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Legge Regionale- Facciamo chiarezza

Di Roberto Ripamonti pubblicato il 23/07/14

Il regolamento regionale che tra le altre voci inserisce anche la carpa tra le specie non autoctone NON è stato approvato poiché non sussitono le condizioni per farlo.

Lo Statuto Regionale ER prevede infatti che la definitiva approvazione della Giunta regionale debba prima essere sottoposta alla Commissione Consiliare e quindi alla Assemblea Legislativa Regionale per ottenere un parere di conformità alla legge regionale.
Nella giornata di domani è prevedibile che il Governatore Errani si dimetta  a seguito dei noti fatti che lo riguardano e da cui si deve difendere per cui, automaticamente decadono la Giunta,le Commissioni e l'Assemblea legislativa.

Da quel moment si potrà operare solo sulla gestione ordinaria.
Rimane evidente che il testo uscito dalla Commissione Ittica rimane valido nei contenuti quinid NON è possibile cantare vittoria in alcun modo.

La carpa, erroneamente o meno, è inserita tra le specie non autoctone e sarà assolutamente necessario lavorare prima che si ricreino le condizioni per convalidare e rendere operativo qusto regolamento che troberebbe comunque una forte opposizione per via delle sentenze della Corte Costituzionale sulla legittimità della classificazione operata da una Regione.


Possiamo dire che il solo "caso" ha reso possibile questo temporaneo stop di un iter che avrebbe avuto effetti perversi sulla pesca ricreativa inducendo molti ad una sorta di obiezione di coscieenza con il rischio, inaccettabile, di sanzioni.

Perché è chiaro che il mondo el carpfishing avrebbe regaito rifiutando la soppressione delle catture anche a rischio di multe che, in un quadro di bracconaggio industriale sarebbero apparse quantomeno ridicole.

Detto questo mi auguro vivamente che torni la ragione da parte di tutti, che gli incendiario vengano messi da parte definitivamente e che la pesca sportiva intesa come comunità di persone attorno ad una passione, dimostri il senso di civiltà che giustamente pretende.

Come diceva una delle persona ingiustamente coinvolte in questa vicenda; ora è il momento di riunire gli Stati generali della pesca (io lo chiamavo Direttorio 12 anni fa...) e modificare il mostro per creare un regolamento che non penalizzi e non faccia saltare equilibri che devono essere mantenuto tra le varie fazioni.

Ora tocca alla pesca far sentire le proprie ragioni, il resto è solo propaganda.


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Commenti

Clivio Laura il 01/08/14
Nessun Ente pubblico o privato che sia può permettersi di andare contro la Corte Costituzionale, perciò dato he nella sentenza n°30 del 2009 si é pronunciata in materia, direi che abbiamo in mano il Jolly.


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