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Moria nel ferrarese- Le verità che non emergono?

Di Redazione pubblicato il 28/05/12

Le acque interessate dalla catastrofica moria che sta colkpendo il ferrarese da dopo il terremoto, comprendono i canali di Ferrara e di Massa Finalese.

Sono già stati recuperati oltre di trenta quintali di pesce morto, trasportato dalla corrente fino alle chiuse di Val Pagliaro e nelle acque del Po di Volano.

I pesci, tra cui siluri, temoli russi, amur, breme, , carpe, lucioperca e carassi, scendono a valle e rimangono intrappolati  nelle chiuse e lungo le anse del grande fiume.
Purtoppo, rimangono, ancora diversi quintali di pesci morti da recuperare.

Ora è il momento delle ipotesi e sinceramente a leggere le varie dischiarazioni c'è da rimanere... sconcertati.

Ecco il perché dei virgolettati

Ve ne elenchiamo alcune che sembrano sinceramente assai poco credibili ma sui cui non è possibile creare , al momento, un contraddittorio;

"....sembrerebbe che la morte dei pesci sia dovuta alla mancanza di ossigeno nelle acque causata dal movimento del fondo dei canali, che avrebbe impedito ai pesci di respirare sott'acqua....."

"...le diverse scosse, possono aver provocato un aumento della temperatura dell'acqua e la liberazione di gas tossici dal fondo dei canali........

"...esiste possibilità che la diminuzione di ossigeno possa essere causata dall'abbassamento della pressione atmosferica generata dalle piogge degli ultimi giorni......"


".......Il fenomeno che ci è stato segnalato nei giorni scorsi e che può apparire catastrofico alle persone, in realtà si realizza di tanto in tanto anche in periodi tranquilli, non a seguito di scosse telluriche......"

".....Questo perché, con le forti piogge come quelle si stanno verificando in questi giorni si crea un abbassamento della pressione all'interno dei canali con un relativo abbassamento delle quantità di ossigeno disciolto nell'acqua: da qui l'anossia dei pesci,


Un'ipotesi abbastanza accreditata al momento è che il sisma abbia potuto provocare un avvelenamento delle acque dei canali scuotendone il fondo che avrebbe rilasciato gas di putrefazione, come l'idrogeno solforato, stagnanti a causa della mancanza di manutenzione dei canali stessi.

Questi gas di putrefazione avrebbero abbassato la presenza di ossigeno disciolto nelle acque dei canali, già diminuita in seguito all'abbassamento della pressione a causa delle piogge.

Tutte belle iportesi certamente aggiungiamo noi e ci permettiamo dal basso di una seggiola sulla quale siamo sobbalzati nel leggere queste notizie che, se invece si trattasse (Vox Populis, sia chiaro)  di uno svaso di sostanze tossiche da parte delle aziende che operano nella zona per sottrarsi ai controlli di sicurezza che vengnono effettuati proprio a seguito del terremoto??

Perchè questa è l'ipotesi che ciorcola tra chi sta operando sul campo ed è in contatto continuo con la Redazione di COL. Nessuna voglia di scandalismo sia chiaro, quella la lasciamo ai giornaletti di gossip ma, il sospetto che  fino ad ora le cose dette da eminenti personaggi siano solo delle parziali verità oppure, delle solenni fesserie.

Comunque abbiamo saputo anche che le varie Associazioni di pesca unite ad associazioni ambientaliste , si stanno prediponendo per una serie di denunce contro ignoti per disastro ambientale. Se poi anziché "ignoti" si potrà anche mettere un nome ed un cognome, ancora meglio.

Vi terremo infomati!


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