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Lago di Ventina

di Lorenzo Luciani pubblicato il 17/07/16

Quei vecchi, umidi, pontili di legno che si infilavano tra i canneti affacciandosi sul lago, tra ninfee e fango, talmente perfetti che sembravano far parte della natura stessa, così suggestivi tanto da essere per anni il simbolo di un lago di cui tutti,  almeno una volta, hanno sentito parlare, perché Ventina non é un ambiente qualunque, ma é parte integrante della storia del carpfishing del nostro paese; un ambiente magico, unico, dove il tempo sembra essersi fermato e la natura é ancora l'unica padrona indiscussa. 

Incastonato nel verde delle colline reatine, per risalire alle sue origini dobbiamo addirittura tornare alla lontana epoca dei Romani quando, con una prima opera di bonifica, iniziarono i lavori per il prosciugamento dell'antico lago Velino, un immenso bacino che ricopriva l'intera pianura reatina di cui oggi Ventina, insieme al lago Lungo e al lago di Ripasottile,  ne rimangono gli unici resti. 

Con dimensioni assai contenute, circa un km e mezzo di perimetro e una profondità media di tre metri e mezzo, il lago é interamente ricoperto lungo le sponde da una fiorente vegetazione, fonte di riparo e nutrimento per le specie ittiche che lo abitano. Le sue acque lacustri sono alimentate da numerose sorgenti che mantengono  inalterato il livello dell'acqua, caratterizzato  comunque da un oscillazione che può raggiunge il metro e mezzo durante le stagioni più piovose. Il fitto canneto che ne ricopre l'intero perimetro é reso ancora più suggestivo dalla presenza in acqua di folti banchi di ninfee che si estendono  fino a oltre venti metri dalla riva su un fondale principalmente melmoso e ricoperto da un importante strato di limo. Ricco di cozze, verdevase e piccoli crostacei, nel lago é presente una notevole quantità di alimento naturale che col tempo ha permesso una sana  crescita delle specie ittiche, principalmente carpe e  lucci reali, ma anche molte tinche, persici trota, sole, anguille e scardole che insieme hanno creato un ecosistema in completo equilibrio in grado di durare non solo anni, ma secoli. 

Tra i primi laghi in Italia ad ospitare rod pod, Ventina si é guadagnato nel tempo fin troppa fama, tanto da dover  attraversare anche molti, troppi, momenti difficili che ancora oggi non appaiono del tutto superati.  La storia del carpfishing sul lago di Ventina inizia fin dai primi anni '90 quando si apre un assiduo 'pellegrinaggio' di pescatori che giungevano da ogni parte d'Italia per sfidare le sue acque; l'orda di carpisti é proseguita per anni, come fosse una corsa all'oro, portando con sé fin troppa inciviltà in un piccola realtà di pochi ettari che non riusciva più a contenere un così grande, sempre crescente, numero di frequentatori. Le sponde incontaminate di quel piccolo paradiso sono state presto ferite, devastate; canneti abbattuti per creare nuove poste, costanti litigi non solo tra carpisti, ma anche tra qualunque altro pescatore si trovasse nel lago e, come se non bastasse, quel piccolo paradiso, ormai ferito, ha dovuto subire anche  brutali atti di bracconaggio, sia da parte degli stessi 'carpisti', che di personaggi, spesso stranieri, privi di licenza che riuscivano fin troppo facilmente ad eludere i controlli; un ambiente troppo piccolo e delicato per poter sopportare tutto questo, tanto da spingere le autorità a chiuderne la pesca per un lungo periodo. 

Ma tra le note peggiori dell'intera storia recente di Ventina dobbiamo anche ricordare, alla fine degli anni novanta, la drammatica scomparsa del giovane Filippo Strazieri, un carpista che ha lasciato la propria vita nel lago proprio durante una sfortunata sessione di pesca; Filippo viene  ancora oggi  ricordato grazie all'impegno dei ragazzi del club Crazy Carp di Rieti che organizza ogni anno il  'Memorial Filippo Strazieri',  una delle manifestazioni benefiche più belle del centro Italia che si svolge lungo le sponde del lago del Salto. 

Così, dopo anni di sofferenza, il lago di Ventina ormai devastato non poteva più regalare certe emozioni ed è stato presto abbandonato al suo destino ormai segnato. Le sue amate e stremate carpe sono state velocemente dimenticate senza alcun rispetto e, come uno sciame di cavallette, l'onda di carpisti che lo ha distrutto é sparita lasciando il lago solo a se stesso, pieno di ferite e privato di quella magia che lo aveva reso famoso. 

Tanta, troppa sofferenza dunque per un ambiente che non meritava sicuramente un simile trattamento, come se, proprio a causa della sua bellezza, Ventina avesse dovuto pagare un prezzo talmente alto tanto da metterne alla prova la sua stessa esistenza. 

Dopo il lungo calvario che il lago ha dovuto attraversare, oggi quei vecchi pontili ormai logorati dal tempo e dall'incivilta' non esistono più, di loro resta solo un indelebile ricordo per chi li ha calpestati ma, sopra le loro ceneri, Ventina sta nuovamente risorgendo; i canneti  hanno ormai rimarginato le ferite inflitte in passato lungo sponde, le ninfee sono tornate a fiorire nuovamente rigogliose e, per effetto di un regolamento molto restrittivo, la pressione di pesca é scesa sensibilmente a livelli accettabili, tanto che il lago sta finalmente tornando a regalare quelle emozioni che donava un tempo per chi lo affronta con rispetto. 

Rispetto, appunto, é questa la parola d'ordine per pescare oggi a Ventina; il rispetto che non c'é stato in passato per un ambiente del genere diventa fondamentale oggi per tornare ad assaporare certe emozioni. 

A Ventina si pesca al lancio, non è più consentito utilizzare imbarcazioni ed é vietato anche il campeggio, seppur le autorità siano tolleranti con chi magari monta il proprio riparo di sera per toglierlo all'alba; si, un riparo, per proteggersi dalla pioggia e dall'umidità, non una tenda all'ultima moda con tre teli che occupa cinque mq, quella non é permessa, qui si pesca in sintonia con la natura facendone parte senza essere invasivi, tutto il resto non è più, giustamente, tollerato; tutti oggi  ne abbiamo preso coscienza,  perché sta soprattutto  nel buon senso di chi frequenta il lago cercare di essere il massimo discreto per preservare e non deturpare certi ambienti. Buon senso vuol dire anche non  intralciare gli altri pescatori che  hanno lo stesso diritto  di pescare liberamente, perché qui nessuno é padrone del lago, l'ambiente va condiviso non solo tra carpisti, ma anche con chi pratica altre tecniche come, ad esempio, gli spinneristi spesso oggetto di diatribe e discussioni in passato, con cui una convivenza potrebbe sembrare impossibile anche per via  del regolamento attuale che consente  l'uso del Belly Boat per lo spinning, ma oggi, come da un parte,  anche dall'altra sembra si sia presa coscienza dell'importanza di preservare certi ambienti e le discussioni sembrano essere solo un brutto ricordo ormai superato e tale deve rimanere. Chiunque ha vissuto la storia di Ventina ha cambiato radicalmente il suo approccio alla pesca, ha capito l'importanza di rispettare certi luoghi senza comprometterne l'esistenza, ma anche l'importanza di condividere lo stesso ambiente con chi pratica diverse tecniche di pesca . 

Pescare a Ventina  é dunque oggi nuovamente possibile per tutti, purché si rispetti non solo l'ambiente, ma anche gli altri pescatori. Chi  desidera organizzare una sessione, dovrà anche essere consapevole che il lago può ospitare al massimo 4/5 carpisti che pescano a corto raggio, quindi prima di partire occorrerà scegliere anche una meta alternativa nel caso le tre postazioni siano occupate, senza cercare di imbucarsi tra i canneti per evitare il ripetersi degli eventi che in passato hanno portato solo problemi. 

Rispetto e buon senso, questo é l'appello che lancia chi, come me, ha vissuto la storia di queste acque passata dal paradiso all'inferno in pochi anni e, ora che il lago sta di nuovo risorgendo, cerca di salvaguardare questo paradiso; non c'é più posto per gli accampamenti spropositati, per i distruttori delle sponde, per chi non rispetta l'ambiente o per chi si ritiene padrone di occupare un intero tratto di sponda. Questo, oggi, è un luogo per pescatori veri, sani, che sappiano tutelare l'ambiente e i pesci, nel rispetto delle regole e della convivenza con altri pescatori, per mantenere un patrimonio risorto che resta uno dei pochi paradisi rimasti. 

C'é molto da scoprire in un ambiente del genere soprattutto per chi vuole vivere (o rivivere) certe emozioni, dove la pesca viene praticata in condizioni difficili che  ti obbligano a tornare indietro nel tempo, quando ecoscandaglio e attrezzature di valore erano solo utopia, quando contava solo saper ' leggere l'acqua'  per capire dove posizionare le proprie esche.  Fango e umidità sono di casa a Ventina, l'acqua alta a primavera rende  la pesca ancora più difficile, estrema, poco adatta per chi non é disposto a fare sacrifici, ma più bella per chi ama vivere certe esperienze. 

Qui ognuno può interpretare la propria concezione e idea di pesca come si faceva una volta perché questo non é un ambiente tecnico, ma é un ambiente molto impegnativo dove silenzio, osservazione e intuito faranno la differenza. Le carpe di Ventina non guardano ai rod pod all'avanguardia o alle tende all'ultima moda, sono pesci 'semplici' che pretendono rispetto, non amano pasturazioni che ricoprono il fondale, ma preferiscono le piccole quantità. Per pescare a Ventina occorre essere semplici, fare le cose in modo semplice, perché i pesci di questo lago saranno i primi ad osservarvi e ad accorgersi della vostra presenza...vi passeranno spesso proprio sotto i piedi, tra le possenti radici delle ninfe che si infilano sotto le sponde e non si faranno sicuramente ingannare da chi non si comporta come deve; loro vi vedono e vi sentono, vedono i vostri inneschi e sentono la vostra presenza, 'capiscono'  la semplicità o meno di una persona anche attraverso il modo di presentare l'esca, perché non c'é bisogno di montature 'articolate' , é sufficiente un terminale semplice, ma che garantisca sicurezza per il pesce in caso di incaglio. 

Non aspettatevi pesci da trenta e più chili, questo non é l'ambiente adatto per chi cerca i record da inneggiare, qui la pesca é una sfida fatta di rispetto reciproco dove oggi ogni pesce va sudato, guadagnato e ammirato per la sua bellezza e non per il suo peso. 

Il lago é talmente piccolo da sembrare un gioiello e limitarsi a descrivere solo gli aspetti tecnici sarebbe stato riduttivo e perché no, anche offensivo verso un ambiente del genere e avrebbe tolto, a chi deciderà di affrontare Ventina, quel brivido e quella sensazione di magia che si respira lungo le sponde del lago e trasforma una semplice sessione di pesca in un esperienza diversa, unica, che solo pochi ambienti riescono ancora a oggi a trasmettere. Ma chi non è disposto a fare sacrifici é giusto che resti a casa, perché questo ormai non é più un ambiente per tutti. 

Le zone migliori, le esche da usare e le strategie da adottare sono tutti aspetti che in molti altri luoghi andrebbero ampiamente approfonditi,  ma non a Ventina,  perché l'incanto di Ventina merita di essere raccontato diversamente, trasmettendo quello  spirito giusto non solo per affrontarlo, ma anche per preservarlo e salvaguardarlo oggi più che mai, quello spirito che deve necessariamente ricordare un passato più che sofferto di un ambiente unico per far capire gli errori da cui imparare per ricominciare, quello spirito   senza il quale sarebbe impossibile  vivere certe emozioni.

Rispetto e silenzio...picchetti e stivali. .. il lago di Ventina vi aspetta così,  per tutti gli altri oggi non c'é più spazio. 

 






Commenti

Icona utente matteo petasecca donati il 13/09/16
ciao, mio dio mi hai fatto venire i brividi, io ventina l'ho vissuta e ci andavo a lancio dalla spiaggetta, poi ho conosciuto il carpfishing e tutto quello che ne consegue ho visto il lago deturpato da chi aveva dato fuoco alle cannucce per poter pescare meglio, lenze tese a 400 metri, nessun rispetto per il pesce e così via. io purtroppo insieme ad un mio amico eravamo presenti la notte in cui mori Filippo Strazzieri, eravamo stati con loro( 4 siciliani invitati da di Cesare) a pesca dalla spiaggetta nello stesso periodo in cui ci furono loro, noi tornammo a casa e loro si sarebbero fermati altri giorni, cosi con il mio collega di pesca decidemmo di tornare a trovarli, purtroppo proprio la notte della disgrazia. sono passato da poco a Ventina e mi sono letto l'ordinanza del sindaco la pesca riaprirà il 15 settembre un saluto a chi ama ventina, tornerò sicuro, picchetti canna da spod e stivali.... :-)
Icona utente Stefano Cavalitto il 27/07/16
Concordo con Roberto, anche io mi sono trovato nella stessa situazione. Arrivato sul lago ho letto con grande dispiacere che non si poteva usare la barca e far campeggio quindi fare le notti. Mio malincuore ho mandato giù il boccone e ho tirato fuori solo il mio pod e la seggiola, mentre scendo vedo due tende ed una Mariposa ormeggiata. E mi son detto, ma questi non possono fare cosi (preciso erano italiani)! Invece...in barba a cosa c è ben scritto dappertutto hanno infranto ogni regola. Alla fine andrà come dice Roberto chiuderanno totalmente il lago e non ci si potrà più andare....
Icona utente Roberto Rossi il 17/07/16
Purtroppo, nonostante le regole siano ben esposte nei punti di accesso al lago, molti continuano a fregarsene facendo ricorso alle barche per pasturare e calare le lenze recando disturmo a chi preferisce sfidare queste bellissime acque con i metodi consentiti. Temo che questo, inevitabilmente, costringerà l'amministrazione locale a prendere drastiche decisioni come in passato.

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