Tecnica

L'avventura dei grandi bacini idroelettrici!

Di Julian Jurkewitz pubblicato il 10/04/16

La mia ragazza Isabel ed io siamo distesi sui nostri lettini circondati da un fitto sottobosco sulla riva di uno dei numerosi corsi d’acqua nel Sud della Francia in cui siamo soliti pescare ogni anno. Ci troviamo in un lago incastonato tra le montagne e direttamente di fronte alla nostra piccola posta un pallido sole sta sorgendo sopra le colline ad annunciare un nuovo giorno.
E' Luglio e il sole in questo giorno ci dona un  po‘ di caldo al di sopra di 30 gradi. Cielo azzurro e terso, senza vento e calma assoluta, niente fa pensare alla notte appena trascorsa...Solo poche ore fa due violenti temporali si sono incontrati proprio sopra la posta. E’ stata la tempesta più violenta a cui io abbia mai assistito: lampi e fulmini di fuoco, nubi nere e minacciose e negli stessi istanti fragorosi ed assordanti tuoni. Solo per un caso non eravamo nel punto più alto e scoperto dello spot, così potevamo stare abbastanza tranquilli.
Ammetto che abbiamo strisciato per un po’ di tempo quando una saetta ha colpito la nostra montagna. Grandi gocce di pioggia scrosciavano su di noi e per fortuna mi sono accorto in tempo della situazione che si stava creando, riuscendo a portare in tenda la nostra attrezzatura. Ma non eravamo completamente al sicuro: ai nostri piedi un piccolo ma torrenziale rivolo d’acqua formatosi dalla montagna allagava  la tenda e bagnava tutta l’ attrezzatura … ma non importava …
Ed eccolo di nuovo, quell’incredibile senso di avventura e di libertà, che viene dall’affrontare le forze della natura e provarle sulla propria pelle. Indosso solo i pantaloni e a torso nudo affronto la pioggia e tenendo tra le gambe il mio Rod Pod, abbracciandolo  su entrambi i lati e con la testa all’indietro grido al cielo: “COSA VOLETE DA NOI? COSA? DIMMELO?”
Boom – ed ecco un altro fulmine colpisce la montagna davanti a me. La mia ragazza ride di me ed io di corsa vado al suo fianco per cercare protezione nella nostra tenda appena allestita.
Due o tre volte l’anno abbiamo la possibilità di pescare in questi grandi laghi per una o due settimane. I più grandi in Francia sono artificiali. Servono come bacini per il controllo delle inondazioni, per l’estrazione di acqua potabile e per produrre energia.
Un diga è di solito creata nella zona più profonda di una valle dove l’acqua scorrerà copiosa. Tutto viene sommerso fino ad un certo livello e senza risparmiare i vecchi insediamenti: case, ponti, strade, torri e chiese. Così spesso capita con l’ecoscandaglio di trovarli e ne possiamo approfittare …. spesso questi sono punti cardinali per le carpe dove possono trovare cibo in abbondanza. Vale sempre la pena di provare a calare le nostre esche in prossimità di una vecchia opera muraria. Gamberi ed altri piccoli animali spesso si nascondono nelle fessure, i molluschi trovano un buon posto sulle vecchie pietre: l’ambiente ideale per uno spuntino delle nostre amiche!
Le strade sommerse sono le vere strade percorse dalle carpe, specialmente quando l’erba cresce sul lato destro e su quello sinistro. E’ molto, troppo faticoso per la carpa estirpare una pianta in una giungla sommersa, rispetto a “sfiorarla”  al confine di una strada. Su un terreno solido le piante non possono crescere facilmente. Per questo caliamo le esche sui bordi di queste strade: questo metodo funziona davvero!
I legni sommersi sono uno hot spot molto rischioso. Le carpe amano restare in mezzo ai legni rincorrendo i gamberi. Se decidete di catturarle in questi posti lo dovete fare con particolare cura ed un piano elaborato e preciso a cui dovrete pensare molto.
Io penso che sia possibile, dopo l’abboccata, pilotare la carpa in modo relativamente preciso. Negli ultimi anni mi sono occupato intensamente della pesca dove sono presenti molti ostacoli. Perché?  Perché lì più che in un qualunque altro posto, hai la possibilità di catturare carpe! E ho capito molto velocemente che la percentuale di perdite è la stessa che in acque libere. Se la carpa è bel allamata sei già a metà dell’opera. Gli ami di  Carp'R'Us Continental Snag Hook sono stati studiati proprio per la pesca dove ci sono ostacoli e sono un “must”, proprio come un trecciato da 45 lb per il terminale ed un monofilo da shock leader di almeno 0,50mm di diametro. Io uso l’Imperial Fishing Shock It e ne uso  20/30 metri su ogni bobina.  Il monofilo scorre bene sopra il legno mentre il trecciato taglia e si incastra nelle legnaie. Significherebbe assolutamente non pescare!
Spiegare approfonditamente le diverse situazioni e le appropriate strategie sarebbe troppo, devo essere breve e vi offrirò alcuni suggerimenti da fare vostri. Il principio di base è sempre lo stesso, i pesci nuotano sempre controcorrente. I pesci non sentono alcuna fatica altrimenti seguirebbero la corrente come un “toro con un anello al naso”  (citazione di Auwa Thiemann) e non nuoterebbero contro di essa: è evidente!
La domanda è come usare questo sapere e capire come esercitare pressione sull’amo mentre il pesce esce dall’ostacolo e guidarla facilmente fuori dalla zona di pericolo? Il cielo è il solo linite per le vostre idee, ma perfavore pescate con molta attenzione. La salute del pesce deve essere la tua prima priorità e se l’ostacolo è tale da non potere agire senza rischi, tenete lontano le esche da questo Spot.  

Beh, non voglio allontanarmi troppo dal tema inizale, mi è stato chiesto di descrivere la pesca nei grandi bacini idrici, un argomento che mi piace affrontare.
Prima di ogni viaggio ardo dal desiderio e non c’è niente di più eccitante che pescare in questo tipo di bacini. Ogni carpista ha il suo personale punto di vista su cosa rappresenta quest’hobby o stile di vita che è il carpfishing, come mi piace chiamarlo. Per me è la sfida alla cattura di grandi carpe nei bacini idrici. I miei obbiettivi sono vari e particolarmente lo sono i grandi pesci di oltre 20, 25 o anche 30 kg. Ma per me è anche molto stimolante cacciare un pesce in un lago di oltre 1000 ettari.
Pescare qui è molto diverso dal pescare in un week-end o durante una sola  notte.
Di solito cerchiamo l’avventura con una sessione di 2 settimane. Specialmente l’equipaggiamento deve essere ben preparato. Per me è obbligatorio avere una grande barca, almeno un 320 cm. La maggior parte degli spot su cui pescare li puoi trovare solo con il suo aiuto.
E’ importante anche informarsi sulla possibilità di procurarsi cibo fresco e se si è veramente molto lontano devi organizzarti per poter fare tutto da solo.
Dovremmo inoltre avere sempre un kit di primo soccorso. Da una mia personale esperienza l’ho imparato molto bene e lo porto sempre con me. Procurarsi una ferita ad un piede è molto più facile di quello che uno possa pensare e di solito i centri ospedalieri si trovano a chilometri di distanza. Chi vorrebbe trovarsi in una situazione del genere?

Nei grandi corpi idrici ci si trova spesso esposti a condizioni difficili. Sarebbe giudizioso informarsi sull’attrezzatura adeguata da portare, come borse impermeabili e box, canne e mulinelli robusti, di buona qualità, tende e così via. Non c’è niente di più fastidioso che non avere con se un accessorio indispensabile. Forti venti maestrali potrebbero cominciano ad imperversare veloci in modo improvviso e se non siete ben organizzati potrebbero distruggersi la vostra tenda o la barca e il vostro viaggio sarà ben presto finito.  

Cercate e troverete!
Ricordo molto bene la mia prima sessione in un grande bacino da oltre 2000 ettari di superficie. Pieni di stupore ci siamo fermati nel punto più alto che dominava sulla superficie dell’acqua verde e turchese. Era meraviglioso, eravamo letteralmente sbalorditi! Sopraffatto da questa impressionante vista mi sono posto domande su domande … ma da dove cominciare?
Senza nessuna precedente conoscenza abbiamo cercato uno spot in una posizione centrale. Dopo aver brevemente scandagliato l’acqua dove era più chiara, abbiamo visto gradualmente aumentare la profondità da 20 a 30 metri e oltre.
Ho cominciato a pasturare ad una profondità dai 5 fino ai 18 metri come avevo già fatto nei piccoli laghi da 400-700 ettari. L’area pasturata era circa la metà di un campo da calcio. Come poteva una carpa trovare la mia esca?
Dopo tre giorni senza nessuna azione abbiamo smontato il campo.
In quelle due settimane abbiamo pescato in molti differenti tipi di acqua. Oggi so che i segreti di questi grandi laghi non saranno miei  prima di tre giorni. Bisogna lavorare molto per affrontare questo tipo di bacini idrici.
Chi vuole pescare con successo in un lago gigante come questo deve soprattutto avere questo: la resistenza, la forza e la motivazione di trovare anche solo un singolo pesce e catturarlo.  La tecnica migliore ma anche quella più faticosa è muoversi ogni uno/due giorni in una nuova area. Allestisci un campo, cerca nuovi spot, tira fuori le canne come sempre ma tenendo conto delle nuove acque in cui peschi. In questo modo diventerai familiare con queste acque in un tempo relativamente breve e prima o poi quasi sicuramente troverai anche un pesce.
Un vantaggio enorme è dato dal sapere dove le carpe depongono le uova, perché proprio in questi posti i pesci di solito stazionano per alcuni mesi durante la primavera. Di solito dove ci sono questi bacini idrici ci sono zone pianeggianti. Durante la primavera il livello dell’acqua raggiunge i suoi livelli più alti. Così prati e boschi vengono allagati. Erba alta, cespugli, alberi, piante e canneti vengono sommersi e diventano il luogo ideale per deporre le uova e il parco giochi preferito dalle carpe. Ma le nostre prede raggiungono questi luoghi in anticipo per esplorarlo. E non stupisce visto che proprio in quei giorni l’acqua si riscalda velocemente dopo l’inverno e la vita si risveglia come in nessun’altro periodo dell’anno in un batter d’occhio. Queste aree sono il top degli spot già a partire da Marzo fino a Luglio. In nessun’altro periodo dell’anno le carpe sono presenti in modo tanto serrato. Non ci sono altre parole, queste aree sono un posto obbligatorio dove calare le vostre esche!
E’ arrivata l’ora di partire per una nuova avventura in uno di questi fantastici e grandi corpi idrici. Vi auguro viaggi di successo e tempi meravigliosi passati in messo alla natura impressionante che ancora domina sul nostro bel pianeta.


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