Tecnica

Intervista a Frank Warwick (Seconda Parte)

Di Amarante Alessandro pubblicato il 07/10/13


Continua in questa seconda parte, la lunga intervista che ho rivolto ad uno dei volti storici del carpfishing Inglese. Frank Warwick racconta in esclusiva per carponline, alcuni degli aneddoti più importanti della propria vita di pescatore, oltre ai racconti di catture di grosse carpe, nelle acque Inglesi, Europee fino ad arrivare in Bosnia, dove la postazione era delineata da un campo minato. Un angler estremo, rivoluzionario, autore di tante creazioni, che da qualche anno firma le catture di tanti appassionati grazie alla sua linea di esche.

 

6) Nella primavera del 2011 decidi finalmente di dare vita alla "Frank Warwick Baits" , e mi viene la curiosità di chiederti quali sono stati i motivi che ti hanno portato dopo tanti anni a creare il marchio "Warwick" e a presentare sul mercato alcuni dei tuoi mix  fino a quel momento tenuti rigorosamente segreti?

Ebbene, nel 1990 ho aperto un negozio di pesca a Manchester nel Regno Unito, inizialmente non avevo tanto denaro per rifornirmi pesantemente, ma poichè ho un sacco di tempo e pazienza, con le persone adatte e le giuste conoscenze il negozio è cresciuto molto rapidamente.

Nel negozio proponevo ad alcuni appassionati i miei mix,  e in poco tempo ho ricevuto molte richieste dai clienti che ricercavano le mie esche, tanto che a un certo punto finivo per venderle praticamente a tutti gli appassionati che venivano a trovarmi esclusivamente per acquistarle. Le richieste da parte dei clienti di acquistare i miei mix erano talmente tante che alcuni negozi del regno unito mi chiedevano di venderle anche a loro.

Penso che se avessi aperto allora la mia azienda di esche, oggi sarebbe diventato un marchio molto grande, presente già da 20 anni sul mercato.

Qualche tempo dopo sono stato avvicinato dal marchio Dynamite con la quale ho lavorato 10 anni. Il mio ruolo era adibito allo sviluppo delle esche,  ma devo confessare che non ero tanto felice di fornire le mie ricette e i miei mix, visto che alla fine il prodotto finale che veniva offerto al pubblico era parzialmente diverso da quello originale, e io non avevo più il controllo della qualità, nonostante avessi fornito, delle  buone ricette iniziali.

I prodotti finiti erano gradualmente diversi da quelli originali, e io sentii
che era giunto il momento di prendere una decisione e compiere il mio destino. 
Tuttavia, come tu puoi immaginare, costa una fortuna aprire una grande azienda di esche,  da poter fornire finalmente il Regno Unito, inevitabilmente l’Europa, fino ad arrivare al Giappone. 

Così avevo bisogno di un finanziatore per aiutarmi a finanziare tutto questo. 

Ho iniziato con il mio migliore amico David  Cain e lui fu in grado di aiutarmi a finanziare la società, così alla fine io fui libero di usare tutti i migliori ingredienti che conoscevo e che dovevo utilizzare per creare qualcosa di speciale, che mi ha fatto riflettere sia come carpista che come uomo di forte integrità. Nessuna scorciatoia, nessun ingrediente di merda ma solo ingredienti puri, freschi e di buona qualità.

A giudicare dai risultati dei nostri clienti e dei nostri tester, credo di essere riuscito nel mio intento.

Personalmente penso che le confezioni fantasiose e tanti soldi spesi nella pubblicità, contino davvero poco se non si utilizzano prodotti di qualità, tutto ciò che conta per il pescatore è spendere il proprio denaro per delle esche che riescano a dare dei risultati immediati che non svaniscano nel tempo.  Questo è ciò che conta davvero! Questa è la mia opinione, io non sono un grande uomo di affari, io sono un carpista e tratto i miei amici con affetto,  perché siamo tutti una grande famiglia e condividiamo lo stesso amore per questo nostro sport.  Questo è quello che ho trascorso, nella mia vita di carpista e non cambierà mai, e penso che le persone se ne rendano conto di questo, e hanno empatia per me e la mia integrità.

 

7) Da sempre il tuo lavoro è legato al mondo della pesca e questo ti ha portato a confrontarti con molti ambienti europei ed esteri, potresti dirmi quale ambiente, e soprattutto quale cattura è rimasta impressa maggiormente nella tua mente?

Wow sono davvero tanti, ma forse tra tutti i posti che ho conosciuto, amo molto l'isolamento e la lontananza del Lago Raduta che ha dei ricordi speciali per me.

Sono andato lì solo nel 2002 per il World Carp Championships, ma ci sono ritornato anche nel 2003 ed ho svolto delle sessioni davvero fantastiche con tante carpe di taglia fino a 21kg, ricordo la musica dai villaggi che si trovavano sulle sponde, che unita alla bellezza del lago sembravano creare un'atmosfera speciale e suggestiva.

Ricordo inoltre, il mio primo viaggio a Le Graviers in Francia è stato grande, siamo stati 5 giorni per fare le riprese di un DVD, nel quale spiegavo alcuni trucchi e tecniche da utilizzare, ed è proprio durante le riprese che catturai nelle prime 24 ore di pesca, dei pesci davvero di ottima taglia, compreso le 2 carpe più grandi del lago, "The Scar fish" e "Big Leather".

Naturalmente, "The Scar Fish" ha continuato ad essere molto famoso, ed è stata la carpa più grande del mondo.

Ho anche fantastici ricordi al lago del Lac du Der in Francia, dove ho apprezzato, alcuni dei momenti più gratificanti della mia vita di carpista, un lago difficile, dove si doveva lavorare da matti, per trovare gli spot migliori, e pasturarli nel migliore dei modi, un posto dove tutto era possibile e le catture delle grandi carpe non erano solo un sogno.

Ho anche pescato in Serbia e Bosnia, e li era tutta un'altra storia, infatti, un particolare lago in Bosnia era delimitato da un campo minato,con tanto di cartello di pericolo con il classico teschio sulle recinzioni, un posto incredibile e davvero estremo ahaha.

 

8) In diverse occasioni sei stato graditissimo ospite in Italia, puoi dirci cosa pensi del carpfishing italiano, del nostro modo di viverlo e concepirlo, e quali credi siano le prospettive future per questa disciplina nel nostro paese?

L'Italia è un paese molto bello, di cui fanno parte delle persone altrettanto belle.

Ho la fortuna di avere alcuni amici italiani, davvero fantastici.

Ormai sono passati tanti anni dal mio primo viaggio in Italia, ricordo che arrivai in occasione del primo Carpitaly ,in una folla entusiasta di appassionati, che mi travolse con tutta la passione e l'amore, che si può avere per una persona che pratica lo stesso sport. Il Carpitaly diventò uno dei miei eventi preferiti, e quando posso, non perdo l'occasione per essere presente.

Riguardo i carpisti, devo dire che l' italia è un paese molto fortunato, i propri appassionati hanno una tecnica molto sviluppata, ma soprattutto migliorano i propri risultati, anno dopo anno.

Gli italiani sono molto leali e solari, e questo mi rende felice.

Sono molto contento che le mie esche sono state così ben accette in questo paese, i pescatori italiani, riconoscono i prodotti di qualità, hanno buon gusto, e non si accontentano del secondo posto. ( è solo la mia opinione ragazzi)

Il futuro del carpfishing in italia, lo vedo prospero e ricco di soddisfazioni, anche perché in questo paese ci sono alcune delle migliori acque del mondo. (Per non parlare di auto moto e belle donne)

Non dimenticare che mio nonno era Italiano e quindi l' Italia anche se in parte , può essere considerato il mio paese di origine, paese in cui sono sempre felice di ritornare, e nel quale mi sono trovato sempre benissimo.

 

9) Frank per concludere, potresti dare un messaggio a tutti coloro che praticano da poco o intendono cimentarsi con il carpfishing, ma soprattutto alle giovani leve che vedono la nostra disciplina limitata soltanto all' ago della bilancia?

Il mio consiglio per chi è arrivato da poco nel mondo del carpfishing, è quello di non dimenticare che la pesca deve essere prima di tutto un passatempo, e di mostrare sempre rispetto verso le nostre catture, verso i carpisti ,che condividono con noi la stessa passione.

In questo modo sarà molto facile fare amicizia, e di aiutarvi in ogni aspetto tecnico di questa disciplina.

Inoltre vi consiglio di provare voi stessi, quali sono i prodotti migliori, testateli è scoprirete in che modo sfruttarli per avere il massimo dei risultati, solo così capirete cosa funziona e cosa non va bene.

Ricordate di basarvi sulle vostre sensazioni e di provare tutto quello che vi passa per la testa, perché nessuno di noi sà veramente quello che sente una carpa, gli odori, i sapori, ect. perché nessuno di noi è mai stato un pesce. (Un pò ovvio)

Molti persone quando immaginano una carpa, pensano ad una creatura con la mente e sensi di un umano, invece no! Hanno il senso dell' odore sviluppato come quello di un cane che può sentire l'odore 50 volte in più,  rispetto a una persona, hanno la visione notturna e si sono evoluti nel corso di milioni di anni per essere padroni del loro ambiente.

Quindi non abbiate paura di provare qualcosa di nuovo, potrebbe essere la cosa speciale che sblocca il codice di alcune catture speciali.

Infine vorrei consigliare di non vivere la pesca come un ossessione, il carpfishing non è il vostro intero universo, dico questo perché ci sono delle persone che sono totalmente ossessionate dalla pesca, e per questo perdono i migliori anni della loro vita a pescare sette giorni alla settimana.

Dovete guardare avanti e rendere ogni vostra singola sessione speciale.

Mai rovinare una relazione o un'amicizia per il carpfishing, queste cose sono preziose.

Trattate sempre ogni carpa con la massima cura, non importa quale sia il suo peso, perché come tutti noi sappiamo i piccoli esemplari di oggi, diventeranno le grandi carpe del domani.

Vi ringrazio per aver letto la mia intervista.

Frank Warwick.

 




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