Tecnica

L'importanza del silenzio

Di Lorenzo Luciani pubblicato il 22/04/12

All'interno di un mondo come il carpfishing, ormai saturo di teorie, strategie, tecniche ed esche, vengono spesso tralasciati molti altri aspetti importanti che andrebbero invece affrontati con maggiore attenzione; proprio in questo ambito, vorrei approfondire un argomento particolare, forse lasciato troppo in disparte, ma comunque importante ai fini del successo di un'intera sessione di pesca: il comportamento del carpista.
Sempre con maggior frequenza infatti, vedo un susseguirsi di comportamenti sbagliati lungo le rive di laghi e fiumi che, in molti casi, diventano la causa principale dell'assenza di catture.

Questi comportamenti comprendono, in gran parte, anche azioni ordinarie svolte regolarmente prima e durante una sessione, ma eseguite nel modo sbagliato perché vanno ad interrompere la quiete circostante e finiscono per compromettere l’intera sessione di pesca.
Comportamenti poco attenti e indiscreti, anche se possono sembrare del tutto innocui, sono ormai diventati chiari segnali d’allarme della nostra presenza per tutti i pesci che si trovano intorno ai nostri spot, pertanto, non dare il giusto peso ad azioni penalizzanti, è un errore che spesso si paga caro in molti ambienti, in particolare laddove c’è una forte pressione di pesca e dobbiamo curare attentamente ogni aspetto per avere successo.
Una maggiore attenzione riguardo alle nostre azioni si rivela addirittura una mossa più redditizia rispetto alla scelta dell'esca o del finale da utilizzare, spesso però, siamo noi i primi a non capirlo; troppe volte ho sentito imputare ingiustamente l'assenza di catture a diversi fattori, quando invece, i motivi, erano ben altri. E’ quindi necessario prendere coscienza che anche i nostri comportamenti vanno valutati con minore superficialità poiché dobbiamo imparare ad essere 'invisibili' agli organi sensoriali dei pesci; proprio 'l'importanza del silenzio' diventa quindi fondamentale e si rivela spesso un'arma vincolante per ottenere buoni risultati.
Anche se priva dell'udito, la carpa è comunque in grado di riuscire a percepire e riconoscere ogni rumore trasmesso in acqua attraverso le vibrazioni che possono nascere, in modo più o meno marcato, dal suono della voce, dai nostri passi o da qualsiasi altra fonte di disturbo della quiete che spesso regna nella maggior parte dei bacini. Ormai i pesci, a causa di tutti i segnali che involontariamente lanciamo, hanno imparato a riconoscerci e, di conseguenza, ad evitarci; silenzio, pazienza e invisibilità devono quindi essere le nostre armi in più e dobbiamo agire con intelligenza per cercare di non essere penalizzati dalle nostre azioni.

La prima regola quando si arriva sulla postazione di pesca riguarda il controllo delle emozioni; spesso infatti ci lasciamo trascinare dalla frenesia di montare il campo e di calare gli inneschi per entrare in pesca nel minor tempo possibile; conseguentemente finiamo sempre nel scaricare i bagagli dalle nostre auto sbattendo in continuazione le portiere, a volte parlando ad alta voce, spesso facendo una marea di baccano, anche involontariamente ma che, comunque, non passerà sicuramente inosservato da quei pesci che poco prima pascolavano indisturbati nel silenzio, magari proprio sotto i nostri piedi.

Con un comportamento più cauto fin dal primo approccio, anche se perderemo qualche minuto in più, avremo sicuramente la possibilità di entrare efficacemente in pesca in tempi più rapidi, prerogativa importante quando si effettuano sessioni veloci; spesso infatti, le prime ore di attesa scaturiscono inevitabilmente dal 'caos' che abbiamo creato al nostro arrivo.
Stesso discorso vale per il piazzamento del campo e di tutto l'occorrente necessario, dove risulta importante evitare di sbattere le borse a terra o di piantare picchetti con forti martellate che si sentono spesso echeggiare per centinai di metri e trasmettono in acqua chiari segnali della nostra presenza.
Grazie all'ausilio delle centraline per i segnalatori che ormai tutti possediamo, ovviamente quando la tipologia di pesca ce lo permette, possiamo scegliere di montare il nostro campo lontano dall'acqua, magari dietro gli argini di un canale o riparati della vegetazione di un bosco, in zone dove comunque è possibile trascorrere l'attesa nascosti e senza allarmare i pesci.
Quando peschiamo sotto riva e ci muoviamo sulle sponde, evitiamo di parlare ad alta voce poiché il suono stesso della voce, attraverso le onde sonore, trasmette vibrazioni percettibili sott'acqua. Parlando a voce bassa, oltre a non recare disturbo, avremo anche la possibilità di captare quei segnali, come piccoli salti o affiori delle carpe in superficie, che ci identificano i movimenti dei pesci e potranno aiutarci ad individuare eventuali altre zone redditizie.
Vorrei infine sottolineare che anche le vibrazioni trasmesse dai nostri passi, per quanto innocue possano sembrare, sono facilmente percettibili dai pesci e spesso rappresentano il segnale più chiaro della nostra presenza; in particolari terreni inoltre, queste vibrazione vengono anche amplificate quando arrivano in acqua e finiscono per vanificare l'intera sessione allarmando ogni pesce presente in zona; risulta pertanto importante evitare il continuo passeggio sulle sponde quando i nostri inneschi si trovano a poca distanza da noi.
Prestando maggiore attenzione alle nostre azioni, quindi, avremo molte chance di fare qualche cattura in più soprattutto in quelle fasce orarie divenute meno redditizie, proprio a causa dei nostri comportamenti  indiscreti che vanno a interrompere il silenzio e la quiete che spesso regna in ogni ambiente prima del nostro arrivo.


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Commenti

franco gallani il 23/04/12
Condivido in toto tutto ciò che dici nel tuo articolo.Credo che un carpista evoluto debba tenere presente tutte le indicazioni che tu descrivi in maniera efficace. In più , oltre ad essere un comportamento che può facilitare la cattura è da considerarsi EDUCATO sia per gli altri angler presenti , sia per l'ambiente stesso: ricordiamoci che esistono altre specie viventi che risiedono lungo le rive in cui peschiamo: ad esempio fagiani lepri ecc ecc. IL modo più idoneo per affrontare una sissione di pesca è quello di "gustarsi la compagnia della natura"aspettando il suono dell'avvisatore (rigorosamente tenuto al minimo!), magari in compagnia di un buon libro!


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