Tecnica

La Giusta Distanza

Di Luca Nanetti pubblicato il 08/10/13

LA GIUSTA DISTANZA

Sicuramente è uno degli argomenti maggiormente discussi dai carpisti di ogni età, portatore di moltissimi pensieri quando il pesce non si va vedere sui nostri spot o di momenti di profonda riflessione quando slamiamo, stiamo parlando della:

Giusta Distanza amo/esca un dettaglio fondamentale che molte volte viene poco considerato da noi pescatori..

Questo sicuramente è un particolare tecnico di grande attualità, perché in un panorama ampissimo di nuovi terminali in cui la maggior parte di noi carpisti è sempre alla ricerca di soluzioni sempre piu’ complicate nella costruzione degli stessi, molte volte mette in secondo piano invece questo dettaglio che rimane fondamentale ed è sinonimo  di 2 cose :

-          Buone catture in caso abbiamo fatto tutto bene

-          Falsa partenza o peggio pesce slamato, se abbiamo commesso errori evidenti in fase di costruzione dello stesso.

Difatti la cura di questo particolare è determinante ai fini del perfetto funzionamento del terminale.

Come ormai noto a tutti è consigliabile lasciare un’adeguata tra la curvatura dell’amo e l’esca, ho voluto inserire diversi esempi fotografici dove possiamo trovare nel terminale di sinistra una distanza inadeguata e in quello di destra una distanza sicuramente migliore tra il cappello e la curvatura dell'amo.

Questa distanza deve essere proporzionata e calibrata in base al diametro dell’esca con un criterio di proporzionalità ovvero maggiore è la grandezza dell’esca, piu’ grande deve essere la distanza tra la stessa e l’amo, anche la misura dell’amo stesso rispetto al diametro dell’esca influisce sulla distanza tra i due.

Un capello di materiale morbido alla giusta distanza fanno si che l’amo una volta entrato nella bocca della carpa  per via dell’aspirazione dell’esca in fase di mangiata abbia un grande movimento con un’ottima capacità di rotazione che gli permetta di conficcarsi al centro del labbro inferiore per via del contraccolpo che il piombo esercita sulla parte finale del terminale e sull’amo.

La stessa capacità di movimento del nostro inganno donerà all’esca stessa maggiore mobilità e naturalezza in acqua donando al tutto una presentazione naturale.

Mi è capitato tante volte sulle sponde d’incontrare carpisti fin troppo attenti a lustrare le loro attrezzatture o a fantasticare di mirabolandi mix con 4/5 farine idrolizzate che poi cadevano malamente su una presentazione sbagliata.

Gli errori che potremo commettere sono diversi,  tra i piu’ importanti vorrei segnalarVi:

Non fermare bene la boilies una volta innescata sul cappello. Quando l’innesco si trova in acqua normalmente si assiste ad un minimo rigonfiamento dell’esca che puo’ causare un lievissimo aumento del diametro del foro tale da poter far scorrere l’esca verso l’amo annullando così la distanza con lo stesso come si puo’ notare dalla foto a margine.

Questo scorrimento compromette la mobilità e genera il famoso effetto ombra, causa della diminuzione delle possibilità di aggancio dell’amo stesso nella bocca del pesce in caso di mangiata.

Uno dei rimedi è quello di inserire sul cappello un classico “chicco di riso” in gomma e un piccolo dischetto di plastica, questi piccoli accessori evitano lo scorrimento dell’esca lasciando inalterata la distanza tra la stessa e l’amo.

L’inserimento del dischetto in plastica ve lo consiglio sempre perché anche nel caso di un’altra montatura a noi tutti conosciuta “D-Ring” l’inserimento dello stesso evita che la boilies invada lo spazio dell’anellino in inox posto sulla D del ring andando a compromettere in maniera pericolosa la mobilità dell’innesco una volta che si trova nella bocca del pesce diminuendo in maniera esponenziale le possibilità di cattura..

Abbiamo accennato ad eventuali problematiche che possiamo incorrere con un D-ring nel caso di montatura non corretta e quindi dobbiamo anche specificare che la distanza tra una presentazione affondante/bilanciata sarà ovviamente diversa da una presentazione Pop Up.

Negli scatti allegati , potrete captare velocemente le differenze maggiori sulle distanze da mantenere per quanto riguarda una presentazione affondante/bilanciata da una prettamente sollevata dal fondo, non esistono mai delle regole scritte in partenza ma esistono dei compromessi che mi sento di consigliarVi :

Sicuramente la differenza principale tra le due presentazioni è la lunghezza del cappello, difatti in quella affondante il compromesso migliore che possiamo ottenere è facilmente individuabile con una semplice prova, prendendo in mano la nostra boilies sul cappello e facendola scorrere lungo la curvatura dell’amo se il cappello sarà lungo come la punta dell’amo avremo ottima mobilità dell’esca e una presentazione mobile e naturale, in caso contrario avremo mobilità piu’ ridotta che potrebbe creare un leggero effetto ombra sull’amo stesso.

Se non amate effettuare prove del genere vi consiglio comunque di mantenere una distanza di almeno 0,50/0,60 cm su un’innesco classico line aliner con boilies del 18/20 mm e amo nr. 2 o nr 3, ovviamente se vogliamo innescare boilies di diametro maggiore dovremo anche proporzionalmente aumentare la grandezza dell’amo stesso o aumentare in maniera sensibile la distanza tra amo e boilies.

Su inneschi Pup up invece un’ottima regola è quella di mantenere una distanza di 0,5 cm sul cappello non dalla curvatura dell’amo ma dall’altezza del micro ardiglione, difatti l’aspirazione della carpa su tali presentazioni è diversa da quelle affondanti e una boilies piu’ vicina alla curvatura dell’amo contribuisce sensibilmente a migliorare le catture.

Autore: Luca Nanetti


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Commenti

mirko il 27/08/15
Salve, ma la distanza amo boiles di una pop up singola è mezzo centimetro sul capello, vale anche per l'omino di neve? E se uno pesca con l'anellino ovale sempre mezzo centimetro? Grazie :)


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