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Lo diciamo da tempo; prima o poi ci si farà male.

Di Lettera firmata pubblicato il 30/04/13

Riproponiamo la lettera giunta da un lettore, "ripulita" dei toni più forti al fine di poter essere pubblicabile senza incorrere nei rigori della legge.

Carponline non accetta frasi razziste, minacce di ritorsioni ed è anche ere questa ragione che molte delle lettere che sono giunte in Redazione dopo la prima pubblicazione, non hanno trovato risconto sulla rivista.

Preghiamo pertanto i nmostro amici letori di asytenersi dall'inviare lettere contenenti ingiurie o frasi che generalizzando, colpevolizziono anche coloro che si sono perfettamente integrati nel nostro tessuto sociale

Molti dei contenuti della lettera a seguire riportano notizia di crimini e illegalità diffusa di cui, l'autore dovrebbe fare denuncia .

Dai toni si comprende come non servano le "crociate" ma un chiaro intervento dell'autorità giudiziaria.

Lo Staff di Carponline

CCO IL NUOVO PERICOLO….
QUESTO RAPPRESENTA IL COLPO DI GRAZIA: L’ INVASIONE DI “PESCATORI” ORIGINARI DELL’ EST EUROPA. E HO DETTO TUTTO.
DI INVASIONE SI TRATTA: LE SPONDE SONO STRACOLME DI QUESTE PERSONE (...omissis)  PERCHE’ –SCUSATE, MA STAVOLTA SONO RAZZISTA- QUESTI (...omissis...) SONO PEGGIO DELLE CAVALLETTE BIBLICHE.
RIPORTANO OGNI TIPO DI PESCATO INDIPENDENTEMENTE DAL NUMERO LIMITE CONCESSO E DALLA TAGLIA (SIA MICRO O EXTRALARGE), PESCANO ANCHE CON 4 AMI “DA MARE” NASCOSTI IN UNA PALLA DI PASTURA ATTACCATA ALLA LENZA MADRE, LEGANO LE PREDE PER LE BRANCHIE, LE UCCIDONO APPENA CATTURATE SUL POSTO LASCIANO SOLO LE INTERIORA E LE TESTE ALL’ APERTO PER LA GIOIA DI QUALCHE MIGLIAIO DI MOSCHE E DELLE NUTRIE. RUBANO L’ ATTREZZATURA DA PESCA, ROMPONO I FINESTRINI DELLE AUTO PER FREGARE I PORTAFOGLI, MINACCIANO CON COLTELLI I PESCATORI ITALIANI SE NON TROVANO SPAZIO PER PESCARE OVVIAMENTE SENZA PAGARE ALCUNCHE’ DI TASSA REGIONALE (35 €…), SQUARCIANO LE GOMME ALLE AUTOMOBILI E…. SPARANO SUL FAR DELLA SERA DA SPONDA A SPONDA A NOI PECATORI ITALIANI CON FUCILI AUTOMATICI CARICHI A PALLETTONI DA CINGHIALE AD ALTEZZA UOMO PER SCORAGGIARTI AD ANDARTENE.
ECCO IN CHE MONDO DI MERDA VIVIAMO (DI MERDA DAVVERO, COMPRESE LE CACATE E I QUNTALI DI SPORCIZIA CHE LASCIANO LUNGO LE SPONDE).
LE AUTORITA’ COMPETENTI (PROVINCIE DI PERUGIA E TERNI E CORPO FORESTALE DELLO STATO) NON INTERVENGONO: OGNI TELEFONATA (DECINE AL GIORNO DA PARTE DI NOI ONESTI PESCATORI) VIENE BUTTATA. E’ CERTAMENTE PIU’ FACILE MULTARE NOI PER UNA TROTA LUNGA 21,99 MM ANZICHE’ 22,00 (COSA COMUQUE GIUSTISSIMA).

LORO DICONO DI AVERE “LE MANI LEGATE” PERCHE’ LE MULTE CHE GLI FANNO ARRIVANO IN ROMANIE E LI VENGONO STRAPPATE DALLE LORO AUTORITA’.
E NOI????... NOI CE LO PRENDIAMO IN ......O!

----omissis.....


 SE L’ ITALIANO E’ RICONOSCIUTO A LIVELLO MONDIALE PER LA SUA SOLIDARITA’ E’ ANCHE CAPACE NEL MOMENTO DI BISOGNO DI DIRE BASTA. COME HA FATTO NELLA GUERRA DI LIBERAZIONE DAI TEDESCHI.

VI ASSICURO CHE ABBIAMO TOCCATO IL FONDO DA UN PEZZO, QUI CI SCAPPA IL MORTO: ......omissis.......
E CON ME ALMENO IL RESTANTE 100% DI PESCATORI VERI.
ANCHE AL NORD ITALIA  COMBATTONO CONTRO QUESTO FENOMENO, MA  LE AUTORITA’ DANNO UNA MANO VENENDO INCONTRO ALLE PROBLEMATICHE E FACENDO ANCHE “BLITZ” CONTRO GLI ABUSIVI.

UN SABATO O UNA DOMENICA, ANCHE SOLO PER CURIOSITA’ FATEVI UN GIRO LUNGO LE SPONDE DEL TEVERE NEL TRATTO CHE DA TODI VA VERSO IL LAGO DI CORBARA (MENO DI 10 KM) E VI SCHIFERETE!

QUI DI RISPOSTE NON NE ABBIAMO MAI AVUTE E MAI LE AVREMO. POLITICAMENTE SI PENSA SOLO A FARE CASSA CON LE COOP ROSSE.

Lettera firmata


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Commenti

Marco Grimani il 19/07/13
in effetti da quel punto del tevere c'è abbastanza da sfifarsi, considera che a casemasce avevano fatto una derivazione elettrica dai cavi della corrente, che finiva in acqua, fai un po te, ovviamente le forestali di todi non rispondevano, spero che la piena si sia portata via tutto


claudio il 01/05/13
La situazione è veramente critica da un pezzo in quelle zone, io vivo a 5km da Alviano e la situazione è identica a quella descritta a Corbara poco più a monte. ho fatto segnalazioni sù segnalazioni e risultati ZERO. Poco tempo fà sull' articolo dal titolo" L'attacco al Tevere" ho raccontato la mia ultima vicenda,per farla breve avevo un posto di pesca super nascosto ma anche lì i stranieri dell'est europa hanno preso possesso portandoci materassi, damigiane di vino ,lattine di birra sparsi ovunque. oggi 1 maggio invece di andare a pescare me me stò a casa pechè e tutto pieno di stranieri da giorni ubriachi fradici


alessandro il 01/05/13
Anche se a firma di redazione, immagino che ci sia un' uomo dietro queste parole, per questo ti darò del tu, sperando di non offenderti; seguo da un po e da lontano (pianura padana.. il nord..) la situazione del centro e del Tevere in particolare. Come ben sappiamo condividiamo lo stesso problema, dopo fiumi di parole sagge e inviti alla moderazione e pacifica convivenza fatti da chi non ha mai avuto a che fare con "persone" del genere, dopo aver acquisito la consapevolezza che un pescatore non necessariamente per esserlo lo deve essere di professione e che nell' esperienza non remunerativa ha sviluppato un' etica è ormai evidente che tutto sta naufragando miseramente e alla luce dei fatti, non è più un problema che interessa solo la pesca e non dovremo pensare che una mattanza di carpe valga più di uno stile di vita che mette in pericolo noi e le nostre famiglie, dentro le nostre case o durante il nostro lavoro; era inevitabile che si arrivasse a questo punto, volendo fare un esempio, si è agito come nel Pò, dove per contrastare un predatore si è agevolato lo sviluppo di altre tipologie di predatori; risultato.. un' impoverimento graduale e ad ampio spettro di molte specie autoctone. Non si pensi sia fuori luogo quest' esempio, 10-15 anni fà quando l' economia "tirava" queste persone erano dentro le nostre fabbriche (con il plauso di chi con loro si arricchiva), adesso che le fabbriche sono chiuse queste persone sono : al bar, sulla piazza e purtroppo sulle rive dei nostri fiumi e laghi, con la loro cultura, che molto spesso è ferma, prendendo in prestito le tue parole: " a duemila anni fà"; tutto questo a scapito di chi non si sente più sicuro nell' affrontare acque libere. Il tuo è uno sfogo legittimo che condivido totalmente, solo quando si parla di "morto" o di "persone via Tevere" non mi ritrovo, come hai detto tu siamo italiani, noi queste cose non le facciamo, non ci appartengono per cultura, lasciamoli a chi si trova meglio in una gabbia piuttosto che in una tenda. Ciao.


Francesco Vozza il 30/04/13
Sono anni che si cerca di sensibilizzare, creare presupposti validi affinché le amministrazioni ci ascoltino, tutelare il nostro avversario e concederne il sacrosanto diritto di libertà, lotte, manifestazioni, giornate educative, giornate ecologiche, denuncie, esposti, progetti di rivalutazione, certificati, gestione di bacini, associazioni, club e aziende del settore. La realtà è che, seppur nobili che siano, tutti questi esempi non ci concederanno nessun diritto, se non quello di essere pescatori responsabili di se stessi. Tutto ruota intorno all'interesse, il mondo in cui pratichiamo questa disciplina ricreativa è basato su un sistema che le amministrazioni hanno preso solo da esempio: piazzole di bacini pubblici, rese private; regolamenti restrittivi e post guerra, neanche fossimo reduci di una crisi alimentare e morti di fame; tessere, tesserini, segna catture e permessi "speciali", tutto a svantaggio di ogni singolo pescatore che ha qualcosa da perdere, più che altro qualcosa da sborsare; permessi per la pesca di professione rilasciati senza alcun iter formativo o tutelativo, per pochi euro e per poche persone; bacini interamente svuotati da coloro che dovrebbero tutelarli, ma che hanno avuto la capacità di sfruttarli per usufruire dei FEP (Fondi Europei per la Pesca) che, nel 90% dei casi, vengono multati perché non gestiti dal governo italiano!! Sono anni che si ripetono sempre le stesse cose e sono anni che chi ci si sbatte per rendere questa passione evidente qualifica di qualsiasi politico se ne voglia far carico...il problema è generare interesse, e ben presto tutte le amministrazioni fiuteranno come cani da tartufo. Il GIOCO DEI POTENTI comincia dove tutto ebbe inizio. Chi ci rappresenta, ha i suoi interessi, i suoi sponsor da difendere e non può esporsi, se non per erigersi a capo di una scuola di pensiero, che altro non è che la classica lamentela italiana, dopodiché si ritorna a pesca e tutto svanisce su un articolo o su intervento mediatico. Ci vorrebbero più persone che sfruttassero le loro capacità e visibilità per dare rilievo al settore non in fiere o prodotti sponsorizzati, ma nelle aule provinciali, nelle consulte e nelle famose "stanze dei bottoni". Ma tutto questo non potrà mai avvenire, perché seppur fosse, sarebbe l'ennesimo gioco d'interesse personale!! Questa è l'Italia, tutto ciò che ne scaturisce è frutto della sua vigliaccheria, della sua ignoranza e della sua sete egoistica...


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