Boilies E Mix

L'infinita ricerca dell'esca perfetta

Di Attilio Buonanno pubblicato il 11/05/17

Qual è l’esca migliore per affrontare un nuovo spot?

Senza alcun dubbio l’esca migliore è quella che conosciamo meglio. Oggi il mercato offre una moltitudine di articoli che si distinguono per tipologie e fasce di prezzo. L’eccesso di prodotti tuttavia porta il pescatore ad una ricerca forsennata della boiles “perfetta”, riducendo sensibilmente il periodo di prova della singola esca, spesso utilizzata nel modo sbagliato vista la scarsa conoscenza della stessa. Questo atteggiamento nel migliore dei casi porta a catture casuali che avvengono con scarsa continuità oppure a sessioni senza catture  che portano il pescatore ad attribuire la causa alla variabile più facile da sostituire, la boiles.

Quello che caratterizza la pesca è l’impossibilità di avere certezze universalmente vere, questo in parte perché alcuni eventi sono del tutto casuali e in parte per via della mancanza di basi scientifiche in grado di approfondire le infinite variabili presenti in natura. Detto questo, quello che un bravo pescatore non può e non deve pensare è che tutto accada per caso, anche perché a quel punto sarebbe meglio vendere tutto e spendere il ricavato altrove. L’unica cosa possibile, quindi, è creare delle solide basi su cui costruire le nostre teorie mettendole in pratica in maniera consapevole durante una pescata. Una di queste basi è lo studio dell’esca, che non deve essere soltanto uno studio empirico degli ingredienti, cosa forse da lasciare ai produttori, ma una valutazione oggettiva della resa in pesca nei diversi spot, nei diversi periodi e con diversi approcci. Ma quanto tempo occorre per poter dire di “conoscere” veramente un esca?

 In primis bisogna dire che non è solo un discorso di tempo, un cofattore di estrema importanza è l’utilizzo consapevole di un esca, quindi la volontà di perdere un po’ di tempo variando approcci di pasturazione per capire come cambia la resa. Un secondo aspetto è la conoscenza dello spot di pesca, quindi la possibilità e la volontà di pescare nello stesso lago, fiume o cava per un periodo prolungato di tempo, anni, con lo scopo di capire non solo l’esca in sé ma anche la sua effettiva importanza al fine di una cattura. Infatti l’esca è solo uno dei fattori che portano a stringere una carpa tra le braccia, e in alcuni casi può non essere il più importante. Ritornando al tempo, per un buon pescatore possiamo ritenere che 2 anni sono il periodo minimo per poter iniziare a prendere consapevolezza delle caratteristiche intese come punti di forza e punti deboli di quella determinata boiles.  Una volta capito come i vari ingredienti interagiscono tra loro e con l’acqua sarà molto più semplice farlo con le altre in futuro, in un certo senso è come imparare una nuova lingua, una volta capito il meccanismo diventa molto più semplice impararne altre. Sarà utile una buona infarinatura di self made per capire quali ingredienti sono stati utilizzati nella costruzione e associare la nostra boiles alle diverse tipologie di mix: 50/50, birdfood mix, fishmeal ecc. Questa distinzione però deve permetterci solo di capire a grandi linee le differenti peculiarità di questi mix: velocità di entrata in pesca, nutritività, attrattività, digeribilità, capacità di indurre il pesce in frenesia alimentare. Ovviamente ogni mix è una storia a sè, ma questa prima distinzione ci permette a priori di stabilire teoricamente qual è il suo range di utilizzo e quindi di portarla in pesca inizialmente con l’approccio ritenuto più opportuno.

Una volta effettuate le prime sessioni inizieremo a capire come questa lavora in funzione della temperatura e della tipologia di acqua e li potremmo iniziare a cambiare i nostri approcci per valutarne la resa. Per approcci si intendono non solo differenti quantitativi, ma anche un diverso utilizzo, ad esempio in pasturazioni d’area oppure nella pesca di ricerca fatta con pasturazioni limitate attorno all’innesco o comunque in un’area limitata. A questo punto siamo a metà del nostro lavoro. L’anno seguente inizieremo ad usarla secondo i risultati precedentemente ottenuti, valutando se le informazioni ricavate hanno una certa continuità. Solitamente se i passaggi sono stati fatti bene e con pazienza ci accorgeremo che anno dopo anno alcuni eventi inizieranno a verificarsi con regolarità e quindi,  che la pesca non è solo casualità.

 Conoscere un’esca ci permetterà di acquisire fiducia in essa e quindi di eliminare una parte delle nostre insicurezze che rendono frenetica la nostra pescata. Infatti, quello che farà realmente la differenza non saranno solo gli ingredienti con cui essa è stata realizzata e le sue peculiarità intrinseche ma anche, la tranquillità con cui noi andremo ad utilizzarla che si raggiunge solo con l’esperienza e quindi con la conoscenza di essa.


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