Itinerari

Massaciuccoli

Di Eugenio Amore pubblicato il 16/11/11

Massaciuccoli ….. finalmente oggi fruibile per la pesca sportiva No Kill e Catch & Release, previa possesso della sola licenza ministeriale del costo di 35 € annui o di un permesso temporaneo di 15 giorni a 15 €, è un grandissimo bacino ex palude, bonificata a suo tempo da Mussolini ed utilizzato in guerra per gli idroscafi.

Ritengo questo specchio uno dei laghi naturali toscani che più rappresenta il vero spirito del carp fishing, ossia la selezione della taglia. Purtroppo oggi questo concetto principe della nostra disciplina è aimé quasi scomparso, causa principale la mal educazione mediatica;

Il concetto attuale è prendere un grande carpa e stop, ma …. prendere una grande carpa dove ci sono solo o quasi grandi carpe non è un assolutamente un problema se non l’attesa, quindi in quei posti chi ha più tempo cattura più esemplari grandi.

L’obbiettivo di ogni vero carpfisher deve essere quello di catturare la più grande in mezzo a migliaia di “piccole”, per fare questo l’attesa non basta, bisogna scegliere il posto giusto in base alla stagione, pasturare valutando la presenza di pesce di piccola taglia,  capire le esigenze alimentari della zona, ossia se concentrarsi su una pallina proteico/grassa o ricca di carboidrati a lenta e medio/veloce assimilazione. Tutti questi paramentri fondamentali, se ben organizzati ed utilizzati danno spesso i risultati desiderati, che per me sono catturare una 9 Kg. dove si sono sempre presi pesci da 2 o 3 Kg., non prendere una 20 Kg. dove se và male si prendono delle 13 o 14 Kg; dico questo perchè la selezione sopra una certa taglia è per la mia esperienza inattuabile, una carpa superati i 10/12 kg. mangia come una 20 Kg.!!

Dopo questa esternazione epistolare dell’obbiettivo del carp fishing maturato dalla lettura e dall’esperienza diretta in ambienti naturali, torniamo all’aspetto emozionale della nostra passione.

…Ragazzi, siamo appena entrati nella stagione cloù del carp fishing, dove le nostre amate, come orsi affamati di miele, bacche e pesci, fanno scorta di cibo trasformato poi in grasso, per affrontare il duro e freddo inverno!

E’ proprio adesso che se ottimizziamo il nostro lavoro di studio del fondale e conseguente pasturazione, possiamo “viziare” le nostre amiche ad alimentarsi, durante le poche uscite invernali, negli spot da noi accuratamente apparecchiati.

E’ d’uopo enucleare fondali che abbiamo degli importanti e repentini sbalzi batimetrici, questo perchè probabilmente le carpe tenderanno, quando è possibile, a stazionare in zone di il più vicino possibile ai punti di alimentazione, per ridurre al minimo l’inevitabile dispendio di calorie che si innesca durante la ricerca del cibo.

Proprio per le motivazioni sopra citate, abbiamo concentrato la nostra ricerca dove sono state rilevate delle importanti “piccole” montagne sommerse di splendida sabbia silicea, scovate grazie all’indagine svolta tra i vecchi estrattori del Massaciuccoli.





Una di queste zone è caratterizzata dal passaggio da 2 mt. di profondità a circa 11 mt. in poco meno di 10 mt. di ampiezza; circa 4 anni fà io e Leonardo, proprio in questo spot,  abbiamo affondato ( in 5 mt. di acqua) un vecchio ed ormai fatiscente barchino da caccia in legno, così da creare un interessantissimo rifugio in una zona batimetrica esclusiva.

L’altra zona che prenderemo di mira è un fondale che alterna grandi secche ad andamento ondulatorio del fondale sabbioso a profonde buche.

Proprio qui il CFT (Carp fishing Toscana) concentrerà le sue energie per affrontare l’inverno 2011/2012 alla caccia delle Big Pucciniane.

La caratteristica di queste acque è l’immensa presenza di carpe tra il kilo ed i cinque kili, voracissime, di una combattività unica, ma grosso pregio, di tutte le tipologie, da regine a comuni a specchi di ogni genere.

Da circa un mese abbiamo iniziato a pasturare negli spot in questione con esche di svariato tipo da fioccato a mais e tiger a boilies di tutti i diamatri per poi limitarsi solo ultimamente a “bollite”di misura superiore a 24 mm di estrema durezza.

Abbiamo seguito questa procedura che chiameremo “ciclo di pasturazione”, proprio perchè periodicamente lo ripeteremo con gli stessi tempi, pensiamo che è determinante creare una zona di interesse generale che crei competizione alimentare iniziale per poi selezionare la presenza ittica con esche mirate agli esemplari più grandi.

La ciclicità dell’azione dovrebbe servire a rinvigorire lo spot in maniera periodica, naturalmente la frequenza e la quantità di cibo verrà determinata in base alla stagione.

I cicli di pasturazione da noi definiti hanno una durata di circa 20 giorni con una frequenza settimanale di 2 micro pasturazioni (6/8 Kg. fino alla fine di novembre)  dopo di che seguiranno 6/8 giorni circa di pesca continua, durante la fase di pesca verranno utilizzate sia esche di piccolo taglio che di grande sezione, per rendere l’idea da 20 a 35 mm, questo ha lo scopo di captare se gli esemplari presenti fanno distinzione tra le esche e se realmente stiamo riuscendo ad attirare e concentrare solo o in gran parte gli esemplari dai 5 Kg. in su. 

In base ad i risultati che otterremo nel primo ciclo di pesca faremo le nostre considerazioni e le eventuali piccole modifiche per il successivo ciclo di pasturazione.

Ad oggi ii risultati ottenuti sono eccellenti e lo dimostrano le stupende foto che vi mostro, ma questo è solo l’inizio di una grandissima avventura alla quale può partecipare chiunque lo desideri.


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