Itinerari

La Golena di Polesine Camerini

Di Glauco Grana pubblicato il 27/07/11

Il Po, nel suo complesso Delta,  è divenuto negli ultimi tempi una meta (anche se il singolare è riduttivo per la molteplicità delle varietà ambientali e per la vastità del territorio) sempre più ambita da noi carpisti.

Infatti il grande fiume, nella sua  parte ultima, può offrire, a chi decide di pescarci, gli spots più disparati, dalle legnaie, alle grosse massicciate in corrente, alle pietraie, ai profondi canaloni, alle insenature, alle ormai più volte menzionate golene, dove il riciclo dell’acqua avviene solamente durante le piene: e, nonostante questo lungo elenco si potrebbero citare tante altre diverse variabili di pesca. “Il Po, in prossimità della foce, si suddivide in diversi rami, di cui il principale è il Po di Venezia, che nella parte conclusiva del tragitto assume il nome di Po di Pila, il quale a sua  volta sfocia in mare, suddividendosi in altri tre rami( da Nord a Sud): Busa di Tramontana, Busa Dritta, e Busa di Scirocco. Ma non sono da dimenticare le altre diramazioni che costituiscono il Delta, cioè il Po di Goro, il Po della Donzella, il Po delle Tolle e il Po di Maistra.

Il territorio del Delta si suddivide in diverse zone, denominate “Isole”, per il semplice fatto che tali aree risultano racchiuse all’interno dei rami del Po”. Per citarne alcune, si menziona l’Isola  della Donzella, e l’Isola di Ariano, i cui nomi, il più delle volte, sono originati dalle località stesse situate al loro interno.

L’obiettivo di questo articolo è quello di mettere in risalto una delle più suggestive aree golenali, situata nella parte veneta del Delta del Po, denominata Golena di Polesine Camerini, o meglio conosciuta dai locali come Po Morto. Diversamente da quanto succede ad una vasta superficie di terreni golenali, che vengono ricoperti d’acqua solo in caso di necessità, la golena in oggetto è caratterizzata dal fatto di essere costantemente a contatto con il corso del fiume. Questa golena è nata dallo sbarramento effettuato su una diramazione del Po di Pila, che ha originato al suo interno un’area boschiva, attualmente sotto tutela del Parco del Delta, (in cui trovano rifugio numerose specie di uccelli, alcune di notevole interesse naturalistico).

Situata nei pressi della frazione di Polesine Camerini, essa appare agli occhi del pescatore come un enorme lago, circondato da fitti canneti, vecchie piante riverse nell’acqua, e da una vegetazione ripariale tipica del Delta, dove spiccano il Salice Bianco, il Frassino e il Pioppo Bianco. Nelle acque della golena di Polesine Camerini non mancano i siluri, sono presenti specie pregiate come il pesce persico e l’anguilla, ma a farla da padrone sono proprio le nostre beneamate carpe, che qui hanno trovato e trovano un invidiabile habitat.

All’interno della golena si spingono in determinati periodi anche pesci di mare come ad esempio i cefali, le passere, le lamprede di mare, ecc. La pesca professionale non viene più esercitata in queste acque (catalogabili come salmastre). Solamente quando i pescatori non possono uscire in mare per il maltempo, può capitare che qualcuno venga a stendere la propria rete nella golena.

L’INFLUENZA DELLE MAREE

La vicinanza del mare fa sì che il livello dell’acqua della golena, per effetto delle maree subisca sbalzi anche superiori al metro. A tal riguardo occorre pertanto far attenzione dove si va ad allestire il campo: onde evitare spiacevoli allagamenti, (per altro già avvenuti), sarà indispensabile posizionarlo in una zona sicura. E’ quindi indispensabile munirsi di un libretto delle maree, per verificare con precisione il flusso e deflusso dell’acqua. 

Analizzando poi, questo fenomeno sotto un altro punto di vista, risulta di primaria importanza perché regola l’intero ecosistema, scandendo i cicli di alimentazione di tutta la fauna ittica presente. Le carpe, durante queste variazioni di portata d’acqua in entrata e in uscita, si mostrano particolarmente attive, tanto da diventare addirittura fameliche quando passano al setaccio in lungo e in largo tutte quelle porzioni marginali che vengono nuovamente sommerse. Nei periodi più caldi, quando si determina una carenza di acqua dolce, questa viene supportata da una maggiore massa di acqua salata che l’Adriatico spinge all’interno dell’alveo del fiume.

E’ importante sottolineare quindi che, sebbene nella golena si venga a determinare una situazione con una predominanza di acqua salata, questa non pregiudica minimamente il comportamento generale delle carpe. Il fatto che tante carpe stazionino in questo ambiente acquatico, è da ricercarsi nell’abbondante nutrimento naturale che proprio lì esse riescono a trovare.

Nell’immediato sottoriva ci sono veri e propri giacimenti di cibo, sotto forma di mitili (più o meno grossi) ver de vase, vari tipi di vermi di fiume e di mare. Inoltre fra le radici dei canneti si annidano tanti gamberetti e non ultimo non mancano i mitici “crab”(granchi). Addirittura, la presenza di gamberetti è talmente elevata che, al momento di sollevare la sacca di contenimento, è capitato più volte di trovarne attaccati alla parte esterna.

DIMENSIONE e FONDALE

Il punto d’incontro fra il corso del fiume e la golena è costituito da un’ampia apertura larga più di cinquanta metri. Lì avviene un rimescolamento notevole e, di conseguenza, si  crea una vasta zona dove l’acqua è piuttosto torbida. Continuando  verso l’interno della golena, la sponda costeggiata dalla strada (l’unica in pratica da cui si può pescare) prosegue in modo abbastanza parallelo -per circa 200 / 300 metri- a quella di fronte (selvaggia e inaccessibile).

Il settore centrale è particolarmente interessante, in quanto offre la possibilità di pescare con successo sia a lunga distanza (300 metri circa) calando dalla parte opposta in prossimità dei vecchi alberi che si sono rovesciati in  acqua, sia posizionando gli “inganni” poco distanti da riva. In questa zona il fondale ai margini della sponda risulta essere piuttosto irregolare: infatti è caratterizzato da aree quasi pianeggianti, intervallate da grandi dossi e profonde buche, (queste vengono prodotte dall’erosione della corrente, specie quando, a causa delle grandi piene, la golena e il corso del fiume diventano un unico immenso specchio d’acqua).

Man mano che ci allontana da riva, il fondale va  degradando dolcemente, fino a raggiungere, all’incirca a metà dell’ambiente acquatico, una profondità massima superiore ai dieci metri. Se poi si prende in esame la zona più a sinistra dove si possono notare i resti di un vecchio ponte che fuoriescono dall’acqua, vediamo che questa è caratterizzata da un fondale abbastanza uniforme, con una profondità massima che raggiunge i 2,5 metri, fino ai 70 metri circa di distanza da bordo-riva. 

Di seguito il fondale si alza gradualmente, sino a formare una vastissima area, con solamente trenta centimetri d’acqua, dopodiché, proseguendo verso l’isola, le acque si fanno profonde e guadagnano diversi metri. In questo settore la golena raggiunge il suo massimo punto di estensione in larghezza oltrepassando i 400 metri.

La parte ultima di questa grande cassa di espansione, presenta scarso interesse, in quanto l’acqua è particolarmente bassa (pochi centimetri). Tuttavia essa diventa un luogo ideale per le carpe quando queste vanno in frega. In definitiva, si tratta di un ambiente acquatico estremamente complesso, e per giunta mutevole (esondazioni del fiume e maree ): diventa  pertanto indispensabile, per un’azione di pesca efficace, l’utilizzo della barca. Questa però deve essere adoperata con la massima attenzione e con tutte le precauzioni del caso: sovente dal mare spirano forti e improvvise folate di vento.

PARTENZE a GO – GO

Per quanto riguarda l’aspetto tecnico, sarà importante utilizzare un’attrezzatura che sia in grado di contrastare l’accentuata vigoria di cui le carpe qui dimostrano di essere particolarmente dotate. Sovente capiterà di doverle forzare per evitare che vadano a finire in mezzo ad ostacoli, presenti non solo nel sottoriva. 

Inoltre in fase di pesca è necessario   utilizzare gli affondafilo, per evitare che le barche (numerose nei week-end) possano tagliare o “tirarsi dietro” le lenze. Le carpe che stazionano nella golena sono veramente tante. Il loro numero aumenta considerevolmente quando a queste si aggiungono quelle che abbandonano il corso del fiume, intorbiditosi a causa delle piogge, trovando un asilo sicuro e acque  non “macchiate”.

Quando il branco delle carpe entra in pastura, spazza via letteralmente tutto: nessuna canna sul pod resta inoperosa, indipendentemente dal tipo di esca che viene usata. Occorre tenere il posto di pesca abbondantemente pasturato, altrimenti le beneamate si rimettono in moto alla spasmodica ricerca di altre fonti di cibo. E’ consigliabile fare le prime pasturazioni ad ampio raggio, utilizzando un “misto” di boilies e granaglie (mais, tigers nut, canapa, ecc.) Successivamente, una volta che il posto dove si pesca è attivato, risulterà più performante cambiare approccio, gettando in acqua solo le boilies, i cui quantitativi  saranno strettamente legati all’attività che si è venuta a determinare. La vera difficoltà sta nel catturare gli esemplari più grossi; comunque sia, il divertimento è assicurato, anche perché la taglia delle catture è medio - alta.

Riuscire a fare selezione non è cosa facile: le possibilità di imbattersi nella grossa aumentano solo cercando di catturare il maggior numero di pesci possibile. Nella golena sono già state prese carpe il cui peso superava i venti chilogrammi, ma in questo luogo di pesca tutto può succedere: la cattura di un “colosso da paura” è realmente alla portata. I periodi più produttivi sono quelli soliti, però si possono fare buone pescate ancora prima che arrivi la primavera.

Questo è sicuramente il luogo ideale per partire con il piede giusto, e garantirsi le prime catture della stagione, togliendosi di dosso le ruggini dovute alla sosta invernale.

Per i carpisti no-stop, non è da trascurare il periodo più freddo, durante il quale sicuramente le mangiate si fanno rade, ma la pezzatura aumenta sensibilmente. Diventa invece un’impresa eroica -esperienza da evitare- pescare nella golena durante il periodo più caldo: il numero di zanzare è tale da rendere impossibile ogni attività nei pressi della riva. Per finire, la golena di Polesine Camerini è senza dubbio una splendida realtà, dove sarà possibile praticare la nostra disciplina in tutta libertà: senza avere l’oppressione del limite di orario, e potendo, se uno vuole, pescare eventualmente anche con cinque canne.

AMBIENTE e SVILUPPO

- L’Ente Parco rappresenta un segno inciso nel territorio, ed è il testimone di una cultura unica, propria di questo luogo e di queste Comunità, che cerca continuamente di consolidare l’interesse nei confronti di questa terra mutevole, mondo vario dal complesso e delicato equilibrio, che scatena, in chi l’osserva e la vive, fascinazione, contemplazione, entusiasmo e curiosità-. Per informazioni di vario genere, sul territorio costiero, lagunare e vallivo del Delta del Po, contattare l’Ente Parco Regionale Veneto al numero tel. 0426/372202 oppure  mediante e-mail: info@parcodeltapo.org. 

REGOLAMENTI e PERMESSI

Le acque del Delta del Po, per quanto riguarda l’esercizio della pesca, sono soggette al regolamento della provincia di Rovigo. Quelle situate a valle della Strada Statale Romea vengono classificate nella zona C: salmastre. Il pescatore dilettante sportivo, deve essere munito di licenza di tipo B. E’ consentito l’uso di un massimo di cinque canne; inoltre si può esercitare la pesca per diletto senza limitazioni di orario. Ufficio Pesca Provincia Rovigo: 0425/34199.

VIABILITA’

Provenendo da Nord (Brennero, Trento):

Superstrada Transpolesana Verona - Rovigo.

Provenendo da Sud (Ancona):

Autostrada Adriatica, uscita a Bologna.

Provenendo da Bologna:

Autostrada A13 uscita Rovigo.

Da Rovigo si prende la strada statale per Adria, quindi, dopo aver raggiunto questo centro abitato, proseguire in direzione Albarella - Taglio di Po per giungere sulla Statale Romea. Prendere poi per Ravenna e, dopo alcuni chilometri, svoltare a dx seguendo l’indicazione Porto Tolle. Una volta entrati e passato il piccolo centro di Porto Tolle, bisogna tenere per Polesine Camerini.

Attraversato il ponte, sotto il quale scorre il Po di Tolle, e lasciando lo stesso paesino di Polesine Camerini alla sx, si raggiunge uno spartitraffico; da lì basta proseguire dritto per almeno 400 metri, per arrivare all’argine della golena.

 

 

 

 

 

 


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Commenti

Cristian Minelle il 24/12/14
Purtroppo questo scritto rievoca i passati fasti della golena...ormai semideserta a causa della pesca con reti.che tristezza


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