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Le storture di un Paese (poco) normale.

Di Roberto Ripamonti pubblicato il 18/11/16

Siamo sottoposti ad un bracconaggio crescente che dal Nord Est è chiaramente sceso verso il Centro Sud colpendo acque come Canterno, Isola Liri, i laghi vulcanici (da confermare) e i due grandi laghi / sbarramento come Salto e Turano.

Il Tevere è già bracconato da tempo e i frutti si vedono sui banconi dei mercati che mostrano pesca, carpe e siluri a tranci oltre alle solite carpe che ancora boccheggiano.

Siamo stati capaci di festeggiare una leggiucola che è una zolletta di zucchero per i criminali e non abbiamo ancora capito che per questa melma umana servono azioni di na durezza esemplare. D’altra parte le nostre forze dell’Ordine spesso hanno come avversario principale proprio i giudici che liberano persone colte sul fatto , in base a cavilli che sono difficili da capire ed accettare.

Non abbiamo alcuna forza politica fatta eccezione per qualche iniziativa sporadica e strumentale a cercare di mettersi in evidenza e fare proselitismo ma, tranne pochissimi, nessuno fa nulla. Questo è una dato di fatto assumendomi la responsabilità di essere tra questi ultimi perché sono solo in gradi di scrivere e denunciare ma, non molto oltre.

Diciamo anche che il mondo della pesca sembra essere quasi completamente avulso dal problema che tocca “altri” e questo avviene nelle acque interne così come, in mare. Qui poi la situazione è tragicomica con una manifestazione propria oggi a Catania dei pescatori professionali che si lamentano delle quote tonno e spada proprio all’indomani di un ennesimo sequestro di pesci sotto misura regolarmente mostrati sui banconi dei mercati.

Ma di cosa stiamo parlando???

Ora viene fuori il ragionamento che lo Stato deve anche pagare lo smaltimento dei esci sequestrati e questo è un costo accessorio che sembra qui ridicolo rispetto al fatto che i bracconieri praticamente se ne fregano delle sanzioni esistenti.

Dove vogliamo andare? Siano pur sempre il Paese che ha accettato le idee di chi ha promosso la distruzione degli alloctoni in base a normative europee che sono state travisate (qualcuno ricorda la bellissima conferenza di Laura Pisano al carp Italy 2016????) e utilizzate a proprio uso e consumo.

Leggevo un eccellente editoriale di Riccardo Galigani, uno dei grandi della pesca nazionale ed una delle poche menti lucide e da ascoltare sempre con attenzione. Riccardo parlava di fare come gli inglesi verso Unione Europea (Brexit) e comunicare a pensare che se vogliamo salvare qualche cosa e mandare finalmente dove meritano i plaudenti delle distruzioni di pesce, dobbiamo fare una sorta di “FishExit” fregandocene altamente delle cialtronerie che vengono da Bruxelles.

Che sia questa una strada giusta. Io penso di si e forse l’unica che possa aiutare il nostro (poco) normale Paese!


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