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La lottizzazione dei tedeschi nel Po

Di Redazione pubblicato il 27/10/11

Chi vive il fiume come pescatore avrà notato negli ultimi anni il proliferare lungo l’asta fluviale del Po e dei suoi affluenti, di campi di pesca a pagamento gestiti da stranieri che, dietro un compenso monetario, offrono vitto, alloggio, imbarcazione, permessi di pesca, attrezzature e guida di pesca a connazionali che vogliono dedicarsi alla pesca al Siluro e alla Carpa.

Tutto qui nulla di male se non fosse che la figura professionale della “guida di pesca” in Italia non esiste come figura commerciale riconosciuta, affinché tale promozione possa essere lecita l’attività commerciale più vicina a questo concetto sarebbe l’agriturismo che viene gestito da un titolare di licenza di tipo “A” (pesca professionale in acque interne), che fattura gli introiti dei singoli ospiti dando loro copertura assicurativa ed assolva i tributi.

Inoltre sarebbero necessarie barche e pontili conformi alle norme in materia di navigazione e sicurezza, partita IVA, area di alloggio che abbia tutte le caratteristiche normative del TULPS, sanitarie e tributarie assolte.

I wallercamp e/o fishingcamp e/o campi di pesca, gestiti da Tedeschi e Austriaci, non presentano esternamente nessuna di queste caratteristiche autorizzative e gestionali, nemmeno il suolo dove sono appoggiati, essendo la maggior parte ubicati su terreno demaniale o golenale in modo abusivo.

Nei siti internet dedicati alla promozione pubblicitaria di queste attività commerciali si evince invece la natura di vere e proprie strutture imprenditoriali e non di certo associative come del resto si vuol far credere.

Attraverso la ricerca in rete appaiono decine le strutture simili gestite con la  medesima tipologia commerciale e da soggetti della stessa nazionalità (Germania ed Austria), elemento che non esclude una vera e propria filiera dedita al pesca turismo abusivo nell’area del Po.

Qui di seguito sono linkati i siti internet dei diversi campi di pesca e dai quali è possibile risalire all’indirizzo della sede italiana:

 

http://www.wallercamp.de/ Lago Superiore e Foce Oglio (MN)

http://www.welsfischen.info/  Borgoforte (MN)

http://www.neckarwaller.de/index.php?Itemid=240&id=243&option=com_content&task=view Lago Superiore di Mantova (MN)

http://www.wels-camp-am-po.de/ Revere (MN)

http://casasilure.com/index.html San Benedetto Po (MN)

http://www.posiluro.hu/ Bagnolo San Vito (MN)

http://www.ilcampodelsiluro.at/ S. Maria Maddalena (RO)
http://www.wallerparadies.at/ Adria (RO)
http://www.grosser-fluss.com/ Torricella di Sissa (PR)
http://members.chello.at/walleradventurecamp/ Taglio di Po (RO)
http://www.wallerangeln.com/index.php Serravalle (MN)
http://www.angeln-und-kultur.com/ Polesella (RO)
http://www.welsfischen.info/ Borgoforte (MN)
http://www.waller-kalle.eu/forum/index.php?page=Portal Borgoforte (MN)

http://www.andyswallercamp.eu/ Papozze (RO)
http://www.bavarian-fishing-tours.de/ Brescello/Boretto (RE)

 

Il contatto con il cliente avviene appunto attraverso internet e da contatto diretto si è potuto dedurre come dopo un accordo fatto per telefono o e-mail per prenotare, si versano i soldi alla “guida” tramite bonifico bancario, si attende conferma che i permessi di pesca siano “arrivati” e il cliente può beneficiare del servizio: tutto senza che esista la minima traccia di documentazione fiscale (ricevute, scontrini, fatture, etc), insomma nessuna somma di denaro a parte i soldi per le licenza finisce nelle casse italiane.

Da valutazione obbiettiva, da parte di chi vede tutto ciò dall’esterno, si configura un’evasione parziale o addirittura totale ed uno sfruttamento di risorse italiane e patrimonio pubblico a senso unico, ossia senza il benché minimo ritorno per il territorio stesso che ospita la struttura abusiva.

Considerato che se si moltiplica per le centinaia di clienti annui che vengono scorti nella struttura dedicata, il volume di affari appare sostanziale, continuo e non conforme alle prescrizioni del fisco.

Attraccate ai pontili galleggianti anch’essi spesso non a norma e non in regola con il versamenti annuali previsti, si possono vedere dalle 10 alle 20 barche adibite a noleggio, ma prive del numero seriale che le metterebbe in regola per il noleggio al pubblico, assicurando l’omologazione dell’imbarcazione, le dotazioni di sicurezza di bordo e non per ultima le garanzie assicurative per il cliente.

Da sottolineare il problema di ordine pubblico che scaturisce dal via vai continuo anche nelle ore notturne di decine di imbarcazioni sprovviste di luci di via, dal campeggio continuato illegale sulle spiagge del fiume (come previsto dalle normative regionali    dell'Emilia Romagna e della Lombardia) e dell’intralcio alla navigazione attuato tramite lenze di grosso calibro tirate anche a 400 metri di distanza sul fiume ad altezza collo, pericolosissime per le imbarcazioni ignare in transito per diporto.

Questo comportamento messo in atto spesso sui laghi di Mantova, ha costretto l’amministrazione ad inasprire le regole in materia di pesca, ed infatti, dal 2010 su tutto il territorio mantovano è fatto assoluto divieto di portare fuori le lenze con l’ausilio dell’imbarcazione.

Una normativa che invece di punire i colpevoli di certi atteggiamenti, punisce tutti: Siluristi e Carpisti indipendentemente !!

Ancora una volta le amministrazioni invece di fare i controlli e sanzionare gli eccessi, hanno preferito colpire tutta la categoria con un richiamo all’ordine; ordine che viene rispettato solo dagli Italiani, ma che invece è completamente ignorato dai tedeschi ed austriaci che continuano in bella mostra a portare fuori le lenze con le imbarcazioni, in barba a chi dovrebbe vigilare sulla nuova normativa.

Da segnalare l’accaparramento illecito di grossi sassi prelevati da sponde e pennelli per l’attuazione di una particolare tecnica di pesca di matrice tedesca, che prevede l’uso di un grossa pietra a perdere al posto del piombo, e che a lungo andare sta portando all’indebolimento strutturale delle sponde e dei pennelli stessi, posti in essere per il controllo del fiume durante le piene.

In più il particolare sistema abusivo imprenditoriale svolto sul fiume essendo di fatto incontrollato e sconosciuto agli organi di vigilanza preposti, rappresenta oltre a un evidente danno immediato per le strutture lecite di pesca turismo che incidono sull’area, un implementazione degli illeciti che ricadono su un area fluviale già gravemente colpita da eventi di danni ambientali.

Per capire di quanti clienti stiamo parlando e quindi di quanti soldi girano intorno a questo business ecco qui di seguito il numero di licenze rilasciate in alcuni comuni rivieraschi e solo nei primi 7 mesi del 2006:

LICENZE DI PESCA PESCATORI DILETTANTI-SPORTIVI STRANIERI ANNO 2006 - PORTO TOLLE (RO)-  636

LICENZE DI PESCA PESCATORI DILETTANTI-SPORTIVI STRANIERI ANNO 2006 - ADRIA (RO) - 370

LICENZE DI PESCA PESCATORI DILETTANTI-SPORTIVI STRANIERI ANNO 2006 - ROVIGO - 392

LICENZE DI PESCA PESCATORI DILETTANTI-SPORTIVI STRANIERI ANNO 2006 - ROSOLINA -153


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Commenti

Bianchi Massimo il 05/05/17
Nessuno controlla, nessuno fa niente e intanto un nuovo campo gestito da tedeschi sta sorgendo a Ro in località Zocca in provincia di Ferrara. 5 Maggio 2017.


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