Tecnica

Mimetizziamoli

Di Sergio Ceccarelli pubblicato il 30/03/14

Nel campo dei terminali, montature, parature o non saprei con quale altra terminologia vengano chiamati questi benedetti ultimi venti o trenta centimetri di lenza a seconda delle varie dialettiche regionali, è già stato detto molto o tutto ormai, ma nel bene o nel male siamo sempre alla continua e irrefrenabile ricerca di nuovi espedienti che ci facciano avere il fantomatico asso nella manica per sperare di ingannare le nostre sempre più furbe amiche baffute. Di materiali da utilizzare per la loro realizzazione non abbiamo che l’imbarazzo della scelta, dal fluorocarbon al trecciato, passando per i vari filati inguainati più o meno rigidi, multifibre e chi più ne ha più ne metta, poi saranno le nostre esperienze o preferenze personali in base ai luoghi in cui peschiamo, ad avere la meglio su quello che riterremo avere le caratteristiche più idonee ai nostri scopi. Stesso dicasi per gli ami, le girelle, i piombi o qualsiasi altro accessorio impiegheremo per realizzare la nostra infallibile montatura. Quest’ultima però nasconderà il tranello per le nostre amiche, e sarà proprio questo aspetto che tratterò in questo articolo, ovvero il fatto di nascondere il più possibile, mimetizzandolo con i materiali che abbiamo oggi a disposizione, il nostro amato terminale così da renderlo il più invisibile o NATURALE possibile alla vista delle nostre amate carpe. In questo, la prima azienda che ci venne incontro fu Carp’r’us nell’anno 2010, inserendo nel suo catalogo un prodotto chiamato “Weedy Wrap”, che testualmente tradotto significa “Abito coperto di erbacce”….presumo che abbiate già intuito a cosa voglio arrivare…avete capito bene, dal momento che obiettivamente non possiamo far sparire nel nulla il nostro terminale faremo in modo che alle nostre amiche baffute, sembri una qualsiasi piantina acquatica presente naturalmente nel suo ambiente o almeno speriamo sia questo l’effetto che sortirà…!!!! Da vari test effettuati in molte acque, prima fra tutte il Lago di Saint Cassien in Francia proprio nell’autunno 2010, questo espediente  permise al sottoscritto ed al mio compagno di pesca, di ribaltare positivamente le sorti di una lunga sessione cominciata veramente male. Con questo non voglio far passare un semplice accorgimento come “il bandolo della matassa” valido in ogni situazione, ma fatto sta che utilizzando tale espediente in più occasioni le differenze ci sono state eccome, poi ognuno potrà trarre le proprie conclusioni utilizzandolo, anzi pregherei chi lo dovesse provare, se vorrà, di darci notizie sui risultati ottenuti, per fini prettamente statistici e per pura curiosità personale.  Attualmente, oltre a Carp’r’us vi sono numerose aziende che commercializzano questo prodotto in varie lunghezze e colorazioni, proprio per coprire ogni possibile personale esigenza. Il Weedy Wrap, si può utilizzare per rivestire qualsivoglia tipologia di filato, trecciato o guainato andremo ad utilizzare per la realizzazione del nostro terminale, sia per inneschi di tipo affondante che di tipo pop-up. Come potete vedere nelle sequenze fotografiche, l’utilizzo di questo accessorio è estremamente semplice e l’effetto mimetico apportato ai nostri terminali è veramente notevole. Un saluto a tutti gli amici appassionati augurandovi come di consueto un sincero….In bocca alla Big..!!!!


FacebookTwitterGoogle+Invia per email

Collabora


Ti potrebbero interessare anche:








Inserisci un commento

(La pubblicazione è soggetta ad approvazione da parte della redazione.)