i miei inneschi dalla barca utilizzo il sasso a perdere al posto del piombo, utilizzo rig super collaudati che si mimetizzano perfettamente sul fondale e come innesco preferisco optare per  una singola pop up di piccole dimensioni,  diametro 12 o al massimo 14 mm di colore rosso o giallo bagnata ripetutamente con il suo liquido dedicato, in quanto, con temperature dell’acqua “ polari”  ha sempre dato ottimi risultati.

Winter tips

Questo trucco funziona al meglio con le esche self made prive di conservanti….

Appena scongelate,  inserite 1 kg di boillies in un sacchetto con chiusura ermetica, versateci  sopra un pò di Corn Steep Liquor liquid, NS1 booster, aminoblend 365 o in alternativa il Feedstim XP e date una bella scekerata …. successivamente quando partite da casa per raggiungere il luogo di pesca, ponete il sacchetto sigillato sotto la ventola del riscaldamento dell’abitacolo dell’automobile, l’innalzamento della temperatura, farà partire la fermentazione dando Vita “live” alle nostre esche aumentandone enormemente l’attrattività ….

Per maggiori dettagli sulle esche utilizzate in queste sessioni di pesca, visita il nostro sito

www.ccmoore.com

By Maurizio Cavallotti Team CCMoore Italia


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