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Lotta ai bracco a Pietrafitta

Di FIPSAS Perugia pubblicato il 12/06/18

LOTTA AL BRACCONAGGIO PRESSO IL BACINO DI PIETRAFITTA

Grande successo della FIPSAS Perugia in collaborazione con il comando guardie ambientali delle associazioni Agriambiente ed A.E.O.P. (guardie giurate particolari e volontarie), con i Carabinieri Forestali del Comando Regionale e con i Carabinieri di Tavernelle e di Città della Pieve.

Un lungo ed estenuante braccio di ferro tra un nutrito gruppo di malviventi non Italiani e la FIPSAS Perugia coadiuvata dall’Arma dei Carabinieri e da 2 associazioni di Guardie Giurate Volontarie è andato in scena presso il bacino di Pietrafitta tra il 22 aprile e la notte tra il 29 e 30 maggio. Le tante fototrappole e i vari sistemi di segnalazione sparsi per l’impianto hanno infatti rilevato, in numerose occasioni, la presenza sospetta di alcuni personaggi intenti a stendere reti da pesca all’interno del lago in orari notturni e successivamente ad allontanarsi con il pescato sottratto indebitamente. Dopo un paio di occasioni in cui i malviventi hanno avuto la meglio su gli organi di sorveglianza e sullo staff FIPSAS finalmente, nella notte tra il 29 e il 30 di maggio, il Presidente della Sezione di Perugia, Daniele Capezzali, il custode del lago Roberto Zugarini, i tesserati Leonardo Topini, Martina Lorenzini e Cesarini Francesco, in collaborazione con le Guardie Giurate Lauro Mortolini, Thomas Balduini, Gabriele Ursini, Franco Ursini, Gabriele Moroni, Abdelilah Mokhchane e l’Arma dei Carabinieri, sono riusciti nell’intento di catturare e denunciare i pescatori di frodo e altresì di sequestrare il gommoncino utilizzato e le reti già stese in acqua liberando così, tra tutto, oltre 10 quintali di carpe, amur e black bass che senza tale intervento sarebbero andati sicuramente a rinfoltire quel mercato nero di pesce d’acqua dolce che da ormai qualche anno prolifera tra l’Italia e alcuni Paesi dell’Est Europa. Oltre che alla perseveranza e all’intraprendenza dei componenti della sezione Provinciale FIPSAS di Perugia e dei vari organi di controllo già citati, il tutto è stato possibile anche grazie ai moderni sistemi di videosorveglianza e alle telecamere termiche in dotazione presso l’impianto di Pietrafitta che hanno facilitato e di gran lunga la riuscita del piano di difesa. Vista l’efficacia di tali sistemi, su tutto l’impianto di Pietrafitta, verrà quanto prima effettuato un ulteriore ampliamento della rete di sorveglianza e di certificazione di eventuali reati in modo da rendere sempre più difficile il ripetersi di tali eventi da parte di personaggi poco graditi al mondo della pesca sportiva. In attesa che le varie denunce facciano il loro corso e che la legge punisca i malviventi ci sentiamo in dovere di ringraziare tutti coloro che, senza curarsi più di tanto degli eventuali rischi, hanno messo a disposizione il loro tempo e le proprie risorse affinchè la lotta al contrabbando del pesce d’acqua dolce facesse segnare una nuova vittoria in una guerra che appare ancora davvero troppo lunga e difficile da combattere. Grazie Ragazzi…


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