Itinerari

La grande sfida ad Orient

Di Jocelyin Dupré pubblicato il 11/12/11

 

Ognuno di noi ha un desiderio, una sfida che vuole vincere. C’è chi vuole una particolare cattura, chi provare un’esca, chi una canna oppure, esplorare un lago e scoprirne le potenzialità. Un racconto di 77 giorni di pesca totale!

 

Maggio 2005.

Agli inizi di Marzo 2005 cominciarono ad arrivare giornate meravigliose che scaldavano il moi ufficio, la finta pelle della mia poltrona e facevano salire la temperatura della mia febbre di pesca. Il mio orologio biologico cominciava a dare segni che il momento di ricominciare era arrivato ! Come tutti gli anni, la mia attesa era stata spasmodica, la mia eccitazione era giunta al massimo e tutto era pronto. Per chi ha un lavoro noioso legato al commercio che occupa 60 ore settimanali, l’idea di adattarmi a nuovi ritmi più consoni al mio modo di essere era meravigliosamente attraente e stava prendendo spazio sempre più nella mia testa.

Quei giorni furono cruciali perchè ero stanco dei miei doveri lavorativi, della routine che mi portava ad essere un semplice numero in una lunga lista di impiegati, di dover per forza essere parte di uno schema sociale di cui non mi interessava fare parte. Presi quindi , giorno dopo giorno, una decisione che all’inizio sembrava incredibile ed impensabile. Era diventato Maggio, ed era il 9 di maggio e quel giorno, presi la decisione.

Scrissi una lettera al moi datore di lavoro nel linguaggio migliore possibile e gli spiegai che la mia decisione era senza possibilità di cambiamento. Poi, comincia a smontare casa e in qualche settimana, la mia corsa verso la libertà era completata. Consegnai le chiavi del mio appartamento e una strana emozione mi pervadeva ; non avrei avuto guadagni nei mesi successivi e le mie finanze sarebbero bastate solo per le mie strette necessità…….

 

La scelta del lago.

Il posto dove avrei sviluppato la mia sessione era basilare poiché nelle successive 11 settimane avrei vissuto in quel posto e 8 di queste, le avrei fatte completamente solo. Tutto quindi doveva essere perfettamente organizzato e ben pensato. Un lago molto grande sarebbe stato l’unico posto dove avere questa esperienza. Nessuna cava o lago minore sarebbe stato sufficiente a soddisfarmi. I fiumi sono misteriosi ed affascinanti ma, troppo capricciosi e soggetti alle condizioni meteo per poter essere luogo di una sessione così lunga. Ciò che cercavo era una completa immersione nella pesca, nella natura e la ricerca di situazioni estreme. Ciò che volevo, doveva essere in Francia e doveva essere speciale e per questo, quando tornavo a casa dal lavoro, dedicavo tutto il mio tempo a studiare le possibili alternative. Doveva essere un lago pubblico, con carpe possibili anche al limite estremo dei 30 kg. Nella mia testa non vi era spazio alcuno per le acque private in cui le carpe sono alimentate e cresciute come tacchini. La mia scelta alla fine fu verso il più grande e misterioso dei laghi transalpini ; la Foresta d’Oriente, la leggenda del carpfishing.

 

 

Solo o in coppia?

Una grande questione mi accompagnava in quei giorni di preparazione alla mega sessione. Avrei preferito rimanere da solo oppure, essere accompagnato durante 8 settimane? Nessuno dei miei amici avrebbe avuto la possibilità di stare con me per tutto questo tempo. Inoltre, avrei dovuto cambiare partner più volte e questo avrebbe potuto comportare differenti opinioni che non volevo affrontare e magari, spinte a cambiare le mie strategie e I miei desideri. Per questo, alla fine, decisi che almeno per 56 giorni continuativi, avrei pescato completamente da solo. Avrei avuto tempo per pensare, riflettere. Ma la decisione era presa ed altre domande mi assillavano: dove avrei mantenuto il cibo e l’acqua? Che quantitativi di esca sarebbero serviti? Come avrei ricaricato le batterie della telecamera e delle macchine fotografiche oppure, delle luci da testa? Come avrei potuto fare tutto questo, senza potermi allontanare dalla mia postazione e lasciarla così abbandonata ed alla mercè di chiunque?

 

Una logistica da mercenario!

Uno dei problemi più rilevanti era dato dall’autonomia degli apparecchi elettrici che avrei dovuto utilizzare e la logistica che avrei dovuto organizzare per resistere senza problemi. La parte dell’esca era stata tutto sommato semplice, con circa 150 kg di boilies, 75 kg di pellets e 80 kg di  granaglie secche ma, già questi quantitative non sarebbero entrati nella mia auto per il viaggio!

Poi decisi di portare con me, Quattro batterie da 110 ampere, 2 tende una delle quali destinata a fare da magazzino del materiale. Scelsi anche delle scatole ermetiche in plastica per stoccare il cibo a lunga conservazione e tenerlo lontano dai topi. Quindi aggiunsi una grande scorta di pile da testa, marker del tipo Atropa, GPS, batterie di scorta per la telecamera, circa 80  ami, 60 metri di Armadillo, avvisatori di scorta ed abbastanza materiale da pesca per affrontare 77 giorni (1800 ore) e stare lontano dalle peggiori imprevisti

 

Pronto ad andare…pronto a catturare.

Era l’8 di Agosto e tutta la mia roba era in machina pronta a partire. Tutti I giorni precedenti erano stati interamente dedicati alla preparazione meticolosa dell’avventura. Il canotto era stato controllato, la mia 306 era piena zeppa di materiali e solo poche cose non avevano ancora trovato spazio. Rimanevano solo gli ultimi dettagli.

Il 13 di Agosto ero già sulle sponde della Foresta d’Oriente ed il lago era estremamente alto. Questo avrebbe complicato le cose rendendo tutto più difficile. Gli erbai erano immensi e sembrava fossero aumentati incredibilmente rispetto all’anno precedente. Dopo sole 4 ore di pesca registrai la mia prima partenza e si trattava di una carpa di circa 15 kg  che mi avrebbe tratto in inganno sulla bontà della mia scelta perché, nelle successive due settimane, solo un team inglese sarebbe riuscito a catturare un secondo pesce di 17 kg. Questo è un lago davvero selvaggio ma, so cosa mi sarei potuto aspettare per cui non rimasi impressionato dalla mancanza di catture perché avevo sperimentato la stessa situazione , la stagione precedente. Si trattava quindi di resistere alla tentazione di spostarsi che si sarebbe rivelata una mossa inutile perché tutti stavano subendo un bel cappotto. Era il caldo canicolare che aveva bloccato le carpe e soltanto la ricerca di un fondale maggiore oppure l’arrivo di una bella depressione a 1015 Hp avrebbe potuto darmi assistenza.

 Arriva Settembre.

I primi giorni di settembre la temperatura era ancora molto alta, il sole era forte e gli avvisatori sembravano morti o senza batterie. . Nonostante tutto, qualche pesce era arrivato e tra queste una specchi di circa 24 kg anche s el’attività era estremamente irregolare.

Erano già  tre settimane che stavo sul lago ed il risultato non era stato brillante come speravo. Foresta sembrava essere immersa nel torpore almeno fino a quando, la settimana successive, arrivò una bassa pressione fatta di piovaschi e vento forte.

Finalmente le carpe decisero di tornare all’attacco e la mia tattica cambiò radicalmente andando a limitarsi a 40 boilies e 1 kg di granaglie su ogni canna innescata. Non appena il tempo andò a peggiorare ulteriormente, aumentai i quantitativi e nello spazio di 10 giorni ebbi 10 pesci nel materassino con pesi che variavano tra i 12 ed I 27.8 kg.

Una notte mi rimase impressa perché ogni singolo istante fu da ricordare, compresa la doppietta di carpe da 20 kg seguita da un “bonus” di 18 kg nell’arco di un’ora. Orient era tornato ad essere generoso! Vi fu quindi un calo fisiologico di catture ma, decisi di rimanere nello stesso settore e questo fu un errore perché, non ebbi alcuna cattura nei successive 6 giorni.

Fu quello il momento di spostarmi in una nuova area che sembrava essere molto promettente. Ma essendo molto più esposto, le guardie mi beccarono subito e nonostante il mimetismo, venni invitato ad andare via senza troppe discussioni. Questo mi permise di passare qualche ora a parlare con altri angler, tra cui Andy Chambers che in 4 settimane aveva catturato qualche buon pesce sui 20 kg prima di decidere di spostarmi in un canale largo una quindicina di metri. Vi rimasi solo 4 giorni ma, ebbi tante catture che arrivarono quasi a saturarmi. Avevo bisogno di spazio, avevo bisogno di Orient e la sua vastità…e le sue promesse.

 

Ottobre.

La terza settimana di Ottobre mi portò ad un momento di break di 4 giorni in cui ne approfittai per andare a casa, vedere la mia famiglia, la mia ragazza e sopratutto, di lavarmi come si deve. Erano 8 settimane che non mi facevo una vera doccia e ne approfittai anche per contattare il mio sponsor, fare il punto sulla situazione delle esche, ricaricare le batterie, salvare le immagini che avevo scattato ed il video che era essenziale per montare il dvd di questa mia avventura. Il 18 di Ottobre il m io desiderio di pesca era ancora più forte e la temperatura scesa a livelli piacevoli, mi forzava ancora di più a tendere le mie lenze in quelle acque immense. Il lago era pieno di carpisti di ogni esperienza che da ogni parte d’Europa sembravano si fossero dati appuntamento. La Bivvy City era presidiata da tre team di inglesi ma soltanto uno sembrava ottenere dei successi. Per poter pescare in quella zona, dovetti attendere il mio turno anche se le cose non sembravano essere molto promettenti visto che alcune coppie non avevano avuto alcuna cattura nelle ultime

quattro settimane. Beneficiando della mia amicizia con Barry e dei suoi due amici francesi, ebbi quindi l’opportunità di prendere un buon posto e piazzarmi. Avrei pescato con altri carpisti e questo non avrebbe certamente sminuito il mio desiderio di una cattura gigante anzi, avremmo diviso la nostra soddisfazione  e questo per certo versi, sarebbe stato ancora meglio. Il 20 di Ottobre erano due giorni che aspettavo il mio turno e ne approfittai per controllare tutta la mia attrezzatura per poter poi utilizzarla il giorno dopo che, caso della vita, era anche quello del mio compleanno. Equipaggiato con 90 kg di boilies, decisi di usare il 60% per aprire le danze e lasciare i rimanenti 35 kg per pasturazioni di precisione sui posti memorizzati dal gps. Avendo conosciuto gli aspetti più avari di Orient, ciò che mi aspettava era invece la faccia più generosa!

Per farla breve, arrivarono ben 46 catture in 3 settimane con diverse prede attorno ai 20 kg, moltissime tra i 12 ed i 15 e una punta assoluta a 29 kg che arrivò a metà giornata ed in pieno sole. Chiamai quel pesce « Jaluse »

 Novembre

L’11 di Novembre il lago chiuse e siamo costretti a lasciare nonostante le numerose partenze e catture. Una volta a casa ne approfittai per ripulire la mia attrezzatura niente affatto stressata da questi memorabili 77 gioni di pesca. La melma si era incrostata in alcune parti ma, non nel mio spirito, Avevo vissuto 77 giorni completamente immerso nella natura ma allo stesso tempo, avevo anche completamente finito le mie risorse economiche. Una cosa è certa, questa esperienza mi ha convinto che questa è una esperienza che ripeterò di certo!

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 


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