Itinerari

La Saona

Di Leon Hoogendijk pubblicato il 25/07/11

 

La primavera è il periodo delle piogge abbondanti ed I fiumi sono solitamente troppo alti per una pesca accettabile mentre, subito dopo maggio generalmente sono negli USA per lavoro per cui, mi rimangono pochi mesi l’anno per pescare nel mio fiume preferito e tra questi, il periodo tra Agosto ed Ottobre e soltanto durante i week end. Considerando che il tempo a disposizione per una solida campagna di pasturazione non sarebbe stato molto e visti i quantitative ingenti necessario per farlo, mi sono domandato se ne valesse veramente la pena al punto da incontrarmi con l’amico Didier per decidere sul da farsi. Ma proprio Didier era riuscito rapidamente a farmi cambiare idea  visto che pescare nei nostri soliti posti avrebbe certamente significato usare meno pastura e spendere meno tempo per definire i giusti settori su cui calare le esche.

Come al solito avremmo avuto alcune nuove carpe e la maggioranza delle sorprese sarebbe arrivata solo dopo qualche settimane di pesca consolidata in quei settori.

In genere il fiume contiene le seguenti tipologie di carpa

1)    Piccole wild common carp, ovvero quelle allungate che non arrivano mai a pesi importanti. Sono nomadi, vivono in gruppi vicino alle sponde e ai cambi di profondità improvvisi.. Si catturano prevalentemente con le granaglie ma, a causa della loro dimensione non sono mai stato interessato ad esse.

2)    Le grandi solitarie. Sono carpe di grande taglia sia specchi che comuni che si spostano lungo il fiume senza percorsi fissi. Per cui non si sa mai quando arriveranno nel nostro settore. Quando arrivano, mettono la testa nel fondale e ripuliscono tutto e qualcuna viene anche catturata. Poi probabilmente non sarò mai più possibile rivedere quella carpa perché l’anno dopo si troverà a 30 chilometri di distanza. La loro cattura è quindi solo casuale.

3)    Le carpe fantasma. Sono quelle carpe che riusciamo a vedere spesso ma che non catturiamo mai! Ho visto queste carpe, le ho anche filmate ma non c’è mai stato verso di prenderle anche dopo pasturazioni intensive. Sono pesci tropo intelligenti oppure, non sono semplicemente interessate alle nostre esche? Non saprei cosa rispondere!

4)    Le residenti più facili. Sono carpe che vivono nelle stesse zone ma accettano le nostre esche e si fanno catturare, in genere sono anche di grande taglia e vivono in aree particolari del fiume . Sono i nostri obbiettivi di sempre.

 

Alla fine del colloquio avuto con Didier, decidemmo come e dove affrontare la nuova stagione di pesca sviluppando una programma di pasturazione in alcune zone del fiume che garantivano risultati. Si trattava di posti chiaramente individuati ma, a causa del poco tempo a disposizione, non avevamo ancora potuto pescare decentemente.

Nonostante questo, Didier aveva catturato una specchi di circa 25 kg ed io, comune di poco più di 18 kg appena dopo la riproduzione. Le tre aree che avevamo in mente facevano parte della stessa zona di fiume che partiva da una zona profonda di circa 15-17 metri in mezzo e terminava a valle, con una zona allargata che avevamo chiamato “La Baia”.

La profondità media era attorno ai 6 metri con plateau e risalite attorno a buche profonde. Era una zona molto conosciuta per i siluri e I perca ma, assai poco per le carpe.

La nostra osservazione aveva comunque dimostrato che esistevano ottime possibilità di cattura poiché avevamo visto carpe enormi durante la riproduzione. Per la maggioranza si trattava di specchi.

Programma di pasturazione

La strategia di pasturazione era la seguente

  •  
  • Lunedi: 10 kg di boilies durissime da 25mm posate su una area di circa 250 mtri, nel mezzo del fiume.
  • Martedi:pasturazione con 5 Kg su circa 200 metri di fiume.
  • Venerdi; 5 kg su 150 metri ed in diagonale
  • Sabato e Domenica; solo pesca durante il giorno e pasturazione leggera
  • Il seguente mercoledi; circa 5 kg su 150 metri di fiume
  • Venerdi: 5 kg in diagonale a tagliare da sponda a sponda.
  • Secondo weekend: pesca con pasturazione leggera

La scelta delle boilies da 25 mm durissime era logica poiché sapevamo che era il sistema più selettivo per la pesca nella Saona. Per ottenere questo risultato avevamo ricoperto le boilies di zucchero per una settimana.

Lo zucchero assorbe i liquidi e lascia delle boileis dure come pietre. Sono esche comunque di grande efficacia e le carpe non hanno nessuna difficoltà a romperle in un istante.

L’unica difficoltà sta nel fatto che le boilies diventano collose e non si tirano bene con il Cobra stick per cui si dovette ricorrere alla barca.

Per pescare come volevamo, era necessario lanciare l’esca a circa 100 metri e con le 25 mm questo non è molto problematico. Sta di fatto che mettemmo un segnalino per avere un chiaro riferimento. Io avrei pescato con due canne a valle e due a monte , formando una sorta di “V” rovescia in cui il segnalino era la punta. Quando fosse arrivato Didier, avrei spostato tutte le mie canne a valle e avremmo ripreso lo stesso schema con più canne. Superammo anche il problema dei canneti, ricavando una piccola piazzola in cui tenere le canne alte mentre  avremmo certamente avuto qualche difficoltà dalle alghe che passavano in superficie. Per questa ragione io uso il dyneema che, mi segnala subito cosa accade e con pochi colpi di cimino, spesso riesco a liberarmi dello sporco. Quando questo non accade, recupero e rilancio.

Il dyneema inoltre garantisce una maggiore facilità nel recupero e taglia le alghe con forza laddove il nailon stenta.

Il Rig per il fiume

Il rig che avevo deciso di usare era il seguente

 

  • Leader in nailon.tungsteno di circa 90 cm
  • Korda safetyclip con conetto in silicone
  • Piombo da 5 oz. Korda Cube Swivel A ring-swivel
  • 25 cm di 35 libbre fluorocarbon
  • Amo Hayabusa Carp Hook nr2
  • Capello in braid

 

I piombi Korda Cube sono perfetti per questa azione di pesca poiché tengono bene la corrente, hanno un ottimo grip e garantiscono lanci precisi e lunghi. Quando la corrente sale, avevo deciso di passare a piombi da 8 oz (240 grammi)).Il rig sarebbe stato semplice e diretto, con un pezzo di fluorocarbonb ed un amo dalla punta perfetta e assolutamente affidabile. In definitive, una presentazione che no si aggrovigglia, che lancia bene e che da garanzie di tenuta in tutte le occasioni.

Domande e dubbi…

In linea teorica la nostra strategia era perfetta ma, avrebbe funzionato per davvero? In quella zona ci sono molti siluri e qualche mese prima ne erano stati catturati da oltre 90 kg. F

orse non avevano ancora cominciato a mangiare le boilies per cui sarebbe stato possibile pescare senza disturbo.

Vi era inoltre una quantità immense di cibo naturale che avrebbe certamente allontanato le carpe ed inoltre, l’eccellente andamento della riproduzione di due anni prima che aveva letteralmente riempito il fiume di carpe di 1-3 kg che disturbavano non poco la pesca di tutti.

Per fortuna le nostre boilies erano grandi abbastanza da tenere lontane quelle mini carpe.

La prova del nove

Ecco un veloce riepilogo di quello che è accaduto nelle successive 6 settimane (week end) di pesca

 1st weekend 

Mi arriva una specchi di 22 kg seguita da una comune di circa 15 sulla stessa canna. Dopo una mezza giornata abbastanza lenta, fatta eccezione per queste due carpe, inizia un balletto che non ci lascia Fermi per un attimo. L’azione di pesca è massacrante.

Il giorno prima aveva tirato un forte vento da sud mentre, ora tirava una brezza da Nord che rendeva comunque calda la giornata anzi, direi bollente!

Eravamo arrivati il venerdi sera per poi cominciare a pescare il sabato mattina alle prime luci, durante la notte alcuni grossi siluri avevano cacciato vicino alle sponde e il fatto che avevamo anche visto molti grossi topi, ci dava idea che I “glanis” stessero proprio dando la caccia a loro!

La mattina ottenemmo due catture subito, quindi tutto si fermò. Quindi il fiume esplose offrendoci carpe da 24-26 . 18 kg in sequenza. Inoltre catturamo molte carpe tra i 6 ed i 9 kg. Non appena si fermò il vento, anche il fiume sembrò calmarsi. La domenica arrivarono alcune catture tra cui diverse 13-14 e 16 kg. In definitive il primo week end aveva prodotto circa 22 carpe con una taglia media superiore ai 12 kg e punte fino a 26 kg. Una cosa dell’altro mondo

2nd weekend 

Per questo secondo week end riproviamo nello stesso settore partendo dal venerdi mentre Didier mi avrebbe raggiunto solo il giorno dopo. Un forte vento da est sembrava non lasciare molte speranze ma, dopo una notte senza azione alcuna, qualche cosa è cambiato.

La mia canna di sinistra ha cominciato a produrre un paio di catture sui 10-11 kg e mentre ero intento a slamare la seconda carpa, alle 0745 precise è arrivato qualche cosa di davvero speciale.

Da pochi istanti, una grossa barca da carico era passata nell’area pasturata e mentre stavo rimettendo a posto le canne che avevo appositamente allentato per non avere nulla in superficie, un mulinello aveva cominciato a sfrizionare. Dopo circa 15 minuti di fatica pura ero stato in grando di mettere a guadino una carpa di circa 25 kg, uno dei giganti per cui questo fiume è nel mio cuore.

3rd weekend 

Era arrivato il momento di provare un nuovo settore del fiume, molto più vicino ad una buca profonda. Didier non sarebbe potuto essere con me ma, avrebbe fatto un salto un paio di volte per sapere come andava. Le previsioni erano di cielo leggermente nuvoloso con un vento prevalente da sud ovest e una leggera tendenza verso la pioggia.

Le cose sembravano andare nel verso giusto poiché già da sabato mattina avevo una 21 kg a specchi ma, la cosa si fermò a quella ed alter catture minori. Durante la domenica erano invece arrivate delle carpe “wild” fino a 13 kg mentre delle specchi che speravo di vedere, nemmeno l’ombra. Eppure il tempo sembrava perfetto e forse il branco di wild common aveva allontanato dalla zona, le prede più grandi. Saperlo!

 Che lezione imparare da questa serie di sessioni che successivamente ha portato a diverse alter carpe attorno ai 15-18 kg nelle settimane seguenti? Che il fiume va studiato a lungo e profondamente cercando di affrontarlo affinché la corrente, non sia sempre un problema e cercando di differenziare il posizionamento delle canne.

Abbiamo inoltre fatto scelte molto selettive e sono state pagate con catture importanti. Le boilies extra dure da 25 mm forse sono state la soluzione giusta per questa avventura.

 


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Commenti

marco il 27/07/11
A quando un nuovo articolo di Leon ? Questo mi sembra di averlo già letto qualche anno fa !!!


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