Tecnica

Lo Stiff Rig

Di Agostino Zurma pubblicato il 28/03/14

 

Nella continua evoluzione della nostra tecnica l’argomento finali, sviscerato sino all’inverosimile in termini di lunghezza, resistenza ,morbidezza e chi più ne ha più ne metta ha subito e continua a subire continue ed inarrestabili mutazioni. Tutto determinato dall’esperienza, dalle idee, dai tentativi e dalle impagabili intuizioni proprie di ogni carpista. La ricerca di nuove alternative atte a ingannare ancora le sempre più smaliziate carpe è senza dubbio uno dei motivi più affascinanti del carpfishing. La stessa traduzione dall’inglese stiff = rigido rende l’esatta identificazione del terminale in questione, un finale completamente irrigidito e pronto a scattare come una molla nella bocca della carpa. La differenza sostanziale per questo finale è nel materiale con cui viene fatto.Nello stiff- rig, infatti il consueto e morbido dacron viene sostituito con del nylon, di diametro importante, 0,50-0,60 o con lo specifico fluorocarbon. Questo monofilo costruito in flurocarbonio puro al 100% è da ritenersi  uno dei prodotti per finali tra i migliori sul mercato ed ha, rispetto al nylon diverse ed importanti proprietà:

-       essere praticamente invisibile in acqua grazie alla sua bassissima rifrazione.

-       risultare affondante per il suo peso specifico superiore a quello dell'acqua

-       presentarsi perfettamente impermeabile grazie al materiale con cui è fatto per cui mantiene, anche al nodo, una resistenza superiore.

Tutte queste caratteristiche lo rendono un prodotto assolutamente valido e insostituibile in determinate situazioni. Inoltre, in alcuni tipi viene accoppiato un trattamento speciale che lo rende difficilmente attaccabile dalla salsedine e dai raggi U.V e più in generale dagli agenti atmosferici allungandone sensibilmente la vita.
Il vantaggio di una corteccia resistente, che si traduce in pratica in una migliore resistenza all'abrasione superficiale propria del fluorocarbonio, è invece un pregio considerevole in considerazione che molte volte i nostri terminali vengono posati in situazioni di fondale veramente al limite della sicurezza. Inoltre la sua rigidità offre delle doti di antigroviglio senza paragoni, la certezza di avere il finale ben disteso anche in presenza di lanci forzati oltre la norma.

Analizzeremo la costruzione del finale in relazione alla specifica presentazione da effettuare. Un paio di  quelli da me utilizzati più di frequente:

-       Stiff D-Rig. Stiff Combi

 

 Stiff D-Rig

Lo ritengo maggiormente indicato per l’innesco bilanciato e per la presentazione a omino di neve. Il modello di amo e le sue  dimensioni sono conseguenza del diametro dell’ esca e di scelte personali, le mie sono evidenziate nelle foto. Procediamo in questo modo:

     -inserire il fluorocarbon in un pezzettino di tubicino i pvc e dopo averlo introdotto lungo il gambo dell’amo bloccare la fuoriuscita dello spezzone di finale  creando, mediante l’uso di un accendino, una   piccola pallina;

     - realizzare la D di dimensioni adeguate, ricordando di inserirvi l’anellino, ed effettuare un nodo non nodo.

   

Stiff Combi

 

Prima versione.

Questa viene adottata per legare  ami di piccole dimensioni, per i quali effettuare i nodi con un fluorocarbon di sezioni importanti diventa difficile, oppure nel caso in cui si voglia che la parte ultima del finale lavori in modo morbido.

-       prendiamo uno spezzone di dacron e dopo aver legato alla sua estremità un anellino

            effettuiamo un nodo non nodo interno ;

-       colleghiamo lo spezzone di dacron con il fluorocarbon utilizzando un nodo di Albright  

-       tagliamo le eccedenze ed ecco il risultato

 

Seconda versione.

Questa è prevista per le presentazioni galleggianti.

Non si tratta altro che, come prima cosa, di effettuare tutti i passaggi previsti nella realizzazione dello Stiff D-Rig.

Andremo poi a collegare lo spezzone di fluorocarbon, che avrà la lunghezza pari a quanto si vorrà che l’esca rimanga sollevata dal fondo, al dacron sempre mediante il nodo di Albright .

Bisognerà poi posizionare il piombo per il bilanciamento dell’esca, questo andrà posto appena al di sotto del nodo per permettere all’esca stessa di sollevarsi in modo naturale .

 

 

A completamento dell’argomento tenere presenti le seguenti indicazioni:

-       il tubino in pvc deve avere una sezione che permetta allo stesso di stringere bene attorno al      gambo dell’amo;

-       il finale in fluorocarbon deve essere poi collegato ad una girella con anellino, io uso un nodo grinner.

-       Per innescare una presentazione bilanciata utilizzare sempre quanto indicato in sequenza:  piattellino- 1/2  boilie affondante-1/2 boilie galleggiante-piattellino-stop boilie. Potete anche usare un piccolo elastico al posto del bait floss, unico accorgimento è forare bene le boilies con un trapanino per far scorrere bene l’elastico nel loro interno.

-       Conservare i nostri Stiff in un contenitore rigido e di lunghezza adeguata. Questo consentirà

      al finale di rimanere ben steso e sempre pronto per il suo utilizzo.


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