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Mega operazione contro i bracco

Di Redazione pubblicato il 08/03/17

Sono sei i predoni, di origine rumena, denunciati, di cui due con precedenti per bracconaggio ittico: Il loro mestiere? La pesca di frodo, e proprio con questi metodi cruenti, appunto la scossa data ai pesci ed evitata grazie al nastro isolante posto sulla presa del retino

 Queste le iniziali degli uomini denunciati: G. B.classe 1977, A. I. T. classe 1976, A. I. B. classe 1979, M. P. classe 1996, M. D. classe 1979 e C. N. G. classe 1980.

Il pesce sequestrato ammonta a 876 kg, tra siluri e carpe. I sei componenti della banda farebbero parte di un’organizzazione più numerosa che da tempo depreda i fiumi con metodi sbrigativi e con sistemi di distribuzione propri: infatti accanto ai pescatori di frodo vi sarebbero anche i cosiddetti trasportatori che, a conoscenza dei punti di raccolta, prelevavano, e prelevano tuttora, il materiale per immetterlo sul mercato, soprattutto quello dell’est dove i siluri sono apprezzati, utilizzati sia come cibo che sminuzzati per essere rivenduti come mangime per la pastura e la pesca.

Tutto era partito da una segnalazione ricevuta dall’area del Delta del Po dove si registrava un calo evidente della pescosità del fiume.

Il gruppo dei denunciatiaveva base a Cingia de Botti.

Lì, all’interno di una stanza di una cascina, è stato rinvenuto il pesce ammassato senza neppure la più elementare delle norme igieniche: senza congelazione, immerso nel sangue, già in qualche caso in stato di decomposizione. . 

 Gli uomini dell’arma aveva seguito gli spostamenti, registrato i passaggi del pesce, preso nota di tutto poi nel tardo pomeriggio di martedì sono entrati in azione a Motta Baluffi, in area golenale, dove la banda è stata fermata.

La nuova legge 154 del luglio 2016 relativa al bracconaggio ittico ha inasprito le pene facendo diventare la pesca di frodo da reato con pene di tipo amministrativo e applicabili localmente a reato penale con norme valide su suolo nazionale. Proprio grazie a questa recente disposizione di legge, gli uomini sono stati denunciati a piede libero e, soprattutto, il materiale è stato posto sotto sequestro per confisca.

Per questo i due gommoni, reti e batterie verranno presto distrutte.

Alla banda è stato sequestrato anche un furgone, uno Hyundai H1, utilizzato per gli spostamenti ed intestato ad uno dei rumeni, peraltro privo di patente. Il pesce verrà invece smaltito da Casalasca Servizi.


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