News

La nuova tessera di CFI

Di Roberto Ripamonti pubblicato il 02/03/17

Sono legato indissolubilmente a Carp Fishing Italia perché questa associazione è nata da una idea condivisa tra il sottoscritto, Luigi Parenti e Mario Molinari a cui si aggiunsero poi i soci fondatori Franci, Bellugi e Steri in quel di Grosseto.

Sono orgoglioso del percorso che CFI ha fatto, dell'eccellenza dei suoi soci, della qualità dei suoi Presidenti e di tutti coloro che hanno capito qual'è lo spirito di una associazione, sostenendola anche nei momenti più difficili.
CFI è un monumento contro il quale hanno sbattuto tanti detrattori miopi ed incapaci di vedere oltre.
Pur di non farne parte, alcuni crearono una colonia inglese (come non chiamarla così) della Carp Society sucitando le perplessità degli inglesi stessi che mi chiedevano il perché, visto che CFI era quasi più grande della loro associazione.
Ma in Italia funziona così, purtroppo per tutti noi.
Loro, i guru, sono praticamente spariti oppure vagheggiano storie di pesca modificando le date e inventando situazioni ed esperienze di carpfishing di almeno 5-7 anni precedenti al vero.
Urlano la loro centralità e leggenda presunta, quando sono stati solo abili a sfruttare un momento pur senza riuscire a lasciare traccia vera che non fosse di tornaconto personale.
CFI è nata per fare divulgazione, diffusione di uno stile di vita e lontananza da speculazioni del mercato.
Tranne una breve parentesi pescarese in cui, e non per colpa del presidente di allora, ma di una situazione ambientale difficile, pensai che la corsa fosse finita invece  CFI si dimostrò un faro nella nebbia.
E rifiutò i compromessi del mercato.
Mi sarebbe piaciuto vedere soci di CFI i vari guru che si sono succeduti e che ancora adesso imperversano ma, così non è stato.
Siamo stati ignorati e spesso maltrattati ma, grazie alla passione di un grandissimo gruppo di veri appassionati, CFI è rimasta a galla.
Mi  confronto spesso con Agostino, Presidente perfetto ed insostituibile del quale non immagino un possibile sostituto e con lui verifico come altre realtà, a causa di una stupida e cieca incapacità di accettare, facciano finta di ignorare una associazione privata, fatta di oltre 2000 soci.
In un paese moderno CFI avrebbe trovato spazio in tutti gli ambiti.
Da noi si continua ad farne spallucce o parlarne con leggerezza oppure, a deriderla laddove invece, rappresenta uno spaccato meraviglioso della nostra pesca sportiva.
Stupido ed inadeguato chi non lo capisce.
CFI é fatta di soci, non tessere, non numerelli da sfoggiare.
Teste pensanti ed amanti della pesca , null'altro. 
Lunga Vita a CFI e complimenti per la nuova tessera che racchiude lo spirito di questa grande associazione

FacebookTwitterGoogle+Invia per email

Collabora


Ti potrebbero interessare anche:








Commenti

Agostino Zurma il 03/03/17
Grazie Roberto per gli attestati nei miei confronti. Relativamente al contenuto condivido ogni parte, una Associazione,la nostra, attiva in ogni ambito e pronta ad ogni confronto. Centinaia di guardie volontarie, oltre mille persone coinvolte nelle varie pulizie delle sponde, decine di migliaia di euro in beneficenza, recuperi ittici, semine, presenza in commissioni , migliaia di iscritti coinvolti nel nostro trofeo, giunto alla quattordicesima edizione, presenza nelle scuole, confronto con il ministero per il riconoscimento della carpa come pesce da tutelare, acque in gestione e mi fermo. Eppure buona parte del mondo del carpfishing ignora tutto questo. Peccato,perché con più persone tutto queste attivitá crescerebbero sicuramente è altre se ne potrebbero fare. Ma comunque, come dico ai miei ragazzi: avanti tutta !


Inserisci un commento

(La pubblicazione è soggetta ad approvazione da parte della redazione.)