Tecnica

La sessione veloce

Di Roberto Ripamonti pubblicato il 06/04/14

 

Decidere di andare a pescare in un nuovo posto presenta alcune difficoltà perché spesso si va incontro a situazioni nuove e difficilmente pianificabili o prevedibili a meno di non possedere un quadro assolutamente preciso ed informazioni ferree della situazione. Non sempre è così e molto spesso ci si ritrova in un fiume o lago che abbiamo sognato ed atteso e sul quale abbiamo già deciso una strategia di pesca con la necessità di inventarci qualche cosa di differente perché non tutto era come l’ aspettavamo. Facciamo l’esempio di un posto occupato da altri e nel quale avevamo dedicato qualche ora di pasturazione preventiva oppure, la prima sessione in un settore nuovo di zecca (almeno per noi) nel quale non abbiamo potuto fare nulla. Allora come cominciare a affrontare questa situazione cercando di avere subito delle possibilità di cattura senza doverle per forza rimandarle a qualche giorno dopo, quando la nostra preparazione è entrata in azione?

Esistono delle strategie possibili, tutte opinabili e tutte smontabili pezzo dopo pezzo perché, per fortuna, non esiste una verità assoluta ma solo una metodologia con cui affrontare una acqua nuova. Ed allora, vediamo come si potrebbe fare fermo restando che tutte le altre idee sono ben accette ed altrettanto valide.

 

Scelta del settore di pesca.

Arrivare in una nuova zona non è mai facile se non si conoscono i piccoli segreti del fondale per cui, dedicare qualche ora a sondare e eco scandagliare l’acqua è sempre essenziale. E’ inutile nascondere che l’unica strategia che possa pagare sin dal primo istante è quella  di individuare almeno 5-8 aree in cui poggiare o lanciare le nostre esche. E’ un lavoro lungo e che spesso si svolge meglio in due ma, fa fatto per non pescare al buio il che significherebbe, non pescare affatto affidarsi solo alla dea bendata. Poco può fare la sola pasturazione perché gran parte del materiale che andremmo a scaricare alla cieca potrebbe andare perso o essere oggetto di attacchi dai molteplici nemici delle boilies che vivono sul  fondale per cui, considerando i costi di una possibile pasturazione, è meglio andarci piano. Ed è comunque sempre meglio andare per difetto piuttosto che riempire una zona di boilies sparpagliandole senza raziocino perché questo non porterebbe a nessun risultato. La scelta del settore è caratterizzata da alcune scelte prevalenti che sono indicate da altri fattori collaterali tra cui, la composizione del team di pesca che si sta proponendo. Se siamo da soli è tutto molto più difficile perché anche pescando con quattro canne è impossibile coprire abbastanza acqua da soddisfare tutte le situazioni che si presentano mentre, come dicevamo il numero passato, un gruppo ben affiatato decide di posizionare le cane in modo strategico ben sapendo che la canna di uno è la canna di tutti e la cattura deve essere comunque condivisa. In effetti, se immaginiamo una distesa d’acqua davanti a noi e cominciamo a scandagliarla, fatta eccezione per talune situazioni in cui ci troviamo davanti ostacoli ben definiti quali legnaie, muri sommersi o pietraie improvvise, in genere abbiamo una serie di situazioni (cambi di livello, piccole risalite) che possono confonderci le idee e portarci a cagare per buoni quei settori che in effetti, buoni non sono. Da qui, la possibilità di incrociare il dato “tipologia del fondale” con quello altrettanto importante di “profondità”.

In certi laghi ad esempio, avere avuto una canna a 15 metri d’acqua ha portato all’unica partenza mentre in altre occasioni, le canne ai canonici 3 metri (o meno) hanno prodotto tutte le catture contro il nulla delle canne poste negli “abissi”. Purtroppo la nostra pesca ed il comportamento della carpa risentono di tanti fattori tra i quali la stagione, la temperatura, la presenza di erbe (fotosintesi clorofilliana, pressione di pesca) che modificano stagionalmente il comportamento del pesce.

Al lago del Salto ad esempio, in piena estate conviene pescare nei paraggi dei muri di pietra e roccia perché sono quelle le zone dove stazionano i branchi di carpe anche se spesso le profondità che abbiamo davanti lo potrebbero sconsigliare,

E’ importante quindi differenziare la proposta aprendo le canne verso i punti individuati con l’eco.

 

Pasturazione.

Le acque le dividerei in “boilies si e boilies no”…poiché esistono ancora alcuni bacini totalmente vergini nei quali l’approccio con le sole boilies può essere negativo al massimo. Identicamente, per taluni fiumi e canali che si dimostrano, ben poco ricettivi alle nostre palline di pasta almeno, per una lunga prima fase. Non è possibile quindi rischiare di perdere i primi giorni di pesca solo perché abbiamo affidato alle boilies la nostra sessione. E’ quindi importante differenziare le strategie portandosi dietro una scorta di granaglie che comunque sono parte integrante della preparazione del nuovo posto. Mais e Tiger nuts entrano in funzione immediatamente per cui almeno un terzo delle canne dovranno basarsi su questo tipo di esca per intercettare le prime carpe, anche di taglia piccola e creare movimento. La mia personale impostazione di pesca è abbastanza semplice poiché, dopo la ricerca del settore e l’individuazione dei punti di calo dell’esca, mi concentro su come preparare le 3-4 aree e rendere subito efficaci gli inneschi. Tutto si basa sul concetto di pasturazione accurata e Method mix per cui ogni singolo passo  va in quella direzione.

La pasturazione accurata si trasforma in un secchio da 3-4 kg di boilies intere, a pezzi e granaglie di cui almeno metà  viene lasciato cadere tutt’intorno all’innesco. Quindi calcolerei circa 2 kg ad innesco per iniziare, fatte cadere in un raggio di 2-3 metri dal punto di cala o davanti al segnalino

Quest’ultimo sia su boilies che su granaglie viene coadiuvato da una palla di method mix di medie dimensioni basata su un mix colloso ed elastico che contenga pezzi di boilies. Con questo tipo di pasturazione a “spot” limitata alle sole zone di pesca si riesce a coprire una zona valida eliminando tutte le zone di passaggio e concentrandosi solo sui settori che davvero potrebbero produrre catture.

La presenza del method mix può essere variata usando la canapa al fine di creare un piccolo tappeto attorno all’esca che, riesca a fermare le carpe tenendole occupate abbastanza. Il method ha il vantaggio di una maggiore velocità perché viene aggredito dai piccoli pesci ma questo può causare disturbi al terminale che spesso viene messo fuori posizione e richiede una nuova calata. Con la canapa questo non accade per cui il finale rimane in acqua perfettamente libero e spesso indisturbato. La canapa provoca un comportamento spesso irrazionale delle carpe perché una volta cominciato a mangiarla, mettono la testa sul fondo e rimangono in zona per parecchio poiché i semi sono piccoli e sparsi. Questo può ritardare l’arrivo sui nostri inneschi ma ha il beneficio di rallentare i freni inibitori per cui una volta girata l’attenzione verso le boilies la mangiata è una conseguenza naturale. In talune situazioni è stato utile sfruttare le qualità attrattive delle pasture da pesca al colpo che , mescolate alle granaglie (ancora mais a pezzi, tiger e canapa), creano un tappeto impalpabile che manda ai matti le carpe ma attira tantissime altre specie minori che possono disturbare le nostre prede principali. Nel momento in cui le carpe entrano nel teatro di operazioni, si assiste ad un fermo da parte delle altre specie e questi minuti di silenzio spesso sono presagio di una imminente situazione nuova che ci potrà vedere protagonisti.

Qualora decidessimo di pescare da terra, dobbiamo affidarci al lancio ed alla pasturazione classica con fionda e cobra stick per cui, tutta la fase di ricerca deve essere limitata a distanze accessibili considerando che un lancio con un piccolo sacchetto di PVA si accorcia almeno del 30-40% per cui gli eventuali riferimenti dovranno essere nella fascia 60-80 metri dalla postazione.

 

Dopo ogni recupero dell’esca sia essa stata disturbata oppure perché inattiva da troppo tempo, non si deve ripetere l’operazione di pasturazione per non caricare inutilmente troppo la zona ed entrare in una sovra pasturazione che ha effetti negativi. Tanto vale limitarsi ad una palla di method mix e una manciata di boilies che servano solo a rinfrescare la zona ma, nulla più. Ovviamente ripeteremo l’operazione dopo ogni cattura poiché possiamo prevedere che la carpa /carpe presenti abbiano spazzato via tutto per cui, ci dovremo riarmare di secchiello e ricominciare da capo.


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