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Lago del Salto...dimezzate le catture

Di Roberto Ripamonti pubblicato il 25/10/17

Sono anni che in tanti affermiamo che le reti al Salto sono un insulto esattamente come le reti in tutti i bacini idroelettrici, i canali ed i fiumi.

Meglio; in questo luoghi sacri della pesca sportiva, le reti sono una bestemmia vera e propria perché il pesce ..quello è e non scappa. Se poi si scopre che intere aree vengono chiuse da retaioli senza scrupoli e vengono catturati centinaia di lucci oppure, centinaia di carpe allora si deve parlare di atto barbarico che non trova alcuna spiegazione.

I conti si fanno alla fine ed appare chiaro dal risultato ottenuto dai bravissimi carpisti accordi alla XIX Edizione del Memorial Filippo  Strazzeri, la manifestazione nata a seguito della tragica morte per annegamento di un appassionato siciliano caduto in acqua in quel di Ventina circa 20 anni fa. L'enduro organizzato dal Crazy Carp di Rieti e con la collaborazione, tra gli altri, del Comune di Petrella Salto ha sempre attirato tantissimi appassionati perché il luogo è davvero speciale e la cornice in cui si pesca è tra le più belle in assoluto.

Il lago ha anche una sua generosità naturale che è stata messa a durissima prova proprio dalle retate dei mesi passati ad opera di personaggi extra cooperativa che hanno anche fatto beffe degli appassionati, rimanendo impunti (ci risulta). Leggiamo testuale direttamente dall’articolo di Francesco Sammarco che viene pubblicato sulla cronaca di Rieti;

 

……mai come quest’anno, nonostante e buone condizioni, abbiamo avuto risultati così bassi. Molti pescatori hanno avuto difficoltà per vecchie reti da pesca lasciate nel lago nelle posizioni assegnate, che hanno impedito di pescare. Lo diciamo da venti anni, i laghi del Salto e Turano si stano impoverendo  e le istituzioni devono intervenire per capire cosa rappresenta la pesca sportiva…”

Eppure questo memorial raggruppa tantissimi appassionati che da soli creano un indotto economico in tre giorni probabilmente maggiore di quanto le reti regalino all’intera comunità in un anno…sempre ammesso che le reti , regalino qualche cosa alla comunità rivierasca…."

In contemporanea vi è stata anche un altra manifestazione, questa di pesca al colpo ed riportiamo ancora una volta quanto riportato dagli organizzatori..;

……la pesca di mestiere toglie al territorio senza valorizzarlo perché il pescato non viene nemmeno venduto localmente…

In pochi giorni quindi 200 persone sono state accolte al salto per gare di pesca e questo potrebbe accadere tutte le settimane se venisse adottata una politica chiara ed efficace che mette l’interesse della comunità davanti a quella di pochi pescatori di mestiere.

Ricordo ad esempio gli anni d’oro del Turano dove venivo portato a  gareggiare con il Club “I Cormorani di Roma”; avevo 14 anni e ogni week end il Turano, ricchissimo alborelle, triotti, lasche, scardole, cavedani e quant’altro ospitava centinaia di appassionati in gare d pesca al colpo.

Cosa è rimasto di tutto questo? Nulla o quasi eppure le comunità rivierasche dovrebbero avere chiaramente ricordo di cosa significava per le attività commerciali, avere tutti i week end pieni di appassionati e delle loro famiglie.

Ed allora perché non arrivare a fare di Salto e Turano modelli virtuosi in cui le reti finalmente spariscono, i pescatori di mestiere vengono aiutato a riconvertire le loro attività con piccoli finanziamenti a fondo perduto e si costruisce un modello virtuoso verso il quale far poi confluire altre realtà locali Campotosto, il martoriato Scadarello, Bilancino, Montedoglio, Occhitto, Guardalfiera etc?

I pesci sono diminuiti e le manifestazioni lo dimostrano in modo inequivocabile; vi è un solo responsabile di tutto ciò e non è il cormorano , né il luccio né altro animale ma si chiama “rete”.


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