I Pirati del PO

Livelli critici, critici equilibri pt.1 Le morie della fauna ittica

Di Marco Falciano pubblicato il 13/11/16

Il fenomeno dell'abbassamento del livello idrico dei canali è un operazione realizzata annualmente nei territori di pianura, avviene in autunno, quando le culture terminano il loro ciclo e non hanno più bisogno d'irrigazione. I gestori degli impianti idrovori, a quel punto, "aprono le chiuse" e lasciano defluire le acque verso il mare, giustificati dal fatto che d'inverno ed in primavera, soprattutto nei territori circostanti il fiume Po, notoriamente soggetto a piene importanti, vi è rischio di allagamento. Tale pratica, apparentemente innocua e necessaria, se non rispetta il livello idrico minimo garantito (determinato dalla legge regionale in  50 cm) causa serissimi squilibri all'ecosistema acquatico, che spesso nei territori di cui parliamo si presenta già fortemente compromesso dall'inquinamento.

Il primo effetto dell'abbassamento idrico , e forse anche il più visibile e percepibile nell'immediato, è rappresentato dalle morie di fauna ittica. Il fenomeno è spesso riconducibile alle seguenti cause, o ancor più spesso è il risultato della loro commistione:

1. CALO DELL'OSSIGENO: La fauna ittica, durante i periodi di asciutta, si concentra nelle buche, o meglio dire pozze, in breve tempo consumano gran parte dell'ossigeno disciolto in acqua , vanno in sofferenza e muoiono per anossia.

2. AUMENTO DELLA CONCENTRAZIONE D'INQUINANTI NELLE ACQUE: In territori fortemente antropizzati come sono spesso quelli di pianura, ma non solo, ove purtroppo i corsi d'acqua scarsamente controllati finiscono per essere i tamponi degli scarichi urbani e industriali, l'abbassamento drastico del livello idrico causa un conseguente aumento della concentrazione d'inquinanti disciolti nelle acque, con successivo avvelenamento e morte della fauna acquatica.

3. RADICALE MUTAMENTO DEL'HABITAT: In corsi d'acqua caratterizzati da un mutamento radicale del livello idrico è molto difficile che s'instauri quel naturale ciclo biologico che lega animali e piante acquatiche e che è naturalmente presente in tutti i corsi d'acqua che mantengono invece tale livello più costante. Le zone ripariali, le aree di frega di molte specie autoctone e alloctone (tra cui il luccio che i più testardi vogliono ancora sia scomparso a causa del siluro) scompaiono.

4. PESCA ILLEGALE: Non c'è miglior periodo, se non quello dell'asciutta dei corsi d'acqua, per incentivare l'operato di bracconieri, come dei pescatori illegali più improvvisati, in tali periodi sfruttando le poche buche, le zone sotto i ponti e i sottobotte, sono in grado di pescare moltissimo pesce in breve tempo e con poca fatica. Le tecniche sono le più conosciute: lo strappo, le reti, la corrente elettrica, e spesso è capitato purtroppo di assistere anche a veri e propri avvelenamenti.

Grazie a numerosi censimenti relativi a recuperi di fauna ittica avvenuti in Provincia di Ferrara dal 2015 al 2016 che hanno coinvolto Associazioni di Volontariato, Enti di Bonifica e Università di Ferrara, è emerso un andamento pressoché costante delle catture provenienti dai corsi d'acqua minori, purtroppo quelli più spesso soggetti ad asciutte. La taglia degli esemplari recuperati è sempre medio piccola, e si concentra nelle specie di carpe, abramidi, carassi, pesce gatti; si sottolinea inoltre il basso numero di siluri recuperati in questi canali minori, capaci di ospitare centinaia di piccoli pesci in pochi metri cubi di acqua. Segnale importante che il reticolato composto da migliaia di chilometri di canali che caratterizza il nostro territorio, altro non è che la nursery dei corsi d'acqua più importanti. Il luogo dove, al riparo dai super predatori, la minutaglia riesce a crescere e proliferare, salvo poi abbandonare le basse profondità in età adulta per fiumi e canali maggiori.
Preservare queste aree, che ricordiamo non essere nella maggior parte dei casi canali di scolo di grande portata,  ma bensì corsi d'acqua minori asserviti al fabbisogno idrico delle attività agricole, ed assicurare ad esse un livello idrico minimo costante, significherebbe preservare la biodiversità dei nostri territori e garantire alle nostre acque sempre più minacciate dai fenomeni di bracconaggio una capacità rigenerativa continua, la sola che nei prossimi anni potrà tamponare le tonnellate di fauna ittica che continuano ad essere razziate dai predatori dell'Est.


FacebookTwitterGoogle+Invia per email

Collabora


Ti potrebbero interessare anche:








Inserisci un commento

(La pubblicazione è soggetta ad approvazione da parte della redazione.)