Itinerari

Lac de Carcès (Francia)

Di Glauco Grana pubblicato il 30/09/11

Per quanto mi riguarda, negli ultimi anni sono sempre più frequenti  le mie pescate in acque francesi, ormai una “costante” oserei dire. Ecco perché, amici appassionati, ancora una volta sono a presentarvi un lago d’Oltralpe. La terra di Francia è “invasa” a tutte le latitudini da tanti carpisti provenienti da tutta Europa e non solo.

 

Tutti sappiamo che nei  laghi di San Cassien , Curton, Foret D’Orient  vi sono carpe over 30; posso però assicurare senza paura di essere smentito che ve ne sono tanti altri ( pur essendo sconosciuti o quasi a noi “forestieri”) con le medesime potenzialità.  Nell’occasione voglio portare alla “ribalta” il lago del Carcès che dista appena 60/70 km da quello che è stata la Mecca del carp fishing per tanto tempo: il già citato Cassien. Solo due anni or sono il Carcès era considerato dai carpistes locali pressoché una “palestra”, dal loro punto di vista non costituiva in pratica  un luogo di pesca impegnativo.

 

Di fatto, quando due estati fa mi trovai ad affrontare tale lago, le carpe non erano oltremodo smaliziate, e fare diverse catture di peso in giornata non risultava così proibitivo. Nel giro di un lasso di tempo abbastanza breve, le cose sono cambiate radicalmente. Infatti  la pressione di pesca sul lago del Carcès ha avuto dei picchi impressionanti, tanto che ora catturare durante il giorno è divenuto quasi un’impresa (specie durante il periodo più caldo)…bisogna sfruttare al meglio le ore che vanno dal tramonto all’alba, le ore notturne sono divenute indubbiamente quelle più produttive. Quest’anno ho già fatto tre “spedizioni” al Carcès e vi posso assicurare che ne vale veramente la pena.

 

Nel dipartimento del Var si trova Le Lac de Carcès, un meraviglioso complesso piscatorio-turistico. E’ adagiato fra le colline della Provenza, a soli tre chilometri dall’omonima cittadina. Viene chiamato anche le Lac de la Fontane d’Ajonc e la sua realizzazione risale al 1936. E’ dunque uno stupendo lago di sbarramento che rappresenta una importante riserva di acqua potabile per la città di Toulone. Ha una superficie notevole e si estende per 100 ettari. L’Issole e il Caramy sono i due piccoli fiumi che riescono ad alimentarlo.

 

Questi, con i loro flussi, contribuiscono ad arricchire il lago di sostanze nutritive, sia vegetali che animali, assicurando fonti di cibo in quantità tali da essere vitali per un’efficace sviluppo di tutte le specie ittiche. Il lago del Carcès è popolato da numerose carpe, soprattutto specchi, mentre le comuni sono in minoranza. Non mancano però le cuoio e addirittura si “incontrano” esemplari di Koi che raggiungono già dimensioni di tutto rispetto. Qui, infatti, un carpista famoso in Francia, parliamo di Raphael Biaginni, è stato immortalato, beato lui, con una carpa regina rossa con sfumature di color arancione che raggiungeva il peso di ben 14 chilogrammi. Comunque il Carcès è certamente più conosciuto per i  lucci e lucci perca: di questi gros spécimens vengono presi esemplari di 12/13 chilogrammi.

 

Altre specie ittiche presenti in questo specchio d’acqua sono la trota, il pesce persico, la tinca, la brème, il gardon, il persico sole e il pesce gatto. Questi ultimi pesci sono pressoché infestanti dato che sono presenti in una quantità tale da poter dire che stanno diventando troppi. Si teme che vadano a creare uno squilibrio biologico e  pertanto vengono organizzate battute di pesca allo scopo di catturarli e limitarne “l’espansione”. Di questa operazione se ne occupano la Federation du Var pour la Peche e la Protection du Milieu Aquatique. Al Carcès, ambiente ambito dai pescatori in genere per le sue enormi potenzialità alieutiche, si ha la possibilità di vivere veramente in totale tranquillità, immersi in un incantevole quadro.

 

Le sponde, ancora piuttosto selvagge, sono ombreggiate e sono coperte da una rigogliosa vegetazione, costituita soprattutto da pini. Una strada sinuosa, la D13, fa da cornice alla riva est del lago, la quale risulta essere la sola percorribile in automobile. Sulla sponda opposta, all’inizio, c’è un grande parcheggio. Da lì in poi si può proseguire solamente a piedi su una strada sterrata: è un percorso ideale per chi vuole fare footing, salire su una mountain bike o fare rilassanti passeggiate a cavallo. Sono proibite sia la navigazione che la balneazione sul lago che  ne trae sicuramente giovamento. L’obiettivo è quello di preservarlo nel tempo in uno stato quanto più naturale possibile.

 

Occorre essere in possesso di una carta di pesca valida: la si può acquistare presso il bar “Café de France” (telefono 04 94 04 50 76), situato in centro a Carcès. Altro punto vendita autorizzato per il rilascio dei permessi di pesca è il “Bureaux de Tabac” (telefono 04 94 04 64 15) in centro a Cotignac, paese che si trova a 7 km da Carcès.

I controlli sulle sponde vengono fatti con una certa regolarità e, se manca il permesso di pesca, il verbale è assicurato. La pesca notturna è consentita solo nel fine settimana, quindi è possibile praticarla solo nelle notti del venerdì, del sabato e della domenica. E’ inserito nel regolamento il divieto di pescare la carpa per un mese a partire dal primo giorno di apertura della pesca al luccio: tale periodo più o meno coincide con il periodo di frega.

 

 E’ inoltre vietato l’utilizzo della sacca di contenimento, dopo le foto di rito, il rilascio deve essere effettuato nel più breve tempo possibile. Queste restrizioni sono state introdotte appositamente per regolare l’afflusso di pescatori, specialmente stranieri. Occorre ricordare però che i divieti sono stati sicuramente la risposta civile a comportamenti sconsiderati. Quando si va in casa d’altri, rispetto e addirittura un po’ di riguardo in più sicuramente non guastano! Particolare attenzione va posta qualora volessimo posizionarci all’inizo del lago (l’estremità a sud, dalla parte opposta alla diga) in quanto qui si trova una riserva di pesca.

 

Tale zona si contraddistingue per la presenza di due immissari e di un ponte; un centinaio di metri più a nord di quest’ultimo troviamo la delimitazione dell’area in cui la pesca risulta interdetta. Per individuare con precisione il suddetto limite è necessario scendere sul lago tramite il primo punto d’accesso all’inizio della sua sponda est. Fatto ciò ci sarà facile scorgere sul terreno una piastra metallica che, idealmente unita ad una grossa pianta sulla sponda opposta mediante una linea immaginaria ci segnala la fine della porzione d’acqua in cui non è possibile far cadere i nostri terminali. Quando il lago è “alto” troveremo una serie di boe ad indicarci l’interdiction de pêche.

 

 

Per la scelta del posto, gioca un ruolo chiave il livello dell’acqua, che varia sensibilmente a seconda del periodo. Da ottobre a giugno il lago è decisamente ricco d’acqua e questo dà pochi punti di riferimento. Invece nei mesi di luglio, agosto, settembre, quando il lago è “basso”, si può pescare lungo tutte le sue sponde e, soprattutto, si riescono ad individuare con più facilità i posti più pescosi. Per chi frequenta assiduamente il lago tutto risulta più facile, perché viene a conoscenza della sua conformazione e, di conseguenza, di alcuni dei suoi “segreti”.

 

E’ fondamentale sapere dove è situato il vecchio letto del fiume, dal momento che lì è molto più  profondo, cosa di non poco conto quando il lago è particolarmente povero d’acqua. Diversi settori si contraddistinguono per la presenza di grossi alberi riversi in acqua, non solo nelle vicinanze delle rive. Non mancano grossi massi. Essendo un ambiente alquanto complesso e articolato, la sua interpretazione non è così semplice, specie per chi lo affronta per la prima volta. Calcoliamo anche che è possibile fare una mappatura del fondale con il solo plumbing.

 

Osservare attentamente ogni dettaglio delle sponde e la loro costituzione aiuterà non poco, tenendo in considerazione il fatto che queste acque celano aree molto molli, disseminate in qua e in là, in un fondale prevalentemente duro: in queste ultime è meglio pescare con esche galleggianti e con terminali adeguati in lunghezza. Quando cala di parecchio il livello del lago si vengono a determinare zone con un basso fondale, le quali si estendono per decine di metri dalla riva; qui può intravedere il fondo anche ad occhio nudo. In tali condizioni diventa indispensabile l’ausilio del barchino telecomandato per raggiungere una certa profondità o lo stesso corso del fiume che magari è fuori dalla portata di lancio.

 

Proprio per le caratteristiche del lago questi apparecchi sofisticati rappresentano un più che valido alleato. Infatti sono numerosi i pescatori del posto che sfruttano i vantaggi dei battellini. Il barchino in certi spots consente di fare veramente la differenza, data la notevole distanza di alcuni “punti caldi” dalla sponda (es: legnaie a centro lago). Queste acque sono popolate da un numero impressionante di pesci gatto e, quando questi sono in piena attività, risulta difficile pescare con le boilies a meno ché non siano dure come sassi. E’ praticamente impossibile restare in pesca se si fa l’errore di potenziarle con ammolli. Durante le stagioni calde anche fare una pasturazione con il mais porta inevitabilmente sotto e in breve tempo oltre i pesci gatto, le brème ed altri fastidiosi pesci: si va così a “bruciare” il posto di pesca per più giorni. Le bocche alla ricerca di cibo sono davvero numerosissime, nonostante le grandi quantità di alimento naturale che produce il lago.

 

 È capitato più volte, quando si inguadinava una carpa, che rimanessero dentro la rete piccoli gamberetti di fiume, avannotti e pure piccoli persici sole. Durante le diverse sessioni di pesca fatte nel Carcès, tutte effettuate nei periodi caldi, mi sono sempre avvalso con successo delle sole tiger nuts e delle noci brasiliane. Queste ultime le sfruttavo esclusivamente per l’innesco, sapendo che avrebbero attirato l’attenzione delle sole carpe. Il mio compagno di pesca, in occasione della prima spedizione in questa vasta distesa d’acqua, improntò la sua pescata basandosi sull’utilizzo di sole boilies. Ben presto dovette desistere dato che era tutto un “bip” ed un tremare delle cime.

 

Quando la temperatura dell’acqua si andrà ad abbassare, le boilies diventeranno di nuovo l’esca più performante. Nella stagione fredda al Carcès le carpe restano abbastanza attive, anzi le troveremo ancora più pesanti. Catture che vanno dalle 50 alle 60 lbs, e anche oltre, sono già state fatte; da quanto appreso stando sulle sponde, l’attuale record del lago risulta superiore ai 35 kg. Durante la notte, in pieno inverno, la temperatura esterna può scendere anche di parecchi gradi, però durante il giorno c’è un clima “abbordabile” e quindi il lago viene frequentato anche in quel periodo per lo più da carpisti del posto o dei dintorni, i quali comunque effettuano generalmente corte sessioni.

 

Non si può fare campeggio sulle sponde del lago, però è possibile installare come riparo un ombrellone tenda, senza pavimento e senza pannello frontale. Nelle giornate in cui bisogna chiudere le canne al tramonto diventa un importante punto di appoggio il camping appena fuori dal centro di Carcès, a soli 3 km dal lago. Qui sarà possibile trascorrere la notte in tranquillità, magari dentro la propria tenda, per riportarsi sul luogo di pesca alle prime luci dell’alba. Da considerare come ulteriore punto di riferimento è il ristorante “La Guinguette du Lac” che si trova proprio ai margini della strada che costeggia il lago e dove è possibile concedersi un meritato break e mangiare qualcosa di sostanzioso. Previa ordinazione, c’è inoltre l’opportunità, riservata in genere ai pescatori, di ritirare piatti da asporto (con tanto di posate) al fine di gustare i pasti direttamente in postazione.

 Spero di aver sottolineato alcuni elementi che possano aiutare chi volesse scoprire questa bella realtà di pesca.

E’ infine doveroso evidenziare la disponibilità e la generosità riservatami al Carcès. Chapeau!

 

Notizie Utili

Il Camping Les Fouguières (83570 Carcès): resta aperto dal 1 Marzo al 30 Novembre. Per ognieventuale informazione effettuare il numero tel/fax 04 94599628 oppure visitare il sito www.camping-les-fouguieres.com

Ristorante La Guinguette du Lac: contattare il proprietario Monsieur Stefhan Gede al numero tel/fax 04 94045102, questo esercizio pubblico è anche bar-gelateria.

Viabilità :

Passato il confine in località Ventimiglia, e dopo l’ingresso in territorio francese prendere l’autostrada A8,  continuare poi per Toulon – Le Luc A 57. Proseguire fino all’uscita 13 Le Cannet Des Maures. Da qui imboccare la DN7 ancora in direzione Le Luc, fino all’attraversamento di Flassance- sur- Issole. Infine percorrere la D13 verso Cabasse, continuando sempre su questa strada per circa 10 km si raggiungerà il lago.

REGOLAMENTO

La pesca della carpa è autorizzata dal 1° Gennaio al 12 Aprile incluso, e dal 30 Maggio al 31 Dicembre compreso.

La navigazione e la balneazione sono rigorosamente vietate.

I fuochi sono strettamente interdetti tutto l’anno.

La pesca è interdetta a monte dei ponti della strada D24 e 50 metri a valle.

Per ulteriori ragguagli contattare la Fédération du pèche du Var: telefono 04 94690556, sito: http://www.fedepechevar.com/.

 

 

 

                 

 

 

 


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