Itinerari

Lac Du Salagou (parte 1)

Di Sergio Ceccarelli pubblicato il 12/04/16

 








Un vecchio detto recita: “Tutte le cose belle prima o poi finiscono!” e aimè non ha fatto di certo eccezione il nostro viaggio di pescaturismo in terra di Francia, anche se, guardando sempre la cosa dal lato positivo possiamo certamente dire di aver portato con noi in Italia un pesante fardello carico di emozioni e indimenticabili ricordi. Nulla e dico nulla è stato semplice, a partire dal lunghissimo viaggio per arrivare a destinazione ben 1.350 km dal centro Italia al Lac Du Salagou nel meridione della Francia e precisamente nella regione della Linguadoca-Rossiglione, solo quattordici ore di guida quasi ininterrotta (ci siamo fermati esclusivamente per fare rifornimento e per un paio di caffè), fino ad arrivare alla meticolosa preparazione della tantissima attrezzatura da pesca a cui si aggiungeva quella che ci avrebbe permesso di trascorrere ben otto giorni nel sud della Francia da semplici turisti. Lo spazio nella nostra ford S-Max non mancava di certo ma per stare ancora più comodi decisi di smontare e lasciare a casa i sedili posteriori. Mai scelta fu più azzeccata permettendoci così di caricare veramente di tutto: tre batterie di grande capacità, motore elettrico, cinquanta chilogrammi di boilies self made, dieci chilogrammi di Imperial Baits carptrack amino pellets da 15mm e venti chilogrammi di tiger nuts, due tende, un ombrellone, un frigorifero trivalente, due bombole di gas, stoviglie di ogni genere, i sedili della barca, due lettini, due sedie, abbigliamento per far fronte ad ogni condizione climatica, borsone supplementare per abbigliamento “da turisti”, tre confezioni di acqua ecc. ecc. e infine il portapacchi sul tetto dell’auto ci consentì di trasportare agevolmente la porta bote e un bel box ove riuscimmo a stipare un quiver, sei canne, i picchetti, un ombrellone, i remi della barca e altro ancora (veramente un accessorio molto ma molto utile che ci eviterà la scomodità non indifferente, di  trasportare all’interno della vettura tutte le attrezzature di lunghezza fino ai due metri a tutto vantaggio del maggior confort degli occupanti dell’auto durante i viaggi più lunghi…lo straconsiglio a tutti !). Per raggiungere il lago dall’Italia basterà percorrere l’autostrada A1 (autostrada del sole) fino al confine (Ventimiglia) per poi continuare sull’autostrada Francese A8/E15/E80 sempre seguendo le indicazioni per Montpellier (portate con voi un bel po’ di euro in monete, vi saranno di grande utilità per il pagamento dei pedaggi autostradali che troverete di tanto in tanto sul tragitto, sono tutti automatici e accettano esclusivamente monete o banconote, non accettano nessuna carta di credito o ricaricabile ad esclusione di quelle francesi appositamente dedicate al pagamento di tali pedaggi). Uscite allo svincolo numero 31 Montpellier Ovest e seguite le indicazioni per Saint Andrè de Sangonis percorrendo la A750 e subito dopo questo centro abitato troverete le indicazioni per il Lac Du Salagou. Quale potrebbe essere secondo voi la cosa più grave che possa succedere dopo un viaggio del genere? Ve lo dico io, arrivare sulle autostrade francesi o nei centri abitati in prima mattina e non trovare nemmeno l’ombra di un qualcosa che possa minimamente somigliare a un bar “normale!” per gustare una bella colazione con un buon caffè e un cornetto (non dovete nemmeno pensarci, l’ultimo bar sull’autostrada francese A8 in cui potrete fare una colazione all’italiana sarà quello prima dell’uscita per il Lac de Saint Cassien, ma da lì dovrete percorrere ancora 350 km per raggiungere il Lac De Salagou), ma dovremo accontentarci di una tazza di acqua nera presso un così detto “caffè” e poi acquistare in uno dei tanti panifici presenti un po’ ovunque degli squisiti croissant (per questi non potremo proprio lamentarci i francesi sono maestri nella pasticceria e in questi panifici troveremo veramente ottime leccornie a consolazione del pessimo caffè!). Dopo colazione andiamo subito ad acquistare la “carte de pèche” presso il fornitissimo negozio di caccia e pesca “chasse pèche Paci” (questo l’indirizzo: ZAE la Vallée de l'herault, 4 rue du Chardonnay, 34800 Clermont-l'Hérault, Francia - Telefono: +33 4 67 96 17 96, in questo esercizio oltre al gentilissimo e disponibilissimo titolare troveremo anche tutto il materiale di cui potremo avere bisogno in caso di emergenze o dimenticanze, incluse le esche!). Avremo tre opzioni: la carta annuale al costo di 73,00 euro, la carta per sette giorni consecutivi al costo di 32,00 euro o la carta giornaliera al costo di 10,00 euro. Bisognerà semplicemente valutare quanti giorni dovremo restare in pesca così da optare per la soluzione più conveniente ma indifferentemente da questo come potete vedere i prezzi sono più che ragionevoli. Vi straconsiglio di acquistare la carta della pesca perché la polizia addetta ai controlli gira il lago sia in barca e sia in…udite udite in elicottero e poi vi dirò anche il perché! Chiaro e minimalista il regolamento (ma guai a chi sgarra!): vietati i fuochi liberi e i barbecue, vietato il motore a scoppio, vietati i carpsack, vietato calare le canne con la barca e sarebbe vietato anche il campeggio! Però c’è un grande però, con lungimiranza e coscienza le guardie addette al controllo, fino ad ora, hanno sempre tollerato TUTTO ad eccezione dei fuochi liberi e dei barbecue per cui facciamo in modo, con comportamenti più che corretti che queste gentili concessioni perdurino nel tempo a vantaggio di tutti! Non aggiungo altro “a buon intenditor poche parole!”. Acquistati i permessi per pescare a non più di cento metri da “chasse pèche Paci” trovammo un fornitissimo ipermercato, precisamente il “Intermarchè Super” dove acquistammo i generi alimentari necessari per “sopravvivere” nei prossimi otto giorni sulle sponde del lago (consiglio a tutti anche questo ipermercato, prezzi ottimi, prodotti di qualità e vastissima scelta anche per i palati più esigenti!). Dopo questi cenni generali spero utili a tutti torniamo alla nostra avventura; giunti sul lago rimanemmo letteralmente senza parole assorti nel contemplare lo splendido paesaggio che ci circondava, sembrava di essere in Africa e non in Francia, ovunque formazioni rocciose di terra rossa contrastavano cromaticamente e armoniosamente con il lussureggiante verde delle querce e dei pioppi, cactus e acque trasparenti facevano da cornice ad un meraviglioso cielo terso, sembrava di essere in un eden. Abbiamo quattro o cinque punti dove arrivare tranquillamente in auto per scaricare la nostra voluminosa attrezzatura con adiacenti comodi parcheggi “free” per lasciare tranquillamente l’auto per tutta la durata del nostro soggiorno sul lago. Fondamentalmente cinque i comodi accessi al lago ove, sempre con il massimo rispetto per tutti (a seconda dei periodi dell’anno che sceglieremo questi accessi saranno molto frequentati da bagnanti, pescatori a spinning che alano le barche, serfisti, ecc.) sarà possibile scaricare comodamente la nostra imbarcazione e tutto il materiale per poi navigare verso la postazione prescelta. Troveremo quattro di questi accessi percorrendo la strada che ci porterà al lago dal centro abitato di Liausson, uno denominato “Base de plein air du Salagou” e uno “Route du lac”, mentre gli altri due che non hanno un vero e proprio nome li troveremo semplicemente percorrendo la D156 sempre dal centro abitato di Liausson in direzione del lago fino a quando troveremo un cartello che riporterà la dicitura “plage Lac du Salagou”, imboccata questa strada avremo la possibilità di raggiungere sia la sponda del lago all’interno della Baia De Plots e sia quella della Baia di Liausson. L’ultimo comodo accesso lo troveremo percorrendo dal centro abitato di Octon la D148 fino a raggiungere la località Celles (caratteristico borgo abbandonato sulle rive del lago assolutamente da visitare per qualche scatto ricordo!). Noi scegliemmo di partire dalla Baia De Plots situata a sud del lago in quanto risultava il punto più vicino per raggiungere lo spot che avevamo scelto in quanto libero, ovvero la postazione denominata “La Chapelle” situata nella zona nord e centrale del lago. Qui non si hanno certo problemi di spazio o postazioni, sono innumerevoli e disseminate su tutto il perimetro del lago (a parte quelle più blasonate e segnate su varie carte ve ne sono tantissime altre meno note ma altrettanto interessanti!) e sempre molto ma molto poco frequentate, dovremo solo valutarle in base al periodo dell’anno in cui decideremo di affrontare questo paradiso. Essendo la nostra prima esperienza in quest’acqua scegliemmo questa postazione in quanto presentava erbai e acqua relativamente bassa dove, visto il periodo (il primo di giugno) potevamo avere buone probabilità di intercettare i numerosi branchi di carpe che popolano il lago e che ne girano i bassi fondali alla ricerca di gamberi, cozze, vongole e telline (no non è il menù di pesce di un ristorante è la realtà che incontreremo sui fondali di questo lago!). Avevamo solo otto giorni a nostra disposizione in quanto come detto in apertura il nostro viaggio nel sud della Francia sarebbe stato di “pescaturismo”, ovvero otto giorni di carpfishing e otto giorni di tour in alcune stupende città francesi delle regioni della Linguadoca-Rossiglione e della Provenza per cui quei giorni in pesca dovevano essere ottimizzati al meglio senza commettere errori. Un importantissimo dettaglio da non dover assolutamente sottovalutare sarà il vento, signore e padrone da queste parti e che farà la differenza assoluta soprattutto in pesca, infatti non a caso “no wind, no fish!” è il detto di chi frequenta assiduamente queste acque e, posso assicurarvi, perché vissuto sulla mia pelle che è una sacrosanta verità. Altro fattore di importanza vitale riguarda la nostra sicurezza, ed è direttamente collegato al primo, ovvero il vento, si, sempre lui, ma visto sotto un altro profilo, perché come anzidetto, qui, il vero signore assoluto del lago è quello di tramontana che tira forte, anzi molto forte, anzi di più! Da nord verso sud e, sarà proprio questo a scatenare sia l’appetito delle nostre amiche e sia a mettere a repentaglio la nostra sicurezza. Chi è abituato ai grandi laghi tipo il lago Maggiore, il Como, il Garda o i vulcanici tipo Bolsena o Bracciano per citarne alcuni saprà benissimo di cosa sto parlando, ma a chi non è abituato mi sento in obbligo di dare qualche utile e vitale consiglio per affrontare questo pericoloso evento atmosferico. Sto parlando di un lago “formato” con onde che arrivano e superano il metro di altezza e raffiche di vento da oltre 120kmh (p.s. vi svelo l’arcano lasciato in sospeso quando ho parlato della polizia locale che perlustra il lago in elicottero o a bordo di una grande imbarcazione dotata di un altrettanto potente motore entrobordo. Utilizzano soventemente questi mezzi, e li vedrete in azione al momento in cui cominceranno ad alzarsi i violenti venti di tramontana. In men che non si dica il lago si forma alla stregua di un mare in tempesta e dato che chiunque navighi nel lago può farlo esclusivamente con il motore elettrico, se si troverà al largo colto improvvisamente da queste condizioni sarà veramente impossibile che possa tornare sano e salvo a riva (normalmente il lago specialmente nella bella stagione è molto frequentato da canoisti, pescatori di ogni genere, pedalò e piccole imbarcazioni noleggiabili in loco e dotate di motore elettrico), per cui la polizia in queste condizioni utilizzando l’elicottero e una grande imbarcazione individua i natanti in difficoltà e per mezzo di una sagola li rimorchia lentamente a riva traendoli in salvo. Non potevo crederci ma li ho visti con i miei occhi in azione, un altro mondo e un’altra organizzazione, in Italia possiamo solo sognare una cosa del genere!). Come al solito sono andato un po’ fuori strada divagando però in argomenti sicuramente utili e di vitale importanza, ma adesso riprendendo la retta via e dopo una ventina di minuti di tranquilla navigazione siamo finalmente giunti alla postazione scelta, pulita, comoda e ombreggiata, in men che non si dica allestiamo il campo (spezzo una lancia in favore di un fantastico prodotto Imperial Fishing al quale va per intero il merito di averci dato la forza di stare in piedi dopo aver affrontato un viaggio del genere: la bevanda energetica Imperial Fishing Energy Drink..provare per credere, una vera e propria bomba energetica!) ma ancora più velocemente occupiamo i nostri comodi lettini per riposare stremati dal lunghissimo viaggio senza minimamente pensare alla pesca talmente tanta era la stanchezza!

fine prima puntata...(Continua)


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