Tecnica

La grande sfida

Di Riccardo Masut pubblicato il 05/03/13

Sono le 21 del venerdì sera,una settimana come tante.Il carpista sa che mancano poche ore.E' in garage,l'attrezzatura giace disordinata un pò quà un pò là.Facendo mente locale inizia a raccogliere il necessario per una notte secca.Tenda,lettino,fornello,stufetta,sacco a pelo,ecc...tutto il necessario per una permanenza confortevole in riva al lago.

Tutto è pronto.La sveglia puntata alle 6.30.Il carpista si distende a letto,ma non dorme subito...iniziano i pensieri...la strategia,lo spot,le esche...tutto è chiaro in mente,spera solo che le condizioni siano quelle giuste,quelle sperate.

Driiin...finalmente è mattina.Breve colazione e il carpista sale in macchina,direzione lago.La strada è lunga,traffico fortunatamente,non c'è ne.Il sole sta sorgendo all'orizzonte,preannunciando una splendida giornata di inizio primavera.

Arrivato al lago,la nebbia ricopre ogni cosa,rendendo l'atmosfera ancora più magica e ricca di speranza.I primi raggi solari penetrano la coltre di nebbia,cominciando a sciogliere l'umidità notturna e,insieme ad essa,scivola via anche l'ansia dell'attesa del carpista,sostituita dall'adrenalina.

Macchina parcheggiata,inizia la fase di montaggio campo e scarico attrezzatura dal bagagliaio.

Le canne sono aperte,ora tocca ai finali e agli inneschi...la montatura è la solita,quella che non ha mai tradito,o quasi,in tutti questi anni...semplice,ma efficace.Le carpe quì non sono molto smaliziate...andrà bene.

Un nuovo sacchetto di bolies viene aperto,l'arome giunge pungente alle narici del carpista,convincendolo che quella sarà l'esca giusta.

Tre canne,tre approcci diversi...una piccola bolies affondante,una pop ben visibile e un omino di neve,a completare il tris vincente.

Una grande ansa,pochi spot non ricoperti dalla melma,uno scalino importante nel sottoriva e un piccolo immissario alla sua destra.

Il carpista sa già cosa fare.Una canna,quella con la pop up,al centro dell'ansa.Solo un sacchetto in PVA ad accompagnare l'innesco,niente pastura.

La seconda,con la boilies affondante,andrà proprio sopra lo scalino a pochi metri da riva,accompagnata da uno stringer e qualche pallina spezzata attorno.

L'ultima,l'omino di neve,andrà nei pressi dell'immissario del lago.Qualche pallina e una sessolata di pellet a completare il tutto.

Il carpista è fiducioso.Intanto il sole ora comincia a scaldare l'aria che fino a qualche minuto fa,era pungente.

Arriva il momento di montare la tenda.Ben nascosta da sguardi curiosi,e,minimalista come sempre.Solo l'essenziale nei dintorni,nè più,ne meno.

Tutto è posizionato...Attesa.Speranza.Paura.Dubbi.

Il carpista cerca di distrarre la mente,una sigaretta,come un vecchio amico,porta sostegno e piacere.

Bip.Sono passate solo poche ore.Il primo segnale proveniente dalla canna sottoriva,come una doccia fredda,riporta alla realtà il carpista,che aveva deciso di abbandonarsi nelle bracce di Morfeo.

Bip...bipbip...il carpista spalanca gli occhi,guardando fuori dalla tenda,si accorge che ha dormito più del dovuto,è quasi sera.La centralina suona nuovamente.La zip della tenda si apre,il carpista esce,la temperatura esterna si è abbassata notevolmente e il cielo è coperto da nuvole minacciose.

Fissando la punta della canna in ginocchio,il carpista immagina.Immagina la carpa più gross

a del lago vicino l'esca,dubbiosa se aspirare quella leccornia oppure no.

Tutto fermo.

Qualche goccia dal cielo,preannuncia il maltempo.Il carpista si chiude in tenda e accendendo la stufetta cerca di scaldare un pò quella che sarà il suo giaciglio notturno per la notte che sta arrivando.

La cena è spartana.Un pò di pane,qualche pezzo di formaggio e salame.Una sigaretta.

Si alza il vento.La pioggia inizia a cadere copiosa.Dopo poco i lampi illuminano il cielo e i tuoni fanno vibrare la terra.

Il carpista,solo,si sente triste e malinconico...pensa a come potrebbe essere se fosse rimasto a casa,con i suoi cari e la sua ragazza...un bip della centralina però,riporta il lupo solitario alla realtà.

Sacco a pelo chiuso,poco dopo anche gli occhi del carpista.

Una lunga notte,fatta di tuoni,vento e pioggia.Il carpista,sveglio,spera di non dover uscire proprio ora.

Sono le 6 di mattina.Il freddo è pungente.La luce viola della centralina illumina la tenda,un suono acuto e continuo rimbomba nel silenzio del lago.

Il carpista apre gli occhi.L'adrenalina scorre libera nelle vene.

Uscendo dalla tenda si rende conto che la canna vicino l'immissario ha dato i suoi frutti.

Mano destra sulla canna,mano sinistra sul mulinello che sta girando,ferrata.

Il combattimento è duro.La canna è piegata.La carpa non si dimena,ma lentamente procede verso il centro del lago.

L'adrenalina invade il carpista.Le gambe tremano.Tutto ciò per cui ha sfidato il maltempo,la solitudine e il freddo è attaccato a quella lenza collegata alla canna che ha tra le mani.

Vincere o perdere.

Il guadino si chiude attorno alla carpa stremata.Tutto è andato come doveva andare.

Il carpista si rende conto che è Lei.La Regina del lago,la carpa più vecchia.

Poche foto,veloci e la carpa torna in acqua.Il carpista l'accarezza delicatamente,quasi con amore.

Arriva il momento,lei lentamente come è venuta,se ne va,tornando nel suo regno.

Il carpista è bagnato,infreddolito,sporco...

 

Una sigaretta,in questa gelida mattinata,sancisce vittoria.

Guardando il sole sorgere lentamente,il carpista sa di aver vinto.

Un altro giorno sta iniziando.


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Commenti

Wlabig il 07/03/13
Complimenti ler la bella cattura. Avrei una domanda, in che lago l'hai catturata???? Grazie.


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