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Minacciato dai bracco

Di Redazione pubblicato il 28/12/17

Si imbatte in quattro pescatori di frodo e, senza timore, fa presente al quartetto che quell’attività è illecita.

Viene ripagato con minacce di morte, ma non demorde e con il cellulare documenta quella che ormai è una piaga consueta per i nostri canali e scoli.Il video-denuncia di Nicola Carrirolo, un diciannovenne di Santa Margherita d’Adige, ha già fatto il giro di mezza Italia: nelle immagini girate dal pescatore si vedono quattro uomini, provenienti dall’Est europeo, che stanno portando via illegalmente almeno due quintali di pesce appena raccolto dall’idrovora Cavariega, a Tre Canni di Vighizzolo d’Este.

È lo stesso Carrirolo a raccontare l’accaduto: «Giovedì pomeriggio, intorno alle 14.30, stavo per raggiungere un canale per pescare quando ho notato che, proprio all’altezza dell’impianto consortile, quattro uomini stavano raccogliendo una rete a strappo sistemata nelle acque dell’idrovora». Pescare con reti di questo tipo, che permettono di intercettare chili su chili di pesce, non è consentito dalla legge.

«Avevano già pescato almeno un quintale e mezzo di carpe, che in realtà dovrebbero essere pescate e rilasciate» continua il ragazzo; «Il pesce era sistemato su due cassoni. Ancora sull’erba dell’argine, invece, c’era un altro quintale di siluri».

Carrirolo ha fatto presente che quella era pesca di frodo e che dunque era illegale: «Mi hanno minacciato di morte e hanno continuato imperterriti a pescare, poi quando hanno visto che ho tirato fuori il cellulare per chiamare le forze dell’ordine hanno raccolto i loro cassoni colmi di pesce e a fatica hanno raggiunto l’auto. Il mezzo aveva targa ungherese».

Carrirolo ha chiamato quasi tutti gli enti di tutela, senza però ricevere grande considerazione: «Eppure c’era un reato in atto e peraltro io ero a rischio incolumità, visto le evidenti minacce rivoltemi dai quattro. Nessuno è arrivato a verificare e allora ho pensato almeno di documentare quello che stava accadendo e di diffondere le immagini nel web».

Quanto denunciato dal diciannovenne ha calamitato l’interesse e la sensibilità di molti addetti al settore e appassionati di pesca: «Mi hanno contattato in moltissimi e spero che questo serva ad aumentare il monitoraggio dei nostri corsi d’acqua, sempre più soggetti alla pesca di frodo». Che, oltre ad essere illegale, è anche dannosa all’ecosistema locale.


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