News

Lo scandalo del Turano

Di Roberto Ripamonti pubblicato il 07/06/12

Conintiua lo scandalo delle reti al Turano e la pazienza sta raggiungendo il limite. Alla fine dei conti, chi sono i veri responsabili di questa situazione tremenda che sta mettendo a rischio un lago meraviglioso?

Sono quegli amministratori che hanno concesso la pesca professionale al Salto e che hanno così riaperto un gioco che era chiuso per poter soddisfare la lobby della pesca professionale, Indirettamente, sono loro e la loro indecorsa mediocrità ad avere acceso la miccia che permette a questi delinquenti non italiani, di fare il comodo loro.

La responsabilità è anche della Guardia Forestale perché evidentemente i controlli o sono poco severi oppure, sono assenti.

Manca evidentemente ogni capacità di deterrenza e pertanto, coloro che non sanno nemmeno che esite una licenza di pesca si sentono autorizzati a fare ciò che vogliono.

Spiace accusare un Corpo dello Stato ma se non si riesce a fronteggiare una invasione quando si ha l'avvallo della legge e l'autorità per farlo significa che non si è all'altezza della situazione. Probabilmente esisteranno delle ragion ma, vedere più volte passare le auto senza osservare alcun intervento oppure, non intervenire davanti a richieste telefoniche è una omissione che trova poche giustificazioni.

Qualcuno ne dovrà rispondere perché al Turano si campeggia con le macchine nei prati, si tagliano alberi, si accendono fuochi liberi, e si lasciano montagne di rifiuti.

Non sono i pescatori italiani e quelli dotati di regolare permesso a doversi proteggere e tutelare e ci si domanda perché pagare alla Provincia di Rieti un tesserino se non esiste un controllo decente.

Nel frattempo vediamo che i carpisti italiani e non, vengono controllati e spesso anche in modo minuzioso mentre a pochi metri di distanza si compie ogni misfatto.

In questa rivista è stato già detto più volte; attenzione perché il momento in cui la gente italiana si farà giustizia da solo si sta avvicinando e di questo ne dovranno rispondere i politici locali.

Anche in questi giorni, dopo i filmati che abbiamo messo online, sono state trovate reti segno evidente che vi è il totale disptezzo delle nostre regole. Ebbene, che  queste reti se non appartengono all'unico autozizzato ad usarle (e spero che la sua attività venga convertita in un più moderno Pesca Turismno), siano distrutte.

E' necessario che vengano fatte denunce alla Autorità e che il mondo della pesca italiana non si limiti solo a qualche volontario che ci mette la faccia.

Il Turano è un bene prezioso per tutti, non solo per i carpisti. Potrebbe diventare una Mecca della pesca in Europa e noi, se fossimo in un Paese gestito da persone dotate di una cultura minima, dovremmo mostrare questo lago come un gioiello.

Basta con le reti, basta con le persone che invadono questo lago, basta con l'illegalità.

Ma non facciamoci giustizia da soli; rischiamo di scontrarci coin gente che ha nel suo DNA dei comportamenti a cui non siamo abituati e che invece leggiamo tutti i giorni sulla cronaca,

Glli Amministratori del bene pubblico sappiano che la gente è veramente stanca di questi ignobili invasori.

 

 


FacebookTwitterGoogle+Invia per email

Collabora


Ti potrebbero interessare anche:








Commenti

anna il 11/06/12
sono pienamente d'accordo con te,proprio in questi giorni ho contattato i 4 comuni della valle mettendoli a"conoscenza" di tutto il degrado e dell'incursione di alcuni gruppi di vandali il sabato e la domenica,divenuti padroni del territorio.Non vogliamo più tollerare tutto questo andremo avanti fino a quando le autorità non netteranno FINE a tutto ciò assumendosi le loro responsabilità.Grazie per questo articolo è arrivato nel momento giusto.ANNA bed &breakfast VICOLO10 ASCREA


Marco Barzanti il 11/06/12
il fatto è che noi carpisti siamo prede facili, stiamo lì con la tenda, amiamo parlare e magari condividere un bicchiere di vino, birra o quant'altro con gli interlocutori della giornata. Per lo più persone cordiali, omoni grossi e barbuti(come me), magari non rispettiamo TUTTE le regole, le leggi, un chilo di boilies in più, una 4°canna, una tenda dove non si può. Questo ci rende vulnerabili in quanto ci limitiamo ad annuire, chiacchierare, pagare le multe, arrenderci prima del verbale e colpevolizzarci direttamente senza magari aver commesso chissà che infrazione. I pescatori incriminati delle stragi sul Po, della pesca con le reti a ostellato(testimonianza oculare personale) e delle reti al turano sono uomini senza scrupoli, in certi casi armati fino ai denti, che, come mi è stato detto più volte da uomini della forestale/pol. provinciale, non ti guardano in faccia, sparano. Questo secondo loro li autorizza a "regnare" col terrore sulle nostre acque, e le forze dell'ordine(non che la pubblica amministrazione, televisioni, informazione cartacea, giornali e radio) preferiscono risparmiarsi "una o due pallottole" piuttosto che salvare un ecosistema.


Damiano Rossi il 10/06/12
come non essere d'accordo, questo è un problema che purtroppo riguarda oltre al lago in questioni, molti altri posti, è una vera e propria ingiustizia.


Inserisci un commento

(La pubblicazione è soggetta ad approvazione da parte della redazione.)