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Moria ad Argenta (FE)

Di Redazione pubblicato il 20/03/18

Segnalata una moria di fauna ittica concentrata nel Canale La Botte, i cadaveri dei pesci in decomposizione scendono lentamente col flusso della corrente e sono chiaramente visibili dal ponte di via Zanolini sino ad oltrepassare, ad oltre 12 chilometri di distanza, l’affluenza nel fiume Reno dal ponte di via Bastia Vecchia.

Si ritiene che la moria sia iniziata almeno due o tre giorni fa e, a causa del lungo tratto interessato, i pescatori volontari aderenti all’associaizone Eurocarp Club ed Upe – Unione Pescatori Estensi, hanno stimato oltre 8 quintali di pesce morto. “Un danno ambientale di grande entità – scrivono i pestatori – ma a cui i locali sono ormai abituati, solo nel 2016 la Bonifica certificò la morte di due tonnellate di fauna ittica, sempre a seguito di un fenomeno inquinante”.

“Purtroppo questi delitti ambientali continuano a ripetersi costantemente negli anni, sempre in occasione di fenomeni di pioggia importanti – per fare in modo che il deflusso delle acque scongiuri quanto possibile la ricerca del colpevole; ed in occasione dei weekend – giorni in cui i controlli da parte delle forze dell’ordine e dei volontari sono più limitati – spiegano i referenti di Eurocarp e Upe -. Inoltre si riscontra sempre la presenza di cadaveri di esemplari di grossa taglia, che sono solitamente i più resistenti. Questo è un segnale che certifica l’intensità e la violenza dell’inquinamento, avvenuto in maniera fulminea senza lasciare possibilità di scampo ad alcuna specie ittica”.

La preoccupazione dei volontari è aumentata poiché hanno notato come “molti uccelli acquatici si stessero già cibando delle carcasse dei pesci, le cui carni, se avvelenate, potrebbero innescare una catena di decessi anche nella fauna volatile. 


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