Tecnica

La magia dei colori

Di Lorenzo Luciani pubblicato il 17/03/13

n un mondo in continua evoluzione come quello del carpfishing, lo sviluppo del comparto esche ricopre da sempre il ruolo principale e di maggior interesse per ogni appassionato; l’introduzione di idee e soluzioni innovative per i nostri inneschi è, pertanto, oggetto di consensi o critiche, che spesso provocano idee e suggestioni sbagliate sulla reale efficacia o meno di un prodotto. Questo è il caso delle esche di colore fluorescente, dapprima in commercio solo in forma di pop-up, poi reperibili sul mercato con intere linee di ready made, con tanto di dip e soluzioni affondanti di vari diametri.
Di fatto, c’è chi reputa la colorazione di un’esca inutile ai fini di una cattura e chi, invece, è convinto del contrario; cerchiamo quindi di fare un po’ di chiarezza, per quanto sia difficile, sulla reale efficacia delle ready made fluorescenti.
Partiamo comunque dal considerare soluzioni del genere come delle valide alternative in particolari situazioni, proprio perché, prodotti come esche 'fluo', si riveleranno efficaci se usate corettamente in determinati ambienti e con particolari strategie.
E' chiaro che ogni novità va presa con le pinze e prima di essere accettata necessità di tempo per essere provata e, soprattutto, di risultati concreti per convincere; ma l'arrivo di questo nuovo concetto di boile è stato comunque un passo importante per lo sviluppo delle esche da carpfishing. Un passo che ha sicuramente stravolto molte teorie che vedevano l'esca vincente, solo ed esclusivamente, come la più attrattiva e/o nutritiva. Ora, infatti, entra in gioco anche l'aspetto stesso dell'esca, fatto di colori sgargianti e vivaci che uniti ad aromatizzazioni particolari e spesso fuori dagli schemi, può aiutarci a fare la differenza.
L’arrivo delle esche fluorescenti sancisce quindi una nuova era, dove il carpista ‘moderno’ punta anche sulla visibilità della propria esca; caratteristica che anni prima veniva presa in considerazione solo marginalmente. Queste innovative esche valorizzano infatti, mai come prima, la presentazione del nostro innesco, donando una visibilità in acqua superiore rispetto a quanto usato fino ad ora; giallo, arancio, rosa, verde, bianco, se ne trovano ormai di tutti i colori, spesso con aromatizzazioni affermate e binomi vincenti, ma anche con particolarità attrattive inusuali e aromi stravaganti che ne valorizzano ancor di più l'unica nota in comune: l'aspetto appariscente.
Se molte aziende credono ormai da tempo nel progetto, evidentemente le esche di colore fluorescenti avranno qualche marcia in più, cerchiamo quindi di capire perché sono realmente così  performanti in determinate situazioni, tanto da essere preferite alle ‘classiche’.
La carpa, come molte altre specie animali, è un pesce assai curioso che tende istintivamente ad essere attratto e stimolato da tutto ciò che può differirsi dalla norma. È proprio su questo aspetto comportamentale che, colori vivaci o fluorescenti, cercano di fare leva per regalarci qualche cattura in più.
In bacini molto pressati ad esempio, uscire fuori dagli schemi può fare la differenza; una singola ready made fluo può, infatti, riuscire a far 'riattivare' la curiosità della carpa, spingendola a vincere l'apatia nei confronti delle esche; in questo caso l'uso di una boile fluorescente valorizza in modo particolare il nostro innesco, differenziandolo dagli altri usati fino ad ora e potrà, pertanto, rivelarsi un’arma vincente. La carpa sarà istintivamente attratta (incuriosita) da quella particolare ‘pallina colorata’ e, di conseguenza, non possedendo altri organi del tatto oltre la bocca, sarà istintivamente condizionata ad assaggiarla rapidamente prima dell’arrivo di altri pesci; in questo caso la colorazione vivace e appariscente agisce anche sul principio di vera e propria competizione alimentare, che spinge ogni animale a cibarsi di ciò che è commestibile prima dell’arrivo di suoi simili o di altre specie.
Spesso in un contesto del genere, come cave o piccoli bacini naturali, i pesci hanno imparato a riconoscere il pericolo e tenersi lontano da particolari situazioni, come pasturazioni abbondanti, a volte eccessive, o classici inneschi che si mimetizzano sul fondale; un innesco fluorescente sarà invece in grado di fare la differenza dimostrando la sua peculiarità e potenzialità se usato nel modo corretto; pasturazione leggera e mirata, sarà l'arma in più per valorizzare la nostra appariscente esca. Una singola pop-up di colore fluorescente, magari lanciata in un sacchetto di pva con poche pellets e staccata anche diversi cm dal fondo, potrà, paradossalmente, suscitare interesse anche negli esemplari più sospettosi, spingendoli istintivamente ad assaggiare l’esca senza troppi scrupoli.
Come sappiamo, tuttavia, la vista della carpa è sviluppata in modo minore rispetto ad altri organi sensoriali; ma la peculiarità di questa esca cerca di completare le carenze delle classiche boile, andando alla ricerca dello stimolo di ogni organo del pesce, in questo caso anche la vista (indubbiamente la reale efficacia di una colorazione ‘fluo’ deve essere sperimentata durante le ore di luce, per la notte non resta che affidarci esclusivamente alle altre, più classiche, caratteristiche).
Le molteplici aromatizzazioni ormai già in commercio ci permettono inoltre di creare delle valide conbinazioni alternative, di micidiale efficacia, specialmente se usate insieme alle nostre affermate esche di fiducia per le acque che abitualmente frequentiamo.
In particolari situazioni poi, l’uso di colorazioni vivaci sui nostri inneschi ci permetterà di trarre anche alcuni vantaggi in termini di praticità; calando la lenza con la barca, grazie all'ausilio dei colori fluorescenti, sarà possibile riuscire a posizionare accuratamente i nostri inneschi sul fondale a vista fino a 2/3 di profondità (anche oltre in acque cristalline).
D’altro canto però, facciamo comunque attenzione anche alla fauna, non solo ittica, presente nel bacino poiché, come per la carpa, anche le altre specie animali saranno incuriosite dai vivaci colori dell’esca e sarà pertanto opportuno evitare di usare inneschi fluorescenti in zone con poca profondità, laddove ci sia una abbondante presenza di uccelli acquatici o mammifferi, per non ritrovare ‘sorprese’ assai poco gradite agganciate hai nostri ami.


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Commenti

Diego De Chirico il 21/03/13
Un bellissimo articolo! Scritto bene poi... ...forse la foto della nutria morta si poteva evitare, forse!


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