Tutorial

Leadcore e dintorni

Di Sergio Ceccarelli pubblicato il 06/07/14


Parleremo, in queste poche righe, espressamente dell’ultimo metro della nostra lenza, che insieme al terminale vero e proprio è parte fondamentale e contribuirà attivamente, al buon esito del nostro combattimento e alla buona presentazione sul fondale del nostro innesco. 

Duplice incombenza, demandata a questo importantissimo componente della nostra macchina da guerra, cosa che a volte viene a torto sottovalutato o al quale non viene dato il giusto “peso”. Ho messo tra virgolette il “peso” proprio perché parleremo del classico “lead core”, ovvero una guaina che potrà essere realizzata in nailon o treccia avente al suo interno un “nucleo in piombo”, peculiarità questa, che consentirà alla stessa di fornirci almeno due importantissime prerogative; la prima sarà quella relativa alla resistenza allo sfregamento, infatti questi prodotti normalmente sono realizzati con materiali molto resistenti alle abrasioni e avranno una tenuta minima di almeno 45lb per arrivare anche a 60lb, per cui potranno essere utilizzati in massima sicurezza anche pescando in luoghi molto ricchi di pericolosi ostacoli sommersi, quali legnaie o formazioni rocciose.

La seconda importante caratteristica del lead core sarà quella di adagiarsi perfettamente su qualsiasi tipo di fondale, appunto perché al suo interno è presente un anima in piombo, a tutto vantaggio del mimetismo, sinonimo di una perfetta presentazione del nostro inganno. Vi è anche un altro aspetto tecnico su cui il lead core ci viene in aiuto, ovvero la sua intrinseca funzione definita dagli anglosassoni anti-tangle, per noi italiani anti groviglio, e già, perché per sua struttura costruttiva rimarrà sempre più rigido rispetto al terminale e alla lenza madre, per cui anche sui lanci più spinti o addirittura su quelli errati, le possibilità di groviglio sono ridotte veramente allo zero.

Analizzati dunque gli aspetti tecnici di questo prodotto, andremo a vedere aiutati dalle sequenze fotografiche come preparare in maniera semplice ed efficace i nostri lead core così da averne sempre pronti in pesca. Per la realizzazione avremo bisogno di: Lead core, di marca, colore e libraggio che preferiremo utilizzare, anche se sarà sempre conveniente aumentare il libraggio pescando in spot molto ricchi di ostacoli, altrimenti quello più utilizzato e tuttofare solitamente è il 45lb, un ago da lead core solitamente incluso nella confezione al momento dell’acquisto, e comunque si potranno acquistare anche separatamente (vi consiglio di acquistarne alcuni di riserva, in quanto questi aghi solitamente sono molto esili ed è facile romperli, e dopo…niente ago…niente lead core..!!!), un paio di forbici e della colla cianoacrilica concludono la nostra carrellata di prodotti necessari alla realizzazione del lead core (foto 1). Come potete vedere dalla sequenza fotografica, la prima operazione da fare sarà quella di prelevare dalla confezione un pezzo di lead core, io normalmente uso realizzarli di una lunghezza di un metro circa, ma andranno bene anche leggermente più corti o più lunghi. Molto semplicemente tireremo fuori il “cuore” del lead core (non sono operazioni chirurgiche ovviamente..!!! Ma assolutamente alla portata di tutti..!!) e ne asporteremo una ventina di centimetri circa così da rendere “vuota” e “morbida” la parte che interesserà la nostra operazione (foto 2 e 3). A questo punto infileremo il nostro ago (foto 5) nel punto preciso compreso tra la parte vuota e quella ancora piena del nostro lead core, lo faremo scorrere per 7-8cm all’interno della parte di lead core vuota (foto 6) e lo faremo fuoriuscire forando la guaina del nostro lead core (foto 7). Abbiamo ora la punta del nostro ago all’esterno del lead core, apriremo il gancetto ivi presente per posizionare sulla punta dell’ago, mi raccomando senza forarla, l’ultimo centimetro della parte morbida del lead core (foto 8), richiuderemo il gancetto per non far riuscire il tutto e aiutandoci “esclusivamente” con le dita, faremo arretrare il nostro ago che tirerà con se l’estremità morbida di lead core fino a che ripercorrendo a ritroso il passaggio fatto in precedenza (foto 9-10-11-12), e andremo a far fuoriuscire il tutto dal foro in cui avevamo fatto entrare l’ago ad inizio operazione (foto 13). Ribadisco che per eseguire questa semplice operazione, sarà sufficiente operare con le sole dita, e mi raccomando di non “inumidire” con saliva o con quello che vi passerà per la mente il lead core pensando di aumentarne la scorrevolezza, perché otterrete esattamente l’effetto contrario, motivo per cui in molti lamentano difficoltà in questa operazione, addirittura con dita indolenzite o aghi rotti, e che invece se eseguita come sopra descritto è veramente di una semplicità disarmante.  Ci troveremo con un piccolo spezzone di guaina di lead core all’esterno del foro di ingresso, basterà tirare il capo libero, ovviamente, del loop che si è appena creato, facendo rientrare il materiale in eccesso fino a portarlo a filo della guaina principale (foto 14). Mi permetto di darvi un piccolo consiglio, giunti a questo step, eseguite le stesse operazioni dalla parte opposta facendo un'unica attenzione, una volta asportata l’anima in piombo dalla parte opposta, fate ben attenzione a far scorrere delicatamente quella rimasta all’interno, fino a farla arrivare a battuta con la doppiatura della guaina lead core che abbiamo creato in precedenza, questo per non lasciare fastidiosi e antiestetici spazi vuoti, e quindi morbidi, all’interno della guaina del lead core stesso, vi assicuro che è molto più facile farlo che spiegarlo. Una volta che da entrambi i capi del lead core avremo i nostri loop, per aumentare resistenza e sicurezza, non dovremo far altro se non aggiungere una goccia di colla cianoacrilica su una porzione di circa un centimetro, relativa al punto utilizzato per far entrare nella fase iniziale l’ago da lead core, e il gioco è fatto (foto 15-16-17-18-19). Passiamo ora ai “Dintorni…”, come dice il titolo del tutorial, si, ho pensato di abbinare alla realizzazione del lead core un argomento direttamente correlato a questo, ovvero “l’anello” di giunzione che utilizzeremo tra il lead core e il nostro terminale, analizzando vari tipi di swivel (girelle) presenti sul mercato, cercando di essere utile nella scelta di questo piccolo ma fondamentale componente, sia a chi si è appena avvicinato al nostro mondo e sia, perché no, a chi è già veterano ormai da anni ma è alla continua ricerca della soluzione ideale o perfetta e non l’abbia ancora trovata. Di girelle, girelle con moschettoni, solo moschettoni, girelle con sganci rapidi (quick change) e chi più ne ha più ne metta, i cataloghi di tutti i rivenditori ne sono assolutamente pieni, ma una cosa vorrei rammentare a tutti, a volte, a torto non ci soffermiamo a pensare che questo componente specialmente nelle fasi di combattimento è chiamato a svolgere un ruolo assolutamente chiave ed estremamente gravoso, in quanto si troverà al centro tra il lead core (per chi lo userà), lo shock leader e il nostro terminale, per cui sarà sottoposto ad uno stress meccanico veramente elevatissimo, dato anche dal fatto che, proprio per natura costruttiva stiamo parlando di un componente estremamente rigido, ne conseguirà che se non di ottima qualità e integrità potrebbe tranquillamente abbandonarci proprio nel momento del bisogno, proprio quando dall’altro capo della nostra lenza avremo la big dei nostri sogni…!! Ed allora si che saranno pianti e rimpianti amari, pensare che per non aver acquistato di qualità o controllato “quell’insignificante” dettaglio sono stati proprio i nostri sogni a spezzarsi inesorabilmente. Non so a chi di voi sia mai successo, ma posso assicurarvi di aver visto girelle e moschettoni cedere per lo “sforzo”, o ancora peggio perché non erano “mai state sostituite o controllate”, per cui riflettete su questo punto, oltre ai mega pod, alle lussuosissime tende, alla stilosa buffetteria, di tanto in tanto una bella occhiatina a questo “inutile accessorio da pochi centesimi”…sarebbe meglio darcela!! O no? Quanti di noi controllano regolarmente il buono stato di girelle e moschettoni? Presenza di ruggine? Strane piegature o difetti? Tenuta? Meditate gente!! Mediate!! Dormirete sonni tranquilli e non avrete notti insonni con incubi ricorrenti causati da una big che se ne va in giro con il Vostro terminale in bocca, con tanto di pezzettino di girella integrato….!!!! E’ ovvio che sto estremizzando, ma vi assicuro che è un argomento su cui riflettere veramente per non avere brutte sorprese. Personalmente sono solito controllare le mie swivel gizmo in ogni pescata, per poi sostituirle ogni 4 o 5 al massimo….prevenire è meglio che curare..!!! Dopo avervi tediato con questo argomento vediamo le tipologie di girelle e moschettoni maggiormente utilizzati nel carpfishing cercando di scoprirne, per quanto possibile pregi e difetti (foto 20). Partiremo dal modello più in alto alla vostra sinistra, per poi continuare la nostra carrellata girando in senso orario fino ad arrivare a quelle poste al centro della nostra boilies cartacea. La numero 1 è la mia preferita, ovvero la Carp’r’us swivel gizmo misura 8, costruzione eccellente, sicurezza e semplicità di utilizzo ne fanno un vero e proprio must, la particolare conformazione della parte ove passerà e sarà posizionato il loop del nostro rig, garantisce e scongiura in ogni caso la fuoriuscita accidentale o durante qualsiasi combattimento da parte di quest’ultimo che sarà ulteriormente coperto da un anti tangle sleeves (conetto in gomma) (vedasi foto dalla 21 alla 27). Questa girella è di misura 8 per cui si andrà ad incastrare perfettamente in tutti i piombi in line e in tutti i safety clip presenti in commercio. Da segnalare inoltre l’estrema rapidità e semplicità con cui mediante questa girella potremo sostituire i nostri terminali, a tutto vantaggio di velocità e relax in pesca. La numero 2  è la vecchia classica girella numero 8, quella che fin dagli albori ha sempre trovato posto nella nostra cassetta della minuteria, ce ne sono di veramente ottime e sicure, ma le ritengo scomodissime nel caso in cui dovessimo sostituire un terminale costringendoci a laboriose operazioni (foto 28). La numero 3 è l’evoluzione della classica girella, alla quale è stato aggiunto un ulteriore anellino chiuso mediante saldatura, anche qui ne esistono di ben fatte e sicure ma aimè soffre pur sempre del problema della sua antenata, troppo macchinosa, la semplice operazione di sostituire un rig (foto 29). Il numero 4 è un ring link, utilizzato da molti appassionati in abbinamento alle classiche girelle, così da far acquisire alle stesse uno sgancio rapido, di ottima fattezza e tenuta, ma perché complicarci la vita quando ci sono prodotti già intelligentemente realizzati a misura di carpista “svogliato e rilassato”? Comunque funzionale, sicura e buona idea…(foto 30)
La numero 5 è la quick change di Fox misura 8, anche questa ottimamente realizzata e dotata di sgancio rapido del rig, da agganciare tramite loop e rivestire obbligatoriamente con conetto in gomma in questo caso, visto che il sistema di sgancio rapido risulta dritto e piatto, per cui non sarà “impossibile” ed “infondata” la possibilità di vedere il nostro terminale sganciarsi accidentalmente, come per altro lamentato da colleghi carpisti. Spezzando una lancia in favore, devo dire che utilizzando per anni questo prodotto, prima dell’avvento delle Carp’r’us Gizmo, non ho mai avuto problemi di sorta, sia per quanto riguarda la qualità che per quanto riguarda l’affidabilità…fortuna?? “ai posteri l’ardua sentenza (foto dalla 31 alla 34)”. La numero 6 non è di certo una novità nel mondo della pesca sportiva, di ottima fattezza e sicurezza, dotata di sgancio rapido con ulteriore sicura composta da anellino in acciaio, ma purtroppo non è di facile reperibilità nella misura 8 ovvero la standard utilizzata nel carpfishing per cui è da sempre un prodotto a torto non molto tenuto in considerazione, ma chissà, se un giorno per merito di qualche casa costruttrice coraggiosa, potrebbe di nuovo tornare alla ribalta, aiutando e rassicurando molti di noi..!! Già così concepita infonde una certa sicurezza, se poi aggiungessimo un conetto in gomma penso proprio che ci troveremo di fronte al connubio perfetto. A questo punto ognuno di voi si sarà fatto la propria idea su quale di queste soluzioni applicare, per cui spero di aver fugato qualche dubbio o perplessità o quantomeno di aver fatto scattare in voi la voglia di provare strade nuove….controllando e manutenzionando sempre attentamente però le vecchie..!!! In queste ultime sequenze fotografiche potete vedere come i vari tipi di girelle vengono connesse al lead core, al terminale e come avviene il bloccaggio all’interno delle sedi dei piombi inline o del safety clip.
In bocca alla big a tutti…!!!
        
        Sergio Ceccarelli
Carp’r’us & Imperial Fishing
            Team Italia


FacebookTwitterGoogle+Invia per email

Collabora


Ti potrebbero interessare anche:








Inserisci un commento

(La pubblicazione è soggetta ad approvazione da parte della redazione.)