Tecnica

Inverno: come fare in acqua bassa

Di Mattia Travasoni pubblicato il 25/01/13

Inverno: come fare in acqua bassa

Il periodo invernale rappresenta un ostacolo per molti, per altri semplicemente una nuova sfida da lanciare a Madre Natura. Il freddo caratterizza questa stagione e ogni acqua trova comportamenti dei pesci diversi, tanto che è possibile incontrare le carpe in circostanze assolutamente singolari.

In tal caso ho toccato un argomento sul quale uno dei padri del carpfishing mondiale aveva sviluppato un libro intero, alludo logicamente a Kevin Maddokks, con il suo Winter Carpfishing in cui vedeva e analizzava varie tipologie di approccio con uno stile unico e sempre contemporaneo.

Continuando sul mio binario, in questo appuntamento desidero esaminare soltanto una tra le migliaia di variabili che mi si presentano davanti ogni qualvolta in cui pesco in inverno, puntando il dito sui laghi dove le carpe nuotano selvagge e non sono sottoposte a un’alta pressione di pesca.

Conclusa questa prerogativa fondamentale, continuo analizzando un tipo di situazione particolare, ossia quel momento in cui è presente un periodo meteorologico di alta pressione pressoché costante. Solitamente sono periodi in cui il cielo è terso e le temperature schizzano in alto durante il giorno per scendere in modo precipitoso di notte. In questo intervallo si creano i presupposti per incrementare di qualche grado la temperatura dell’acqua principalmente nelle zone marginali, attivando molti dei piccoli esseri viventi che popolano queste aree. Fondamentalmente si tratta di plancton e benthos, il naturale cibo per le carpe.

Non sempre la presenza di questi elementi vivi sono sinonimo di pesci in attività, anzi, è la temperatura dell’acqua che dovrà convincere le carpe a muoversi proprio per il banale concetto che regola la vita degli animali a sangue freddo.

Dove avviene la magia?

La “ripresa della vita” avviene principalmente in acqua bassa trovando punti di riferimento per le carpe dove sono presenti grossi ostacoli sommersi, in primis legni e alberi; se queste zone si trovano adiacenti ad aree di riparo e acqua profonda, allora mi sentirei molto più scuro. Non sono da perdere di vista anche canneti, anse in cui fioriranno piante e zone riparate; tali situazioni sono di notevole interesse per le carpe che riprendono pacatamente la ricerca di cibo e diventa logico dedicarvi un’attenzione particolare.

E’ ovvio che il mio non rappresenta un “dogma”, ma deriva da concetti estrapolati dalle mie esperienze in campo riconducendo l’attendibilità dell’argomento in base alle catture conseguite.

Su questo aspetto e soprattutto nei riguardi di chi pesca in laghi molto grandi, dovrebbero essere considerati e approfonditi altri argomenti vasti, come la linea di termoclino e la concentrazione di ossigeno disciolta in acqua. Per ragioni di pertinenza all’argomento, continuo su quella che è la condotta teorica del testo.

Una percezione personale deriva dal fatto che non esistono orari più o meno produttivi, ho avuto esperienze contrapposte che riuscirebbero a confondere chiunque, soltanto l’esposizione a elementi di disturbo rischia di allontanare le carpe durante il giorno per attenderle di notte, ma in caso di ambiente tranquillo è possibile avere una partenza anche nel pieno della luce.

Come insidiarle? 

Assodato che in molte situazioni invernali (non tutte!) i bassi fondali sono da tenere in considerazione, voglio esaminare gli inneschi migliori.

La mia scelta cade esclusivamente su inneschi bilanciati e mai su quelli affondanti, ad ogni modo, solo se necessario mi affido a pop ups abbinate a D-Rig in Fluorocarbon K-Karp, questo rig lo associo ad ami K-Karp Anti Eject dall’estrema penetrazione in ogni situazione. L’esca galleggiante mi serve principalmente se pesco in aree inconsistenti o addirittura ricche di alghe, queste ultime sembrano essere condizioni note nei bacini estesi ad acqua cristallina, quindi la presentazione galleggiante e bilanciata criticamente costituisce un aiuto in più per proporre gli inneschi creando una zona d’attrazione invitante.

La pasturazione

E’ chiaro, un pesce in uno stato di attività limitata possiede una necessità alimentare ridotta, questo implica una maggiore attenzione su due aspetti: cosa e quanto gli diamo da magiare? La preferenza deve cadere su elementi assolutamente attrattivi la cui caratterista principale è la diffusione dei loro segnali, quindi utilizzare solo boilies per pastura diviene un rischio e se un pesce trova qualche esca prima della nostra, potrebbe allontanarsi, saziandosi con appena due o tre palline. Per ovviare a questo, serve la presenza di elementi al limite della tangibilità, che possano creare un’area d’attrazione e non un piatto completo.

La tendenza di questi ultimi periodi è quella di far trovare alla carpa un’esca singola, magari molto attrattiva e  contornata da elementi che non la sazino ma siano di facile captazione. Ultimamente, oltre ai pellets, mi sono affidato anche a stik mix particolari, dedicati alla pesca in aree dal fondale inconsistente; questi hanno la proprietà di emettere un’impercettibile “frizzantezza” che trasporta le loro particelle a una modica distanza dall’innesco diffondendo i loro additivi ovunque. Sono elementi dal grande effetto che attraggono l’attenzione delle carpe di passaggio illudendole con la presenza di un elemento soltanto virtuale. Bastano quindi poche grufolate per trovarsi a che fare con l’unico elemento reale presente sul fondo: il nostro innesco! Questo stik mix si chiama Weedbeater Mix e CC Moore lo ha dedicato al particolare uso tipico nelle acque ferme ricche di erbe o dove il fondale è privo di consistenza; se appena inumidito con gli attrattori adeguati, condizionerà l’attenzione delle carpe durante i loro passaggi. 

L’innesco più adeguato è rappresentato da una pop ups oppure uno snow man ben visibile sul fondo, ma attenzione agli uccelli acquatici: potremmo essere obbligati all’uso di un’esca mimetica!

L’inverno resta tra i momenti più coinvolgenti dell’anno sebbene possa serbare delusioni importanti qualora le condizioni siano avverse, ma se interpretato nel modo giusto può assicurare vittorie davvero sbalorditive!


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