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Milillo; Delta del Po, territorio ambito, violentato e svenduto.

Di Gianluca MIlillo pubblicato il 29/07/12

Delta del Po, territorio ambito, violentato e  svenduto.

E' cronaca di questi giorni, che il cannoniere della Nazionale Tedesca e della Lazio, Miroslav Klose, appassionato di pesca, si è concesso una vacanza di pesca al Siluro e alla Carpa nel meraviglioso delta del Po. Al contempo, le autorità locali hanno fatto la fila per farsi immortalare con l’illustre ospite ed è vanto comune che sul proprio territorio sono circa tremila gli appassionati stranieri che ogni anno vengono a calare le loro lenze. Tremila turisti che vengono a usufruire di un ambiente unico a livello europeo, per la vergognosa cifra di € 8.52 per un periodo di tre mesi.

Peccato che le stesse amministrazioni, sono proprio quelle che spesso favoriscono o comunque non si oppongono affatto e non fanno nulla per cambiare lo stato dei fatti, tutto ciò che sta causando la morte e il degrado dello stesso ambiente e della pesca sportiva e ricreativa che in esso dovrebbe praticarsi.

Anni di segnalazioni, proteste, solleciti ad attuare regolamenti più consoni con la pesca sportiva moderna, più attenzione alla fauna ittica come risorsa da valorizzare proprio come implemento di un turismo qualificato e qualificante. Eppure niente, le stesse amministrazioni che plaudono alla visita del bomber tedesco, continuano a non intervenire per fermare quelli che sono i tumori della pesca sportiva Italiana: pesca professionale in acque interne, ridicoli permessi di pesca agli stranieri con licenza di prelevare senza limite di quantità, contenimento di quelle specie ittiche che sono proprio le prede ambite dai pescatori sportivi qualificati stranieri e nazionali.

Una situazione favorevole solamente a faccendieri stranieri mascherati da pseudo turisti e a pescatori di professione, più o meno regolari, che non lasciano niente al nostro territorio se non un assoluto e desolante degrado ambientale.

In un momento economicamente difficile come questo, cosa può aver pensato il milionario ospite Tedesco, del popolo Italiano, che viene amministrato da chi sta svendendo un patrimonio ambientale tanto suggestivo, quanto unico, per il valore di un piatto di lenticchie?

Riflettano le amministrazioni di fronte a queste contraddizioni e inizino a porsi le giuste domande che la carica istituzionale che ricoprono impone loro. E’ vero che i problemi del nostro paese sono moltissimi e ben più gravosi, ma le sorti del nostro patrimonio ambientale, di due milioni di pescatori sportivi, di tutte le attività commerciali collegate e di tutto l’indotto turistico ed economico che ne consegue, non fanno parte forse di un paese chiamato 


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