Tecnica

Le dighe -parte 3

Di Lorenzo Luciani pubblicato il 22/10/12

Dopo aver affrontato l'argomento relativo alla zona dell’immissario, arriva ora il momento di migrare più a valle, nelle aree ritenute per eccellenza più affascinanti ed interessanti delle grandi dighe: le anse.

All'interno di un invaso possiamo trovarne diverse, ognuna con differenti peculiarità, ma tutte con una importante caratteristica in comune, sono infatti gli ambienti ideali per lo stazionamento dei pesci durante l'arco dell'anno. E' comunque necessario distinguere dal principio due tipologie di anse, alcune sono solo piccole insenature lunghe poche centinaia di metri, ideali per intercettare i pesci di passaggio lungo corpo principale del lago, mentre altre, quelle che prenderemo in esame, possono raggiungere notevoli dimensioni e hanno permesso la creazione di ambienti particolari all'interno del bacino stesso tanto da essere frequentate abitudinariamente dai pesci per lunghi periodi.

La conformazione morfologica di una grande ansa rende infatti meno incisive le sollecitazioni climatiche a cui è sottoposto l'intero invaso durante le varie stagioni; in queste aree le sponde sono spesso caratterizzate da una graduale buona pendenza che, apparentemente, contiene  l'oscillazione del livello idrico e, di conseguenza, mantiene la temperatura stessa dell'acqua più costante rispetto alle altre aree. Il fondale raggiunge spesso punti di poco inferiori alle zone più profonde del lago, aree fangose si alternano ad aree ghiaiose; sotto la superficie, inoltre, si nascondono molti ostacoli interessanti come legnaie, grandi rocce, frane e vecchi ruderi. L'insieme di queste peculiarità rende le anse ambienti ricchi di alimento naturale, complete sotto ogni aspetto e, pertanto, ideali per lo stazionamento dei pesci.

In molti bacini alcune carpe vengono catturate più volte, anche a distanza di tempo, solo all'interno della stessa ansa, segno che la vita in questi aree ha raggiunto un equilibrio talmente stabile che i pesci, ma anche altre forme animali, difficilmente si allontanano. Tuttavia affrontare con successo questa tipologia di ambienti non è semplice, ma risulta necessario individuare le zone più redditizie adattando le nostre strategie col trascorrere delle stagioni.

L'AZIONE DI PESCA NELLE VARIE STAGIONI

 In primavera, quando l'invaso è al suo massimo livello, la vegetazione terrestre presente sulle sponde verrà parzialmente o totalmente coperta dell'acqua trasformando l'ansa in un ambiente apparentemente simile alla prima area dell'invaso trattata in precedenza (la zona dell'immissario). Non sarà raro, in questa situazione, incontrare pesci che trascorreranno il periodo di frega all'interno dell'ansa, pertanto, con i primi raggi di sole, le nostre attenzioni dovranno essere concentrate nelle zone con bassa profondità del fondale, in prossimità della vegetazione, ma in profondità che non scendono oltre i 4/5 metri.Lentamente con l'arrivo dell'estate e il conseguente aumento della temperatura dell'acqua, i pesci migreranno in altre aree dell'insenatura; arriverà quindi il momento di variare la nostra strategia. L'azione di pesca diventa ora più impegnativa e occorre tenere in considerazione diversi spot che potranno rivelarsi redditizi. Le carpe tenderanno comunque a scendere in profondità durante il giorno, per muoversi in acqua bassa negli orari notturni. La presenza di legnaie sommerse, anche in profondità, permetterà ai pesci di trovare rifugio e alimento costante nel periodo estivo; intorno alle legnaie il fondale sarà sicuramente fangoso e le carpe lo frequenteranno alla ricerca di alimenti come cozze e altri invertebrati; anche le grandi pareti rocciose che scendono verticali verso il fondo sono ottimi punti dove intercettare il passaggio dei pesci poiché sono spesso abitate da grandi famiglie di crostacei, come gamberi e granchi, parte integrante della dieta delle carpe nei bacini artificiali. Inoltre, sempre all'interno delle anse, sono in genere presenti piccoli immissari che rinfrescano ed ossigenano l'acqua nell'area immediatamente circostante alla loro foce e che, durante e dopo i temporali estivi, tendono ad aumentare le propria massa trascinando con se insetti e altri alimenti, assai graditi ai pesci, che non faranno a meno di frequentare costantemente anche queste zone.

Con l'arrivo dell'autunno le carpe aumenteranno la loro frenesia alimentare e inizieranno a muoversi con maggior voracità alla ricerca di cibo in vista dell'inverno. Ora, oltre agli spot individuati in estate, si aggiungono altre zone molto interessanti: l'ingresso delle anse, ossia la porzione delle sponde che crea l'angolo con il corpo del lago. Questi spot, specialmente in autunno, saranno oggetto di un continuo passaggio di pesce che entra ed esce dell'ansa alla ricerca di alimento ed è proprio in queste zone in cui possiamo concentrate le nostre risorse nella stagione autunnale.

Infine, con l'arrivo dell'inverno molte carpe stazioneranno all'interno dell'ansa in attesa della primavera; la conformazione stessa delle sponde infatti mantiene le anse riparate dei freddi venti invernali e, unita alla profondità del fondale, permette alla temperatura dell'acqua di subire minori oscillazioni rispetto ad altre aree del bacino, mantenendosi più temperata e costante. Andremo quindi a cercare i pesci in profondità, nei pressi degli ostacoli sommersi nelle zone più profonde o ai piedi delle pareti rocciose, fino a spingerci anche sui 18/20 metri; le stesse pareti rocciose, quando riparate dal vento, durante le giornate soleggiate, saranno in grado di assorbire calore che trasmetteranno poi in acqua e saranno sicuramente frequentate dai pesci nello ore diurne.

ESCHE E PASTURAZIONE

Le carpe che stazionano all'interno delle anse hanno adottato comportamenti abitudinari e, spesso, sono proprio i pesci più anziani del lago, non sarà pertanto semplice convincerli a cadere sulle nostre esche. Quando possibile, è quindi importante organizzare un periodo di pasturazione preventiva, per almeno un paio di mesi, al fine di condizionare i diffidenti pesci che frequentano queste aree a fidarsi delle nostre esche.

La pasturazione sarà selettiva e ci concentreremo sull'utilizzo di esche di diametro non inferiore ai 20/22mm in cui, in questo caso, dovremo tralasciarne l'aspetto attrattivo a discapito del più redditizio aspetto nutritivo. L' esca dovrà essere nutriente, ben bilanciata nei componenti e ideale per integrare la dieta delle carpe presenti in quella determinata zona; di conseguenza, un’ottima digeribilità dovrà necessariamente essere una delle peculiarità fondamentali per le nostre esche. Possiamo, pertanto, anche evitare di inserire nell'esca alcune componenti, come aromi e vari attrattori superflui, che potrebbero appesantire la boile; sarà sufficiente concentrarci maggiormente sulle scelta delle farine in base alle loro peculiarità proteiche, al fine di creare un'a boile semplice, nutriente e digeribile, ma assai redditizia nel lungo periodo, prerogativa importante per ingannare i diffidenti pesci di taglia che abitano le anse. Mentre, se scegliamo esche alternative, anche l'uso di tiger nuts,  tanto amate della carpe nei bacini artificiali, potrà rivelarsi una scelta vincente nel lungo, ma anche nel breve periodo.Se invece non abbiamo la possibilità pasturare preventivamente la zona, occorrerà variare la scelta delle esche in base alla stagione; certo, non sarà semplice riuscire ad ingannare facilmente i pesci di taglia, ma con qualche accorgimento in più e un po' di fortuna avremo sicuramente buone chance di ottenere risultati soddisfacenti.

La prerogativa principale sarà la scelta di strategie che non eccedano nella pasturazione durante la nostra sessione; quindi poche palline, da aromatizzazioni leggere, ma ben posizionate sul fondale in larga scala intorno all'innesco. Mi sento di sconsigliare in questi ambienti l'uso di strategie che prevedono, durante l'azione di pesca, pasturazioni massicce che nel breve periodo possono saturare gli spot rendendo vane le nostre aspettative.

In primavera la scelta consigliata ricade su esche da un veloce interscambio con l'acqua, aromatizzazioni fruttate, cremose e speziate saranno ideali; mentre in estate e autunno possiamo orientarci su composti al pesce o farine animali che, con una temperatura dell'acqua maggiore, potranno lavorare egregiamente regalandoci ottimi risultati. Nei periodi più caldi dell'estate si rivelerà assai redditizio l'uso di granaglie, sia per innesco che per pasturazione ma avendo sempre l'accortezza di non eccedere con dosi massicce, in questo caso, per non attirare in zona pesci di disturbo. Infine, in inverno, quando l'acqua scenderà sotto i 10°C torneremo ad usare esche veloci, sempre dall'aroma leggero, speziate e dal diametro non eccessivo (singola o doppia da 14mm), integrando i nostri spot con micro pellets e fioccato di mais.

Le anse sono ambienti particolari, affascinanti, ma impegnativi, dove occorre adeguare le nostre strategie alle varie stagioni dell'anno, ma spesso sono proprio questi ambienti che, se affrontati nel modo corretto, possono regalarci grandi soddisfazioni.

 


FacebookTwitterGoogle+Invia per email

Collabora


Ti potrebbero interessare anche:








Inserisci un commento

(La pubblicazione è soggetta ad approvazione da parte della redazione.)