News

Lettera aperta al'On.Piastra (LN)

Di Fabrizio Fusi pubblicato il 26/10/18

 Lettera all'On. Piastra. Lega Nord Buongiorno On. Piastra.

Le scrivo la presente a seguito del suo e mio intervento, riguardo il bracconaggio ittico, sulle frequenze di radio Padania. Di questo ringrazio radio Padania e l’amico Giulio Cainarca sempre squisitamente disponibile e grande professionista della comunicazione nel dare spazio e forza a realtà e voci che ahimè stentano ad emergere in altre sedi.

Le scrivo per esporle alcuni miei pensieri riguardo il problema di cui si è parlato e che non ho potuto per limiti di tempo poterle esprimere. Non voglio dilungarmi sulla descrizione del problema, che credo sia abbastanza conosciuto anche a livello politico. Quasi Inutile ripetere che abbiamo di fronte vere e proprie bande criminali che attraverso metodi militari e mafiosi si spartiscono e gestiscono interi areali delle nostre terre. Vere e proprie enclave straniere su suolo italiano.

Il problema è ad oggi estremamente grave, anche alla luce dei legami internazionali che sono ed emergono tra i clan operanti i Italia e altri operanti in altre nazioni europee come la Spagna, nazione questa messa in ginocchio da questi criminali. L’Italia segue purtroppo a ruota. Oggi il problema ha raggiunto livelli di estremo pericolo sotto il punto di vista ecologico, sociale e della sicurezza dei cittadini. Un problema di cui il ministero degli interni si deve fare carico il prima possibile.

Gli sforzi messi in campo per arginare il bracconaggio ittico , straordinari specialmente riguardo i tanti volontari, che rischiano in prima persona, hanno portato sicuramente a dei risultati. Risultati che comunque si scontrano con una burocrazia e norme giuridiche che assomigliano ad un labirinto e non riescono che a scalfire superficialmente le organizzazioni in oggetto. Il problema va estirpato dalle nostre terre. Qui è necessaria la volontà politica di farlo cosi come la volontà politica di mettere in campo in modo massivo le forze armate. E’ necessario l’intervento dell’esercito. Abbiamo eccellenze riconosciute a livello internazionale in questo settore. E non ci si venga a dire che questo non è possibile. Volere è potere ! D’altro canto in Romania, da dove provengono questi galantuomini, che molte nostre amministrazioni hanno, tra l’atro, accolto a braccia aperte ( siamo veramente un paese miope) hanno messo in campo proprio l’esercito per piegarli e falli sparire dalle loro terre. Adesso siamo noi ad ospitarli……e a pagare per l’incompetenza, la miopia e forse l’interesse personale di certi soggetti “ nostrani”.

Dicevo: paese miope. Forse sarebbe più giusto dire cieco!

Cieco di fronte all’immenso patrimonio fatto di fiumi, laghi, torrenti, invasi artificiali per non parlare di migliaia di km di coste bagnate un tempo dai mari più belli del mondo. Un paese cieco di fronte alle enormi potenzialità turistico economiche di queste meraviglie. Ed io che sto cercando di costruirci sopra un lavoro, mio, piccolo, a misura d’uomo, mi mangio le mani per non dire altro nel vedere tutto questo ben di Dio andare letteralmente a rotoli. Veramente viviamo in un paese cieco.

Perché abbiamo delegato per decine di anni, ciechi, la nostra esistenza a soggetti altrettanto ciechi. Senza alcuna VISIONE della società e dell’ambiente che ci circonda. Posso farle migliaia di esempi. Mi limito ad alcuni. Laghi di Mantova : potrebbero diventare una se non la capitale del BASS FISHING in Europa. Siete mai saliti in barca in questo luogo ? Lascia senza fiato per quanto è maestoso e magnifico. Ma oggi di persici trota è rimasto solo il ricordo.

Andate a parlare con il mio amico Gabriele, che fa il barcaiolo professionista nel parco del Mincio, che conosce come le sue tasche.

Quando era un bambino prendevano centinaia e centinaia di persici trota. Adesso li vedono solo nelle foto di trenta/ quaranta anni fa. In compenso sono pieni di regolamenti, leggi e divieti di ogni tipo. Senza contare discariche e rifiuti . Nel frattempo la qualità dell’acqua peggiora sempre più e i fiori di loto stanno definitivamente soffocando i laghi di Mantova. Mancano i fondi per provvedere allo sfalcio annuale……. Provate ad avere una visione di quello che potrebbe essere: barche da pesca al traino da tutta Europa, alberghi, agriturismi, licenze, guide di pesca, negozi, assistenza nautica, turismo.

E su tutto LAVORO ! VERO e non fasullo e costruito sul nulla! Mi posso ripetere con i laghi della mia amata Brianza. E quelli siciliani, sardi o calabresi. E le gemme meravigliose di Campotosto, Salto, Turano, Scandarello, Bilancino, Corbara, Brugneto, Netro, Osiglia, Brasimone ,Suviana, Adda, Ticino e l’elenco sarebbe ancora lunghissimo…………. Provate ad immaginare come e cosa potrebbero essere. Dimenticavo il fiume PO e il suo maestoso delta. Ma essendo un fiumiciattolo passa quasi inosservato………..anche se ha sfamato una intera generazione di italiani che vivevano sulle sue sponde ……… Non agli stranieri, tedeschi austriaci e francesi che sulle sue sponde hanno aperto campi pesca, “alla faccia nostra” e hanno fatturato con le “nostre risorse naturali” ( che per noi sono un problema !).

Ovviamente fatturati che non hanno “stazionato a lungo “ in Italia. Ma si sa noi siamo per l’accoglienza diffusa…. E per sputare nel piatto ove mangiamo…..

Mai pensato di “sfanculare”, mi passi il termine, il concetto di “alloctonia” insieme ai suoi adepti e di studiare seriamente l’introduzione di specie ittiche sportive per eccellenza in alcune di queste acque?

E se introducessimo lo SMALL MOUTH e il MUSKELLUNGE in alcune di queste acque ? E se queste specie si acclimatassero e si riproducessero in alcune di queste acque ?

Rimando a sopra la visione che se ne avrebbe. Se vuole una riprova di ciò che dico faccia un giretto sul Cave Run lake in Kentuky o sulla Green Bay sul lago Michigan tanto per indicare dei luoghi. Stati Uniti ovviamente.

Da questo punto di vista loro sono su Marte noi fermi all’età della pietra…… Aggiungo di più. Mai pensato di “collegare” le nostre risorse acquee? Costruire un network ove esse siano controllate e gestite ? Se volete un esempio prendete l’aereo e andate ancora negli USA. Andate a vedere come lavora il DNR. Anche qui biologi, naturalisti, guardie forestali, uffici e impiegati. Tutela e controllo del territorio. Depurazione delle acque. Gestione delle risorse agricole e tecniche di coltivazione e irrigazione.

Stretta e soppressione di pesticidi e veleni chimici in agricoltura. Però mentre Le scrivo questi pensieri, rammento a me stesso che vivo in Lombardia. Regione che detiene il triste primato italiano e tra i primi posti in Europa, di consumo di suolo giornaliero (un’area verde pari a Piazza Navona sparisce per far posto a parcheggi o centri commerciali od altro). Regione impestata di veleni (siamo la terra dei fuochi del nord). Basta farsi un giro nel bresciano o nel pavese. Falde acquifere piene di glifosati e atrazine bandite sulla carta trenta anni fa. Lo sconforto e l’angoscia mi assalgono……..Quanto lavoro abbiamo da fare!.

SE CI FOSSE LA VOLONTA’ POLITICA DI CAMBIARE RADICALMENTE DIREZIONE! E SE SEGUISSE A CIO’ UNA SERIE DI AZIONI CONCRETE IN QUESTO!. Insomma ancora LAVORO. Maledetto e schifoso LAVORO. Di cui la nostra sciagurata nazione ha bisogno. Le ricordo che purtroppo in questo paese quello che E’RISORSA viene per immensa e colpevole ignoranza considerato un problema. Vuole un esempio : siluri nel Po e cinghiali oramai diffusi dappertutto. Ripeto: RISORSE che diventano solo PROBLEMI ED EMERGENZE. Fermo restando che lo stato attuale delle cose rende i miei pensieri pura utopia. La follia di COSTITUZIONALIZZARE IL PAREGGIO DI BILANCIO E LA PERDITA DI SOVRANITA’ MONETARIA, scelte P O L I T I C H E volute ed imposte criminalmente, costituiscono le fondamenta di questa utopia. Cosa potremmo essere…… Basta guardare quello che siamo stati…….

E ancora rimando alla visione di prima. Se vogliamo veramente diventare un paese moderno e padrone a casa propria e staccarci dal medioevo piscatorio e non in cui siamo immersi, dobbiamo essere visionari. Ed essere anche capaci di ascoltare chi vive e comprende il linguaggio della terra. Mi creda che abbiamo persone capaci di questo in Italia.

E si trovano più spesso sulla riva di un lago o di un fiume che in un ufficio o in università. Direi che questa nostra terra ha già dato molto in termini di profeti e salvatori delle risorse idriche e ittiche nazionali. I risultati parlano da se. Ma come dicevo all’inizio è una questione politica. E alle sue interazioni lobbistiche.

Credo non ci voglia un genio per capire di cosa si parli. Tutto ruota attorno ad essa. Essa decide il bene e il male per una nazione. Spero che questa volta ascolti e decida per il bene. Lavorate con i pescatori sportivi , con gli operatori del settore.

Ascoltateci e formulate proposte concrete insieme a noi. E’ l’ultima possibilità, tra non molto sarà troppo tardi… Fabrizio Fusi www.fishingpadania.it


FacebookTwitterGoogle+Invia per email

Collabora


Ti potrebbero interessare anche:








Inserisci un commento

(La pubblicazione è soggetta ad approvazione da parte della redazione.)